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Cagliari, Thiago Ribeiro saluta: "Decisivi stadio e famiglia"

L'attaccante lascia la Sardegna a titolo definitivo per 3,5 milioni di euro, voluto dal Santos per sostituire Neymar. "Nella mia scelta ha contato molto anche la questione dell'impianto. La squadra non ha avuto una sua casa dove festeggiare con i tifosi. La cessione del "Diablo" libera il posto da extracomunitario per il centravanti uruguaiano Avenatti, 20 anni, in arrivo dal River Plate di Montevideo
di FRANCESCO ARESU

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CAGLIARI - Dopo giorni di tira e molla, finalmente la fumata bianca. Thiago Ribeiro non è più un calciatore del Cagliari: il club rossoblù lo ha ceduto a titolo definitivo al Santos (3,5 milioni di euro la cifra), squadra brasiliana impegnata a colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Neymar per Barcellona. Difficile accostare i due calciatori come valore assoluto, anche se il buon "Diablo" (così era soprannominato dai tifosi del Cruzeiro, dove giocava prima del suo approdo in Sardegna) in patria gode di un buon grado di stima da parte della stampa sportiva e, ancor più, dai tifosi. Con le maglie di San Paolo e Cruzeiro ha fatto molto bene, decisamente meno con quella rossoblù del Cagliari, che lascia con un ruolino di marcia poco entusiasmante per una punta: 68 presenze e 9 gol totali, Coppa Italia compresa. Fortemente voluto due estati fa dall'allora tecnico rossoblù Ficcadenti, Ribeiro ha spesso fatto breccia negli allenatori che lo hanno avuto a disposizione per la sua capacità di sacrificarsi per la squadra. Seconda punta di manovra, Thiago è stato spesso schierato sull'esterno per tenere a bada le scorribande di alcuni fluidificanti avversari, oppure trequartista atipico con compiti più di contenimento che di creazione dell'azione. Già un anno fa fu vicino a lasciare Cagliari, a causa degli stessi problemi familiari che lo hanno convinto a tornare in patria.

"SCELTA SOFFERTA, QUESTIONE STADIO DECISIVA" - Sulle pagine del sito ufficiale della società rossoblù, Ribeiro ha voluto lasciare un messaggio ai tifosi per spiegare la scelta di tornare in Brasile. "Dopo più due anni in rossoblù - scrive "El Diablo" - lascio la Sardegna per far ritorno in Brasile e giocare nel Santos. È una decisione sofferta, perché considero il Cagliari una squadra importante con tifosi speciali. A loro va il mio abbraccio e i miei saluti più cari". Ribeiro ha ribadito come alla base della decisione non ci sia stato alcun problema di ambientamento: "In Sardegna ho trovato affetto, stima, amicizia da parte di tutti: dal presidente Cellino, che mi ha trattato sempre con massimo rispetto, ai compagni di squadra, senza dimenticare lo staff tecnico al completo". Poi la delusione per la vicenda legata allo stadio, altro fattore decisivo nella scelta dell'attaccante brasiliano. "Torno in Brasile purtroppo per motivi familiari, ma nella mia scelta ha contato molto anche la questione stadio. Per due campionati il Cagliari non ha avuto una sua casa, un posto dove festeggiare le vittorie con i tifosi. Per un brasiliano come me tutto questo è molto triste. Non è il mio modo di vivere il calcio, che per me deve essere gioia e allegria. Seguirò anche da lontano le vicende del Cagliari, sicuro che questa squadra darà ai tifosi tante soddisfazioni".

ORA SPAZIO AD AVENATTI - Con la partenza di Ribeiro per il Brasile (salutato da Radja Nainggolan su Twitter: "Un grosso in bocca al lupo a Thiago Ribeiro... Un abbraccio grosso...#TR19"), la società rossoblù potrà ora ufficializzare l'arrivo del centravanti uruguaiano Felipe Avenatti, classe 1993, dal River Plate di Montevideo, che occuperà lo slot da extracomunitario. Forte fisicamente (194 centimetri di altezza per 88 chili di peso), Avenatti è reduce dalla fortunata spedizione dell'Under 20 della Celeste ai Mondiali di categoria in Turchia, dove i ragazzi allenati da Verzeri hanno perso la finale contro la Francia di Pogba, peraltro solo ai rigori. Nello scorso campionato uruguaiano, il primo disputato da titolare, ha messo a segno 8 reti in 15 presenze, trascinando la sua squadra al terzo posto a un solo punto dal Defensor Sporting campione.
 
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