BOLOGNA - La curva del Bologna rischia ora la squalifica. Protagonista come è stata di cori inquietanti, sostenuti da striscioni inaccettabili per una partita di calcio, contro i tifosi napoletani. E' stata, sotto la pioggia battente, la cosa peggiore vista al Dall'Ara: lontana anni luce dalla gagliardia della squadra, quella invocata una settimana fa quando arrivò la Lazio; lontana anni luce dall'affetto extraterritoriale sancito da icone della cultura. Come Lucio Dalla. Bologna, quella lontana dalle logiche (che parola!) del tifo estremo, aveva invocato, alla vigilia, un inno comune per le due squadre, quello della canzone "Caruso", cantata proprio dall'artista scomparso un anno fa. "Te voglio bene assai", recita il famoso brano di Dalla, bolognese doc, appassionato di musica e cultura napoletana, legatissimo al sud.
La risposta sugli spalti è stata pessima. Rovesciata. C'è una Bologna che prende le distanze da quegli striscioni inaccettabili come gli slogan. E' una Bologna che applaudì Maradona, una Bologna che - in quegli anni - si gemellò con la magica squadra di Bigon. C'è una Bologna che chiede suggerimenti a un emiliano, Bagni, che ha giocato nel Napoli e nelle sue vene scorre sangue del sud. E' una caduta verticale da parte di una tifoseria protagonista negli anni passati di contestazioni di grandissima qualità. Come quando, in occasione del ritorno a Bologna della Juventus dopo Calciopoli, scelse la protesta del silenzio, restando fuori, disertando gli spalti, nei primi 15'. Una protesta civile e geniale. L'esatto contrario di quanto è capitato stavolta, sugli stessi gradoni.
La risposta sugli spalti è stata pessima. Rovesciata. C'è una Bologna che prende le distanze da quegli striscioni inaccettabili come gli slogan. E' una Bologna che applaudì Maradona, una Bologna che - in quegli anni - si gemellò con la magica squadra di Bigon. C'è una Bologna che chiede suggerimenti a un emiliano, Bagni, che ha giocato nel Napoli e nelle sue vene scorre sangue del sud. E' una caduta verticale da parte di una tifoseria protagonista negli anni passati di contestazioni di grandissima qualità. Come quando, in occasione del ritorno a Bologna della Juventus dopo Calciopoli, scelse la protesta del silenzio, restando fuori, disertando gli spalti, nei primi 15'. Una protesta civile e geniale. L'esatto contrario di quanto è capitato stavolta, sugli stessi gradoni.