Spesso il gergo sportivo calcistico porta a usare terminologie militari e guerriere. Mai come in questi giorni - con un conflitto tornato in Europa - è un linguaggio fuori luogo. Anche parlare della partita dell'Arechi, tra Salernitana e Bologna. Il calcio non è politica - gracchia alle quindici l'altoparlante - ma condanna la guerra. Sinisa Mihajlovic la guerra l'ha conosciuta.
Dopo i contenuti tecnici, commenta quelli della realtà in cui viviamo. "Quando ci sono le partite uno si concentra e scorda ciò che c'è fuori. Finita la partita, diventa dura da gestire. Fortunatamente non sono un diretto interessato, ma quando guardo la tv mi tornano le emozioni di 30 anni fa nel mio Paese. I primi giorni di bombardamento nel mio Paese erano la prima notizia, poi piano piano sono diventati meno importanti e oggi non deve essere così. Tutti noi dobbiamo dare il nostro contributo, ma non solo per qualche giorno".
"Fortunatamente sono pochi che sono passati dalla guerra. poi ci sono persone meno fortunate, come me o come gli ucraini che se ne ricorderanno finché vivranno. Bisogna far capire ai giovani che cosa sia la guerra, ma soprattutto ai politici perché sono loro che fanno le cose. Tutte le guerre sono uguali e nessuna guerra ha un vincitore".
Meglio parlare di calcio, e di una sofferenza, quella del Bologna, squisitamente sportiva...
"Sapevamo che era una gara difficile e lo è stata, come sempre contro le squadre che lottano per non retrocedere. Hanno cambiato tanti giocatori e sono diversi dal girone d'andata. Abbiamo subito gol, forse, sull'unico loro tiro in porta (no, due parate di Skorupski su Djuric e su Mazzocchi ndr), poi la partita è diventata sporca e siamo stati un po' sfortunati con la traversa nel finale. Penso comunque che il pareggio sia giusto. I ragazzi hanno provato a vincere fino alla fine: si poteva fare meglio, ma potevamo anche perdere e quindi bisogna accontentarci del punto. Li abbiamo trovati nel loro momento migliore".
Come sono andati i tre attaccanti?
"Hanno fatto quello che potevano. Con tre punte bisogna cercare fare di più, ma si sono sacrificate e oggi non è stato facile".
