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Cagliari, Cellino: "In carcere si sta bene..."

Prima uscita pubblica del presidente rossoblù dopo la liberazione. Ha parlato solo con i tifosi in occasione di un concerto di beneficenza nel centro sportivo di Assemini. Ora si attendono le mosse per il futuro della squadra, dal mercato alla questione stadio

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CAGLIARI - E' il 'solito' Cellino, quello che parla alla sua prima uscita in pubblico dopo la liberazione: "Mi chiederete come si sta a Buoncammino (il carcere di Cagliari, ndr) e io vi dico che si sta bene, tanto prima o poi ci finirete tutti, toccatevi pure...". Così il presidente del Cagliari ha accolto il suo pubblico, un migliaio di persone accorse nel centro sportivo di Assemini, dove si allena la squadra rossoblù, ma dove ha sede anche la scuola di musica intitolata alla madre di Cellino, scomparsa qualche anno fa.

Cellino non ha voluto parlare con la stampa, né prima né dopo il concerto. Jeans, maglietta nera da 'metallaro' con tanto di scritta "Fuck off" sulla schiena e bandiera americana a stelle strisce sulla testa a mò di bandana. Così il presidente rossoblù si è presentato sul palco. Ad applaudirlo c'erano tutti: la moglie Francesca, i parenti più stretti, gli amici di sempre e centinaia di tifosi rossoblù che, tra una canzone e l'altra, hanno intonato il classico coro "Un presidente, c'è solo un presidente".

Tanto rock per una serata di beneficenza voluta da Cellino per festeggiare il ritorno alla libertà. Il presidente del Cagliari era stato arrestato il 14 febbraio scorso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cagliari sui lavori di realizzazione dello stadio Is Arenas di Quartu. Poi andò - controvoglia - ai domiciliari (voleva restare a Buoncammino), fino al giorno della liberazione, il 14 maggio. E dopo la musica, tutti ora si attendono che torni a parlare anche di calcio. Il suo Cagliari ancora non sa dove giocherà le partite in casa del prossimo campionato. Una vicenda complicata dal futuro incerto.
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