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Cagliari, Lopez: "Lo stadio è una vergogna, non lo meritiamo"

Il tecnico dei sardi loda i suoi nonostante la sconfitta con la Juventus: "Abbiamo fatto un'ottima partita, fino al secondo gol siamo stati in partita". Ma sono le condizioni del Sant'Elia ad amareggiarlo: "Oggi ci potevano essere 30mila persone a sostenerci, invece può entrare una curva e neppure intera..."

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CAGLIARI - L'orgoglio della prestazione fa a pugni con due situazioni incresciose. Il risultato che non rende giustizia all'impegno sardo; e la situazione del campo, considerata "da terzo mondo". Questi in sunto i temi della domenica di Diego Lopez, allenatore uruguagio del Cagliari. Saggio tanto da scindere l'utile dal disdicevole. "Abbiamo fatto un'ottima partita - dice infatti - fino al secondo gol siamo stati in partita mancando con Conti di testa e con Dessena per la bravura di Buffon un vantaggio che avremmo anche meritato".

Ben preparata, questa partita, viene da dire a Lopez. "Loro sono la Juve... io sono contento. Se ci fossimo messi tutti dietro, l'avevo detto anche in fase di presentazione, sarebbe stata difficile per noi. Peccato per il finale".
Traditi da Adan, qualcuno scriverà. Lopez si ribella: "Gli errori li fanno tutti e soprattutto li commette chi gioca. Non è facile per un portiere affrontare quello che ci sta capitando, con Agazzi fuori rosa, che si allena ma partirà. Dobbiamo guardare al campo e alle scelte. C'era Moyes a vedere Astori? Abbiamo già salutato Nainngolan, mettetevi nei miei panni. Un tecnico come me aspetta la fine di gennaio sperando che arrivi il prima possibile".

Infine il campo: a vedere la Juventus - in condizioni normali - si sarebbe mobilitata l'intera isola. Invece solo 5000 persone ammesse... "E' triste, è una vergogna, ma queste sono solo parole e contano i fatti - dice Lopez - perciò speriamo che qualcosa succeda. Oggi ci potevano essere 30mila persone a sostenerci, invece può entrare una curva e neppure intera. la città non merita una cosa del genere".
 
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