BOLOGNA - Roberto Donadoni a un certo punto non se ne capacitava. Per questo, si presenta tardi in sala stampa. Il Bologna, dice qualcuno, vince fuori ma in casa stenta... I risultati lo confermerebbero... Mal di Dall'Ara? "Mi vien facile pensare che in casa abbiamo eccessiva tensione addosso - dice il tecnico dopo la sconfitta con l'Udinese - fatico a motivare una cosa del genere. Tanto più che eravamo in vantaggio, giocavamo col piglio giusto e l'atteggiamento giusto, poi qualcosa blocca le idee e il modo di esprimersi con fluidità, perdi una palla, un rimpallo favorisce l'avversario e cambi atteggiamento, cominci a preoccuparti troppo. Avevamo 40' per recuperare il vantaggio, ne abbiamo costruite di occasioni, ma ci vuole più cattiveria negli ultimi metri. Pensate al tiro respinto da Bizzarri, bisogna andarci su quel pallone. Per come sono fatto io, sono arrabbiatissimo per una sconfitta così. Per come sono io, vorrei che domani fosse già il 6 gennaio!".
Tutto nasce dall'errore sul primo gol...
"Noi non siamo cinici come l'Udinese, non abbiamo i giocatori che mettono la zampata nella sola occasione. Limiamo i nostri difetti, quelli che ci accompagnano. Qualcuno dice che prendiamo gol nella stessa zona, è vero, dobbiamo capire e agire di conseguenza perché non accada. In quel caso il vero problema è l'errore di comunicazione. E' vero che Di Francesco doveva coprire, ma può capitare, devi comunicare, senza bisogno di fare fatica. Siamo acerbi per questo. E "acerbi" è una parola carina".
Una sconfitta che lascia l'amaro in bocca...
"Inciampi in una partita dove obiettivamente non meritavi di perdere".
E torna sugli errori...
"Avevo detto, attenzione, chiudiamo, stringi, con gente che ha gamba, se non anticipi con il ragionamento quella che può essere una deficienza, quello è più veloce di me, finisce così. E alla fine perdi una partita incredibile".
Una prova di maturità mancata?
"Dobbiamo ragionare sul concatenarsi degli errori, tre passaggi, bello certo, ma devi rimediare, devi prevedere, non fare cose scontate. Prevedere quella situazione, adeguandoti assumendo una posizione differente, in questo non siamo bravi. Il primo gol, cento metri, tanto tempo per rimediare e coprire... invece. La cosa mi fa veramente rabbia. Vorrei che non scivolasse addosso, utilizziamo quello che questa sconfitta ci ha insegnato. Così si diventa un calciatore importante, così si determina nella vita e nello sport il nostro futuro".
Dai cambi il Bologna ha avuto poco...
"Parliamo di Palacio e Falletti, perché il cambio di Donsah è stato forzato. Palacio ha cercato di fare quello che poteva, ma la situazione non era agevole a spazi chiusi. Mi aspettavo qualcosa di più da Cesar che è più svelto. Mi sembra anche lui troppo preoccupato di fare la grande giocata. Invece è un bel giocatore, deve giocare libero, esprimendo le sue potenzialità che ci sono, non preoccupandosi di un dribbling sbagliato".
Destro in crescita, vero? Obiettivo Bologna stare a sinistra?
"Sicuramente stare a sinistra è un obiettivo. Ma gli obiettivi si conquistano con i fatti. A me dà fastidio questa sconfitta, non riesco a digerirla, dobbiamo essere lucidi e pragmatici, usare quesllo che ci ha insegnato. Mattia sta bene, lotta, corre, si posiziona bene, ha voglia che non è sacrificarsi ma è solo quello che deve fare uno come lui. La combinazione della punizione? E' stato bravissimo, l'avevamo preparata, più bravo di lui solo il portiere: a chiudere".
Tutto nasce dall'errore sul primo gol...
"Noi non siamo cinici come l'Udinese, non abbiamo i giocatori che mettono la zampata nella sola occasione. Limiamo i nostri difetti, quelli che ci accompagnano. Qualcuno dice che prendiamo gol nella stessa zona, è vero, dobbiamo capire e agire di conseguenza perché non accada. In quel caso il vero problema è l'errore di comunicazione. E' vero che Di Francesco doveva coprire, ma può capitare, devi comunicare, senza bisogno di fare fatica. Siamo acerbi per questo. E "acerbi" è una parola carina".
Una sconfitta che lascia l'amaro in bocca...
"Inciampi in una partita dove obiettivamente non meritavi di perdere".
E torna sugli errori...
"Avevo detto, attenzione, chiudiamo, stringi, con gente che ha gamba, se non anticipi con il ragionamento quella che può essere una deficienza, quello è più veloce di me, finisce così. E alla fine perdi una partita incredibile".
Una prova di maturità mancata?
"Dobbiamo ragionare sul concatenarsi degli errori, tre passaggi, bello certo, ma devi rimediare, devi prevedere, non fare cose scontate. Prevedere quella situazione, adeguandoti assumendo una posizione differente, in questo non siamo bravi. Il primo gol, cento metri, tanto tempo per rimediare e coprire... invece. La cosa mi fa veramente rabbia. Vorrei che non scivolasse addosso, utilizziamo quello che questa sconfitta ci ha insegnato. Così si diventa un calciatore importante, così si determina nella vita e nello sport il nostro futuro".
Dai cambi il Bologna ha avuto poco...
"Parliamo di Palacio e Falletti, perché il cambio di Donsah è stato forzato. Palacio ha cercato di fare quello che poteva, ma la situazione non era agevole a spazi chiusi. Mi aspettavo qualcosa di più da Cesar che è più svelto. Mi sembra anche lui troppo preoccupato di fare la grande giocata. Invece è un bel giocatore, deve giocare libero, esprimendo le sue potenzialità che ci sono, non preoccupandosi di un dribbling sbagliato".
Destro in crescita, vero? Obiettivo Bologna stare a sinistra?
"Sicuramente stare a sinistra è un obiettivo. Ma gli obiettivi si conquistano con i fatti. A me dà fastidio questa sconfitta, non riesco a digerirla, dobbiamo essere lucidi e pragmatici, usare quesllo che ci ha insegnato. Mattia sta bene, lotta, corre, si posiziona bene, ha voglia che non è sacrificarsi ma è solo quello che deve fare uno come lui. La combinazione della punizione? E' stato bravissimo, l'avevamo preparata, più bravo di lui solo il portiere: a chiudere".
