Cagliari, vicenda Is Arenas: tornano liberi Cellino e il sindaco di Quartu
Il presidente del club rossoblù e il primo cittadino del comune dove sorge l'impianto, Mauro Contini, erano stati arrestati per falso e peculato. Attualmente erano ai domiciliari. Libero anche l'assessore comunale. Il gip: "Cessate esigenze cautelari"
CAGLIARI - Tornano in libertà il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, il sindaco e l'assessore di Quartu di Sant'Elena, Mauro Contini e Stefano Lilliu, arrestati il 14 febbraio scorso per peculato e falso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cagliari sulla realizzazione dello stadio Is Arenas. I tre si trovavano agli arresti domiciliari. Il provvedimento del Gip Giampaolo Casula arriva alla vigilia del ricorso in Cassazione presentato dagli avvocati di Cellino e di Lilliu. Cerllino però per ora rimane nel suo appartamento di Assemini, rifiutando così la revoca degli arresti domiciliari. Lo si apprende dalla pagina Facebook del capo ufficio stampa del club sardo.
"Cellino resta agli arresti domiciliari in attesa della decisione della Cassazione che domani si pronuncerà sulla validità dell'ordine di custodia cautelare", ha spiegato Ivan Paone.
E' stato il sostituto procuratore Enrico Lussu a chiedere al Giudice delle indagini prelim…
"Cellino resta agli arresti domiciliari in attesa della decisione della Cassazione che domani si pronuncerà sulla validità dell'ordine di custodia cautelare", ha spiegato Ivan Paone.
E' stato il sostituto procuratore Enrico Lussu a chiedere al Giudice delle indagini prelim…
CAGLIARI - Tornano in libertà il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, il sindaco e l'assessore di Quartu di Sant'Elena, Mauro Contini e Stefano Lilliu, arrestati il 14 febbraio scorso per peculato e falso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cagliari sulla realizzazione dello stadio Is Arenas. I tre si trovavano agli arresti domiciliari. Il provvedimento del Gip Giampaolo Casula arriva alla vigilia del ricorso in Cassazione presentato dagli avvocati di Cellino e di Lilliu. Cerllino però per ora rimane nel suo appartamento di Assemini, rifiutando così la revoca degli arresti domiciliari. Lo si apprende dalla pagina Facebook del capo ufficio stampa del club sardo.
"Cellino resta agli arresti domiciliari in attesa della decisione della Cassazione che domani si pronuncerà sulla validità dell'ordine di custodia cautelare", ha spiegato Ivan Paone.
E' stato il sostituto procuratore Enrico Lussu a chiedere al Giudice delle indagini preliminari Giampaolo Casula la modifica della misura restrittiva e quindi la remissione in libertà per Massimo Cellino, Contini e Lilliu, che avranno comunque l'obbligo di presentarsi il martedì e il venerdì alla polizia giudiziaria. Le motivazioni che hanno portato alla scarcerazione sono collegate alla vicina conclusione delle indagini condotte dagli uomini della Polizia giudiziaria e dagli agenti del Corpo forestale sulla realizzazione dello stadio Is Arenas. "Allo stato possono ritenersi fortemente attenuate le esigenze cautelari - scrive il Gip nel provvedimento - in considerazione non solo del tempo trascorso dai fatti contestati, ma anche per la scrupolosa osservanza da parte degli indagati delle prescrizioni inerenti la misura cautelare personale".
Il giudice poi prosegue spiegando che: "Ritenuta la prevedibile imminente conclusione delle indagini, sono quasi ultimate le assunzioni di persone a sommarie informazioni e si è in attesa di deposito delle relazioni di consulenza tecnica, la misura degli arresti domiciliari può essere sostituita con altra meno afflittiva quale quella dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte a settimana". In pratica secondo il Gip - che ha accolto la richiesta del Pm - sono venute meno le esigenze cautelari che miravano ad evitare l'inquinamento probatorio da parte dei tre indagati e in particolare dei due amministratori comunali per i quali lo stesso sostituto procuratore, quindici giorni fa, aveva dato parere negativo alla scarcerazione richiesta dagli avvocati difensori.
Gli avvocati del presidente di Cellino, che non avevano presentato alcuna istanza di scarcerazione, non commentano quindi la decisione del Gip e attendono invece quella della Cassazione. "Siamo sub iudice - sottolinea l'avvocato Giovanni Cocco che difende il patron rossoblù insieme ai legali Giorgio Altieri e Giuseppe Accardi - Domani mattina si discute il nostro ricorso in Cassazione a cui teniamo davvero moltissimo e che riguarda l'assenza dei gravi indizi oltre all'assenza di qualsiasi esigenza cautelare nei confronti del nostro assistito"
"Cellino resta agli arresti domiciliari in attesa della decisione della Cassazione che domani si pronuncerà sulla validità dell'ordine di custodia cautelare", ha spiegato Ivan Paone.
E' stato il sostituto procuratore Enrico Lussu a chiedere al Giudice delle indagini preliminari Giampaolo Casula la modifica della misura restrittiva e quindi la remissione in libertà per Massimo Cellino, Contini e Lilliu, che avranno comunque l'obbligo di presentarsi il martedì e il venerdì alla polizia giudiziaria. Le motivazioni che hanno portato alla scarcerazione sono collegate alla vicina conclusione delle indagini condotte dagli uomini della Polizia giudiziaria e dagli agenti del Corpo forestale sulla realizzazione dello stadio Is Arenas. "Allo stato possono ritenersi fortemente attenuate le esigenze cautelari - scrive il Gip nel provvedimento - in considerazione non solo del tempo trascorso dai fatti contestati, ma anche per la scrupolosa osservanza da parte degli indagati delle prescrizioni inerenti la misura cautelare personale".
Il giudice poi prosegue spiegando che: "Ritenuta la prevedibile imminente conclusione delle indagini, sono quasi ultimate le assunzioni di persone a sommarie informazioni e si è in attesa di deposito delle relazioni di consulenza tecnica, la misura degli arresti domiciliari può essere sostituita con altra meno afflittiva quale quella dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte a settimana". In pratica secondo il Gip - che ha accolto la richiesta del Pm - sono venute meno le esigenze cautelari che miravano ad evitare l'inquinamento probatorio da parte dei tre indagati e in particolare dei due amministratori comunali per i quali lo stesso sostituto procuratore, quindici giorni fa, aveva dato parere negativo alla scarcerazione richiesta dagli avvocati difensori.
Gli avvocati del presidente di Cellino, che non avevano presentato alcuna istanza di scarcerazione, non commentano quindi la decisione del Gip e attendono invece quella della Cassazione. "Siamo sub iudice - sottolinea l'avvocato Giovanni Cocco che difende il patron rossoblù insieme ai legali Giorgio Altieri e Giuseppe Accardi - Domani mattina si discute il nostro ricorso in Cassazione a cui teniamo davvero moltissimo e che riguarda l'assenza dei gravi indizi oltre all'assenza di qualsiasi esigenza cautelare nei confronti del nostro assistito"