Bologna, Donadoni: "L'arbitro non c'entra, non faccio la vittima"
Il tecnico evita le polemiche dopo la sconfitta con il Genoa: "Non sono di quelli che protestano o reclamano per ottenere qualcosa la volta dopo"
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BOLOGNA - Degno della migliore diplomazia d'altri tempi, Roberto Donadoni dopo la sconfitta con il Genoa dice... senza dire. L'arbitro ha deciso questa partita? "No - risponde il tecnico felsineo - l'arbitro non c'entra nulla. Io non sono di quelli che protestano la domenica prima per ottenere qualcosa la volta successiva (!Toh, ma chi si riferiva? ndr.)". E allora come la spiega? "Siamo stati ingenui, prima a restare in inferiorità numerica, poi a non essere attentissimi nell'azione che ci ha punito. Dovevamo essere più aggressivi prima, cioè più avanti, senza concedere a Laxalt di fare l'azione del gol".
Bologna-Genoa, il film della partita
Un Bologna rimasto molto avanzato, anche dopo aver subito l'espulsione di Gastaldello...
"Rifletteremo su certe situazioni di gioco, però lo spirito è quello giusto. Quello di voler fare sempre la partita". Un passo indietro per questo Bologna rispetto alle partite precedenti?
"Come fa a dirlo ? - risponde piccato il tecnico a chi fa questa domanda - non ha visto che siamo rimasti prima in 10 contro 11 e poi in 9 contro 10? Io ho visto una squadra che ha manovrato e subito ha avuto due palloni buoni davanti al bersaglio senza riuscire a concretizzarli per poco". Proprio non entra nel merito delle decisioni? L'espulsione di Gastaldello con suggerimento del quarto uomo?
Donadoni parla in modo generico, non sull'argomento specifico: "Può capitare che un arbitro vada in confusione, allora serve l'aiuto degli altri, no? Il quarto uomo ha visto il gesto di Gastaldello e lo ha segnalato. Forse l'arbitro è stato precipitoso sulla prima ammonizione, quando Gastaldello chiede chiarimenti da capitano. Non gli ha perdonato nulla. Poi è chiaro che un calciatore con l'esperienza di Gastaldello non deve commettere questi errori".