Bologna, Donadoni: "La qualità c'è, il destino dipende da noi"
Il tecnico si gode la vittoria all'esordio: "Sono qui da quattro giorni, guido una squadra molto giovane, una delle più giovani e non avrei accettato se non credessi nel potenziale. Ora dobbiamo crescere"
BOLOGNA - Roberto Donadoni "alla Eduardo": ha da passà a nuttata, deve avere pensato tra il primo e il secondo tempo della gara vinta con l'Atalanta, ora che ha ritrovato il calcio. "Sono qui da quattro giorni - ha detto - guido una squadra molto giovane, una delle più giovani e non avrei accettato se non credessi nel potenziale di questo Bologna. La città merita di rimanere in serie A, ma noi dobbiamo crescere, Dipenderà da noi".
Bisogna crescere in fretta, insomma. Cosa ha potuto dare, di suo, al Bologna, Donadoni?
Sorride. "Solo i miei principi. Ho trovato uno spogliatoio sano, unito, umile ma determinato. A volte nel calcio si dice che la squadra che ha un indole buona non sia vincente. Io quelli così me li tengo stretti. C'è tanta voglia di imparare in loro. In tutta umiltà, ma non senza personalità".
Aggiunge: "Ho provato anche di metterci qualcosa sotto il profilo tattico ma poi…
Bisogna crescere in fretta, insomma. Cosa ha potuto dare, di suo, al Bologna, Donadoni?
Sorride. "Solo i miei principi. Ho trovato uno spogliatoio sano, unito, umile ma determinato. A volte nel calcio si dice che la squadra che ha un indole buona non sia vincente. Io quelli così me li tengo stretti. C'è tanta voglia di imparare in loro. In tutta umiltà, ma non senza personalità".
Aggiunge: "Ho provato anche di metterci qualcosa sotto il profilo tattico ma poi…
BOLOGNA - Roberto Donadoni "alla Eduardo": ha da passà a nuttata, deve avere pensato tra il primo e il secondo tempo della gara vinta con l'Atalanta, ora che ha ritrovato il calcio. "Sono qui da quattro giorni - ha detto - guido una squadra molto giovane, una delle più giovani e non avrei accettato se non credessi nel potenziale di questo Bologna. La città merita di rimanere in serie A, ma noi dobbiamo crescere, Dipenderà da noi".
Bisogna crescere in fretta, insomma. Cosa ha potuto dare, di suo, al Bologna, Donadoni?
Sorride. "Solo i miei principi. Ho trovato uno spogliatoio sano, unito, umile ma determinato. A volte nel calcio si dice che la squadra che ha un indole buona non sia vincente. Io quelli così me li tengo stretti. C'è tanta voglia di imparare in loro. In tutta umiltà, ma non senza personalità".
Aggiunge: "Ho provato anche di metterci qualcosa sotto il profilo tattico ma poi ho capito che, dopo la sconfitta con l'Inter, questi ragazzi avevano bisogno di tanto ma non di qualcuno che desse loro maggiore confusione. Perciò ho seguito un po' quello che aveva fatto il mio predecessore poi si vedrà". I giovani bravi non mancano: Diawara e Masina per esempio...
"Due che hanno davanti un avvenire importante. Che sono disponibili, umili ma di carattere. Caratterialmente questo è un Bologna fatto di ragazzi "giusti". Quanto tempo ci vuole? Spero il minore possibile".
Bisogna crescere in fretta, insomma. Cosa ha potuto dare, di suo, al Bologna, Donadoni?
Sorride. "Solo i miei principi. Ho trovato uno spogliatoio sano, unito, umile ma determinato. A volte nel calcio si dice che la squadra che ha un indole buona non sia vincente. Io quelli così me li tengo stretti. C'è tanta voglia di imparare in loro. In tutta umiltà, ma non senza personalità".
Aggiunge: "Ho provato anche di metterci qualcosa sotto il profilo tattico ma poi ho capito che, dopo la sconfitta con l'Inter, questi ragazzi avevano bisogno di tanto ma non di qualcuno che desse loro maggiore confusione. Perciò ho seguito un po' quello che aveva fatto il mio predecessore poi si vedrà". I giovani bravi non mancano: Diawara e Masina per esempio...
"Due che hanno davanti un avvenire importante. Che sono disponibili, umili ma di carattere. Caratterialmente questo è un Bologna fatto di ragazzi "giusti". Quanto tempo ci vuole? Spero il minore possibile".