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Bologna, Donadoni: ''Torino squadra top, dobbiamo confermarci''

Dopo il buon esordio contro il Crotone gli emiliani vanno a caccia di un risultato positivo in casa dei granata: ''Affrontiamo una delle squadre che si è rinforzata di più, mi piacerebbe dare continuità ai risultati''
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BOLOGNA - Da calciatore di mille battaglie, Roberto Donadoni non finì mai sotto i ferri. Gli è toccato invece tre giorni fa, per un menisco traditore, "un regalo - spiega il tecnico dei rossoblu alla vigilia di Torino-Bologna - di un allenamento coi miei giocatori in Sardegna", che per ironia era stato proprio il momento della preparazione estiva più caldeggiato dallo stesso Donadoni, un ritiro travestito da vacanza, che fu anche l'ultima volta in cui fece capolino Amadou Diawara, ufficialmente del Napoli da ieri sera per 15 milioni rateizzati. "Mi dispiace che sia finita così - ribadisce Donadoni - ma per certi versi è meglio che si sia risolta la questione. Almeno ora staremo più tranquilli". Il regista guineiano era infatti sparito senza lasciare tracce "e senza salutare", ricordava dispiaciuto il tecnico qualche giorno fa.

Ma dopo il debutto vittorioso col Crotone, anche quella pagina amarognola e surreal…
BOLOGNA - Da calciatore di mille battaglie, Roberto Donadoni non finì mai sotto i ferri. Gli è toccato invece tre giorni fa, per un menisco traditore, "un regalo - spiega il tecnico dei rossoblu alla vigilia di Torino-Bologna - di un allenamento coi miei giocatori in Sardegna", che per ironia era stato proprio il momento della preparazione estiva più caldeggiato dallo stesso Donadoni, un ritiro travestito da vacanza, che fu anche l'ultima volta in cui fece capolino Amadou Diawara, ufficialmente del Napoli da ieri sera per 15 milioni rateizzati. "Mi dispiace che sia finita così - ribadisce Donadoni - ma per certi versi è meglio che si sia risolta la questione. Almeno ora staremo più tranquilli". Il regista guineiano era infatti sparito senza lasciare tracce "e senza salutare", ricordava dispiaciuto il tecnico qualche giorno fa.

Ma dopo il debutto vittorioso col Crotone, anche quella pagina amarognola e surreale è stata cancellata. "Adesso - spiega, riponendo le stampelle in un angolo - dobbiamo solo confermarci a Torino. È una squadra top della serie A, forse tra quelle che s' è rinforzata di più". L'anno scorso, due partite due sconfitte, compresa la prima della sua gestione. "Statistiche vecchie - ribatte Donadoni - a me interessa solo il futuro. Mi piacerebbe dare continuità ai risultati (c'è anche una vittoria in coppa Italia col Trapani, ndr) e vorrei che ogni giocatore pensasse di poter contribuire alla causa con quattro-cinque reti", una sorta di cooperativa del gol di ulivieriana memoria.

Donadoni: "Torino, bel test"

Destro-Belotti, amici nella vita, reduci da vacanze estive condivise con le rispettive compagne, si oppongono sul campo, col tacito desiderio di ritrovarsi un giorno insieme in Nazionale. "Dovrebbe essere il sogno di ogni giocatore - si raccomanda Donadoni - e francamente non capisco gli allenatori che si lamentano di una convocazione in più. Giocare bene e vederne i risultati è il fondamento dello sport. E anche il nostro per questa stagione in cui puntiamo a migliorare l'ultimo quattordicesimo posto".