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Cagliari, passi avanti per il nuovo stadio: "Pronto nel 2025"

Cagliari, passi avanti per il nuovo stadio: "Pronto nel 2025"
L'impianto costerà 130 milioni, nel progetto anche la Costim del gruppo Percassi. L'obiettivo è abbattere il Sant'Elia nel 2023 e iniziare i lavori l'anno seguente
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CAGLIARI - Potrà contenere trentamila spettatori, avrà all'interno un hotel di una grande catena internazionale, contribuirà alla riqualificazione della viabilità, del lungomare e del quartiere Sant'Elia. E vedrà la luce, se tutto fila liscio, non prima della stagione pallonara 2025/26. I costi? Lievitati di oltre il doppio, da circa sessanta a 130 milioni di euro. L'iter del futuro stadio del Cagliari ha avuto un sussulto dopo un lungo letargo condizionato da pandemia, aumento delle materie prime e da una serie di step in capo al club rossoblù. "Lo stadio sarà importante per il quartiere e per l'intera città. E sarà - ha detto il sindaco Paolo Truzzu - un polo di attrazione anche per i visitatori. Il centro commerciale? Non è più previsto. Abbiamo un'area che può diventare un grande villaggio sportivo che offre ai cittadini la possibilità di fare attività motoria all'aria aperta. Sarà un  luogo da destinare anche a vita notturna e turismo".

Il primo cittadino è andato dritto per dritto anche sulle polemiche inerenti i tempi di realizzazione e l'iter: "Non voglio sentire parlare di venditori di fumo che dicono che lo stadio era già pronto da anni. Voglio essere netto e chiaro: questa è un'operazione complessa, non stiamo rifacendo un chiosco o l'aula di una scuola" ha sottolineato Truzzu. L'amministrazione comunale ha in mente all'interno dell'impianto anche laboratori per la formazione giovanile e un museo.

Intanto, in conferenza stampa è stata annunciata l'intesa per la realizzazione dello stadio con il gruppo Costim. Holding industriale con capofila Percassi, la Costim si occupa della realizzazione chiavi in mano di grandi progetti di rigenerazione urbana. L'obiettivo è demolire l'attuale impianto nel 2023, cominciare i lavori l'anno seguente e iniziare a giocare nel nuovo stadio nel 2025/26" ha spiegato il presidente Tommaso Giulini. Ma non solo. La società che deve realizzare l'opera è composta al 40 per cento da Costim, in qualità di costruttore, e al 60 per cento dal Cagliari. Nel nuovo soggetto confluiranno capitali per circa 25/30 milioni di euro che si aggiungeranno ai circa 40 milioni di contributi pubblici di Regione e Comune, oltre ai dieci milioni di euro già accantonati per la demolizione del vecchio Sant'Elia. Tra le pieghe, pare sia a disposizione un tesoretto comunale di circa diciotto milioni.

Lo stadio sarà un bene pubblico dato in gestione al Cagliari per mezzo secolo. A seguire, nel 2072 circa, passerà alla municipalità. Sui tempi, dilatatisi all'inverosimile con dubbi e preoccupazioni sia in assemblea comunale sia nella tifoseria, il crono-programma prevede la demolizione del Sant'Elia nel 2023. L'inaugurazione e il primo calcio d'avvio potrebbe esserci dopo tre anni. "Contavamo di presentare il progetto definitivo entro fine febbraio. Ma abbiamo dovuto ricalcolare la crescita dei prezzi di calcestruzzo, alluminio e acciaio. Ad aggravare la situazione anche la guerra. Maggio sarà cruciale, in senso sportivo e per il nuovo stadio" ha aggiunto Giulini.

"Per noi si tratta di un onore e di un investimento. Nel business plan prevediamo per la sostenibilità flussi continui di presenze. L'appoggio convinto del comune è stato molto importante" ha rimarcato il presidente di Costim, Francesco Percassi. Dal cemento al campionato e al futuro del club, il passo è stato breve. "La cessione della società? Il ruolo di presidente è complicato. Spesso nei momenti di difficoltà ti ritrovi solo e avere il supporto di partner fa piacere. Non chiudo le porte all'ingresso di nessuno. La mia risposta non è né sì né no, ma vedremo. Vogliamo toglierci più soddisfazioni possibili. Da soli o anche con qualche nuovo investitore. Basta vedere cosa è successo all'Atalanta con i nuovi soci" le parole del patron. Che ha tagliato corto e volato basso anche sull'attuale momento, il quattordicesimo posto dopo un avvio che è stato tra i peggiori della storia del Cagliari. "Ho pagato caro aver detto che mi sarebbe piaciuto competere per l'Europa. Adesso, l'obiettivo è salvarci. Veniamo da una gara poco più che discreta a Torino, freniamo gli entusiasmi. La squadra è in ripresa, stiamo riuscendo a indirizzare la stagione ma non abbiamo ancora fatto nulla. Abbiamo davanti un periodo per rovesciare un campionato che sembrava compromesso".

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