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Mazzarri esonerato, ma il Cagliari dovrà rinnovargli il contratto. Ecco perché. Panchina ad Agostini

Walter Mazzarri (ansa)
Il club sardo, in piena lotta per non retrocedere e reduce da sette sconfitte nelle ultime 8 giornate, si affida al tecnico della Primavera. E spunta il paradosso di una clausola contrattuale
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CAGLIARI - Alessandro Agostini in panca al posto di Walter Mazzarri. E' arrivata l'ufficialità del Cagliari. Sull'orlo del baratro, a 3 punti dalla piazza che porta in B, atteso da un faccia a faccia che si annuncia rovente, domenica all'Arechi contro la Salernitana, la società rossoblù cerca di porre rimedio a uno scempio che si è aperto la scorsa estate e va avanti da quattro campionati giocati sul filo del rasoio. Ma c'è da capire se il rammendo non sia peggiore del buco.

<< La classifica di serie A >>

Squadra costruita male

Agostini, attuale conduttore della Primavera rossoblù capace di conquistare i play off di categoria pur sconfitta 2-1 dalla Roma, ha tre gare per toccare il cielo con un dito. Oppure, per bruciare la credibilità conquistata con gli Under 20. Un rischio mica da poco. Di certo, la società mostra un tempismo quanto meno inadeguato. Con 10 punti alla fine del girone d'and…

CAGLIARI - Alessandro Agostini in panca al posto di Walter Mazzarri. E' arrivata l'ufficialità del Cagliari. Sull'orlo del baratro, a 3 punti dalla piazza che porta in B, atteso da un faccia a faccia che si annuncia rovente, domenica all'Arechi contro la Salernitana, la società rossoblù cerca di porre rimedio a uno scempio che si è aperto la scorsa estate e va avanti da quattro campionati giocati sul filo del rasoio. Ma c'è da capire se il rammendo non sia peggiore del buco.

<< La classifica di serie A >>

Squadra costruita male

Agostini, attuale conduttore della Primavera rossoblù capace di conquistare i play off di categoria pur sconfitta 2-1 dalla Roma, ha tre gare per toccare il cielo con un dito. Oppure, per bruciare la credibilità conquistata con gli Under 20. Un rischio mica da poco. Di certo, la società mostra un tempismo quanto meno inadeguato. Con 10 punti alla fine del girone d'andata, un mercato, estivo e invernale, bloccato dall'Indice di solvibilità, dopo le epurazioni di Godin (preso a quattro milioni di euro netti a stagione per due anni) e Caceres, l'accantonamento di Strootman e Nandez, tra infortuni, musi lunghi e interferenze dirigenziali, gli arrivi a costo zero o quasi di Lovato, Goldaniga e Baselli, il Cagliari ha mostrato di essere costruito male e gestito peggio.

La rottura tra Mazzarri e il club

Salvato lo scorso anno in extremis da Leonardo Semplici, complice il suicidio di Parma e Benevento, la squadra è ripartita con il tecnico ex Spal. Ma la storia è durata poco: tre turni, un pareggio e due sconfitte ed è giunto l'esonero. Mai troppo amato dal patron Tommaso Giulini, Semplici ha preso la via dell'aeroporto. Mazzarri gli è subentrato con un buon pareggio, all'Olimpico con la Lazio. Ma la musica è cambiata per poco. Il tecnico di San Vincenzo in 32 gare - due di Coppa Italia - ha collezionato la media di 0,84 punti a partita, pari a sei vittorie, nove pareggi e 17 sconfitte. La striscia peggiore in carriera dell'allenatore classe '61. Sabato scorso, fin dal dopo gara con il Verona, Mazzarri ha lasciato intuire la rottura dei rapporti con il club e il gruppo. "Il presidente? Io parlo con la squadra, sono un dipendente, sa come trovarmi" la sintesi di quelle che probabilmente saranno le sue ultime parole alla guida del club.

Allenamento annullato

Insomma, l'esonero è stato apparecchiato. Il ko con il Verona in casa, settima sconfitta degli ultimi otto match, gli è costato l'addio. Ma è evidente che paga anche per colpe altrui, societarie in primis. Detto che ancora non si hanno notizie ufficiali, il prosieguo in panca per l'ex allenatore di Inter, Napoli, Reggina e Toro, pare impossibile. L'allenamento odierno è stato annullato e da Milano, dove il patron tesse le fila, giungono con forza conferme dell'imminente avvicendamento. Sempre sabato, la plateale uscita dallo stadio, pochi minuti prima del fischio finale di Orsato, di Giulini con il ds Stefano Capozucca, ha fatto capire che Mazzarri era al game over. Poi, è spuntata una clausola che vorrebbe il tecnico e il suo staff con il rinnovo garantito (si narra di uno stipendio da un milione e ottocentomila euro a stagione fino al 2024) se l'esonero dovesse giungere con il Cagliari ancora salvo. Un dato di fatto. Da qui, l'impasse. Un cane che si morde rabbiosamente la coda.

Dna - confermato dal campo e dalle ultime stentate salvezze - di una conduzione basata su figurine vintage strapagate (e ci si chiede quanto sarebbe stato utile, per personalità ed esperienza, Nainggolan anche a mezzo servizio, perso per poche centinaia di migliaia di euro), proclami e ingenti maquillage promopubblicitari. Con poca attenzione a una progettualità competente, umile e meditata, alla qualità tecnica della rosa e della conduzione. Tanto che l'undicesimo posto e i 47 punti conquistati da Massimo Rastelli, esordiente in A e alla guida di una squadra neopromossa reduce dalla vittoria della B, sono tuttora record assoluto dell'era giuliniana.

Calendario difficile

Ma adesso c'è da fare squadra. La permanenza nel massimo campionato è un bersaglio che richiede il massimo sforzo. Per Cagliari, gli sportivi sardi e gli oltre centosettantamila emigrati. Gli otto mesi di Mazzarri hanno avuto anche passaggi di pregio. Le vittorie di Genova, con la Samp, Bergamo e Torino con i granata, il pari in casa con il Napoli e l'1-0 al Sassuolo sono stati i picchi della gestione. Ma con 28 punti, e la coda del torneo che, Venezia esclusa, si è rimessa a correre, diventa arduo immaginare scenari comodi. Joao Pedro (bomber con 13 reti) e soci sono attesi dalla formazione di Davide Nicola, poi ospitano l'Inter dell'ex Barella e chiudono a Venezia. Tra la tifoseria è opinione corrente che si deve sperare nelle disgrazie di chi sta peggio. Ma c'è poco da gioire.

Agostini a caccia dell'impresa

Agostini, se verrà confermata la sua scelta, ha di fronte una montagna complicata da scalare. Terzo allenatore stagionale - undicesimo dell'era Giulini apertasi nel 2014 con Zeman, Zola, Festa, Rastelli, Lopez, Maran, Zenga, Di Francesco, Semplici e Mazzarri - ha compiuto un buon lavoro con la Primavera. Terzino sinistro, classe '79, 298 gare in rossoblù tra il 2004 e il 2012, è atteso da un gruppo demotivato e scosso. Da rivitalizzare da testa a piedi per gli ultimi 270 minuti che possono evitare l'inferno. Con un primo comandamento: giocare alla morte. Che poi abbandoni il 3-5-2 mazzarriano e passi al 4-3-3 o al 4-2-3-1 utilizzato con i ragazzi, poco importa. Intanto, se viene issato sulla tolda della prima squadra va capito chi avrà al fianco con il patentino Uefa A: Agostini può allenare fino alla Lega Pro.