Una valanga di fischi ha accompagnato l’Atalanta al fischio finale della partita persa 3-0 con il Sassuolo. Un crollo verticale. “Vergogna” ha urlato la curva Pisani ai giocatori che, a testa bassa, si sono avvicinati come a voler chiedere scusa. Ivan Juric: il destino del crotato è segnato, pronto a prenderne il posto è Palladino anche se a Marsiglia in tribuna durant e lagara di Champions si era visto anche Roberto Mancini. La meravigliosa Dea di Gasperini è diventata una squadra a due facce, che alterna buone prestazioni a giornate in cui è irriconoscibile. Oggi alla New Balance Arena è stata spazzata via dal Sassuolo cinico e concreto, trascinato da una doppietta dell’eterno Berardi e dal gol di Pinamonti: l’Atalanta ha prodotto un lungo e innocuo possesso palla (67%), i neroverdi hanno colpito. Non è la prima volta che accade.
Atalanta, due vittorie su undici partite
I nerazzurri fanno una fatica bestiale a concretizzare: sembra un paradosso, ricordando la ma…
Una valanga di fischi ha accompagnato l’Atalanta al fischio finale della partita persa 3-0 con il Sassuolo. Un crollo verticale. “Vergogna” ha urlato la curva Pisani ai giocatori che, a testa bassa, si sono avvicinati come a voler chiedere scusa. Ivan Juric: il destino del crotato è segnato, pronto a prenderne il posto è Palladino anche se a Marsiglia in tribuna durant e lagara di Champions si era visto anche Roberto Mancini. La meravigliosa Dea di Gasperini è diventata una squadra a due facce, che alterna buone prestazioni a giornate in cui è irriconoscibile. Oggi alla New Balance Arena è stata spazzata via dal Sassuolo cinico e concreto, trascinato da una doppietta dell’eterno Berardi e dal gol di Pinamonti: l’Atalanta ha prodotto un lungo e innocuo possesso palla (67%), i neroverdi hanno colpito. Non è la prima volta che accade.
Atalanta, due vittorie su undici partite
I nerazzurri fanno una fatica bestiale a concretizzare: sembra un paradosso, ricordando la macchina da gol di Gasperini. La Dea non subiva una sconfitta con tre gol di scarto a Bergamo da quattro anni: quella volta, il 18 dicembre 2021, a passare fu la Roma. Alla sosta di novembre l’Atalanta arriva dopo due sconfitte di fila e con solo due vittorie su undici partite, oltre a sette pareggi. Una miseria. È nella parte destra della classifica, dietro tra le altre a Cremonese e Torino. Un rendimento che non può bastare.
Cosa succede ora con Juric
Gli alibi: non c’è più Gasperini, è andato via pure Retegui, il capocannoniere dell’ultimo campionato. E Lookman ha vissuto un’estate turbolenta, che ne sta condizionando rendimento e atteggiamento (vedasi il litigio con Juric a Marsiglia). Però gli investimenti sul mercato sono stati ingenti, e la rosa non vale il 13esimo posto. Con la vittoria in Champions di mercoledì a Marsiglia, un po’ rocambolesca a dir la verità, Juric si è assicurato una dose di credito che non lo ha salvato. Ma la società già a fine agosto, dopo i pareggi con Pisa e Parma, aveva iniziato a nutrire dei dubbi sulla scelta di chiamare per la panchina il primo allievo di Gasp. Si è andati avanti, tra tante incertezze, con sporadici raggi di sole (due buone partite con Juventus e Milan). Adesso c’è la sosta, il momento ideale per un cambio di guida tecnica.
Il tecnico: “Poca concentrazione, è inspiegabile”
A fine partita questa l’analisi di Juric: “Puoi trovare difficoltà contro le squadre chiuse, ma devi stare su pezzo. Invece c'è stata da parte nostra poca concentrazione sui particolari: il primo gol è stato un regalo, eclatante anche il secondo per disattenzione. In campionato non stiamo andando bene, c'è stata la botta di adrenalina con la vittoria sul Marsiglia in Champions e pensavo sinceramente che si poteva andare avanti su questo ma la differenza di rendimento è stata inspiegabile. Un confronto con la società? Non ho parlato con nessuno fino ad adesso, ma la responsabilità è sempre dell'allenatore, che non ha preparato o trasmesso bene le sue idee”.
Il bilancio di Juric
Nell’ultimo anno Juric, tra Roma e Atalanta, è stato in panchina per 19 partite di serie A e ha raccolto 5 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte, media punti di 1,21 a gara. L'Atalanta non aveva 13 o meno punti dopo 11 giornate dal 2014/2015 quando arrivò quartultima.