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Bologna, Donadoni cerca la svolta: ''Contro l'Inter bisogna giocare di squadra''

Sempre vittoriosa in casa, sempre ko in trasferta, al Meazza la prima prova di maturità per i rossoblù

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BOLOGNA - Inter dieci, Bologna nove, dice la classifica. La sfida di domani a San Siro, per una volta, può chiamarsi scontro diretto. Ma per Roberto Donadoni è la prima prova di maturità per "colmare il divario di prestazioni tra casa e trasferta". Facile a dirsi, più difficile a tradursi contro un'avversaria che ha appena ritrovato il senso di una stagione.

"Affrontiamo - spiega Donadoni - una delle quattro squadre più forti del campionato. In partite del genere bisogna giocare di squadra, e con intensità uniforme per tutti i novanta minuti. Se non succede, sappiamo a cosa andiamo incontro". Punteggio pieno al Dall'Ara, ancora a secco fuori il Bologna delle due velocità cerca di darsi un volto anche lontano da casa. "Credo sia una questione di personalità e di approccio. Prima colmiamo questa differenza evidente, prima faremo uno scatto in avanti nella nostra crescita". Domani, oltretutto, c'è anche il compleanno del patron Joey Saputo a fungere da propellente. "Mi aspetto buone risposte da tutti - incalza Donadoni -, sono contento del buon avvio di campionato di Krejci e Verdi, ma possono crescere ancora. E il discorso vale anche per Destro, che è ancora al 70% del suo potenziale. Quando sarà al 100%, allora sì che ci divertiremo".

Donadoni: "L'Inter è più squadra"

Per la sfida di San Siro, che può valere il sorpasso in classifica sui nerazzurri, il tecnico dovrà rinunciare ancora a Mirante, Ferrari e Sadiq, che ancora non si allena. Tutti disponibili gli altri, nel 4-3-3 ormai di prammatica, con Destro in attacco, Verdi e Krejci a sostegno sui lati. Squalificato Di Francesco, espulso nei minuti di recupero contro la Sampdoria per un'entrata veemente che Donadoni non si sente di condannare: "Più scenografia che cattive intenzioni, non gli punto certo il dito contro".
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