MILANO – Il primo giorno di Raffaele Palladino come nuovo allenatore dell’Atalanta è iniziato presto. Alle 10.30 di questa mattina è entrato a Zingonia, dove mezz’ora prima erano arrivati Luca Percassi, ad della Dea, insieme al direttore sportivo Tony D’Amico. Loro lo hanno scelto, senza tentennamenti: quando hanno deciso di esonerare Ivan Juric, il primo nome per sostituirlo è sempre stato quello di Palladino. Lunedì mattina l’incontro decisivo, in cui è stato definito l’accordo con l’ex Fiorentina: contratto di un anno e mezzo, fino al 30 giugno 2027, con stipendio da circa 2 milioni e la promessa di sedersi a un tavolo per parlare di un possibile rinnovo qualora questa stagione finisse con la qualificazione alla Champions.
La prima giornata di Palladino da allenatore dell’Atalanta
Palladino, fermo dopo aver rescisso il contratto con la Fiorentina, portata al sesto posto con 65 punti nell’ultimo campionato, ha aspettato una chiamata importante, respingendo qualche settimana fa un approccio del Torino. Sperava nella Juventus, ha accolto con entusiasmo l’opportunità di proseguire all’Atalanta il lavoro di Gasperini. Nel suo primo giorno a Zingonia ha visitato il centro sportivo, ha fatto una chiacchierata conoscitiva con i membri dello staff di Juric che sono rimasti – il preparatore dei portieri Savorani, voluto da Carnesecchi, con il collaboratore Oliva e poi Brambilla, Raimondi, Vigni e Iaia – poi ha pranzato con la dirigenza. Nel primo pomeriggio è arrivata la firma sul contratto e l’annuncio ufficiale. La squadra riprenderà a lavorare domani.
Perché l’Atalanta ha scelto Palladino
La Dea ha scelto Palladino perché allievo di Gasperini, certo, ma anche per come ha dimostrato in carriera di saper valorizzare i giocatori che ha avuto a disposizione. Con lui Kean ha vissuto alla Fiorentina la sua miglior stagione, Comuzzo e Dodo sono diventati difensori ambiti da grandi squadre. Stessa cosa al Monza, portato in alto valorizzando tra gli altri Di Gregorio, Carlos Augusto, Colpani. All’Atalanta ripartirà dal 3-4-3, e darà fiducia al tridente composto da De Ketelaere-Scamacca e Lookman. L’obiettivo è rialzare una squadra crollata al tredicesimo posto in classifica, reduce da due sconfitte di fila in campionato, e portarla in Europa, possibilmente in Champions.