Andrea Arrica, l'architetto dello scudetto del Cagliari: lo racconta in un libro il figlio Stefano
di Mario Frongia , di Mario FrongiaCAGLIARI - L'uomo che ha portato in Sardegna un diciannovenne dalla faccia scavata, Gigi Riva. Il dirigente capace di strappare Domenghini, Poli e Gori all'Inter per Boninsegna. Lo stratega di mercato che per Rizzo ha avuto Albertosi e Brugnera dalla Fiorentina. Andrea Arrica, l'architetto dello scudetto del Cagliari, raccontato dal figlio Stefano. Il presidente rossoblù che ai presidenti della A diceva: "Se Gigi ci lascia, lo vendo a te". Per anni manovra splendida per acquisire benemerenze e favori al Gallia, sede del calciomercato. "Mio papà, il padre dello scudetto" è la storia delle storie. Duecentoquaranta pagine che si bevono d'un fiato. Tra aneddoti, passaggi sconosciuti, scherzi, battute del presidente del Cagliari tricolore. Stefano Arrica, classe '60, con la collaborazione dei giornalisti Sergio Cadeddu e Gianluca Zuddas, narra oltre mezzo secolo di pallonate che hanno regalato alla tifoseria isolana, ma non…
CAGLIARI - L'uomo che ha portato in Sardegna un diciannovenne dalla faccia scavata, Gigi Riva. Il dirigente capace di strappare Domenghini, Poli e Gori all'Inter per Boninsegna. Lo stratega di mercato che per Rizzo ha avuto Albertosi e Brugnera dalla Fiorentina. Andrea Arrica, l'architetto dello scudetto del Cagliari, raccontato dal figlio Stefano. Il presidente rossoblù che ai presidenti della A diceva: "Se Gigi ci lascia, lo vendo a te". Per anni manovra splendida per acquisire benemerenze e favori al Gallia, sede del calciomercato. "Mio papà, il padre dello scudetto" è la storia delle storie. Duecentoquaranta pagine che si bevono d'un fiato. Tra aneddoti, passaggi sconosciuti, scherzi, battute del presidente del Cagliari tricolore. Stefano Arrica, classe '60, con la collaborazione dei giornalisti Sergio Cadeddu e Gianluca Zuddas, narra oltre mezzo secolo di pallonate che hanno regalato alla tifoseria isolana, ma non solo, gioie, speranze, riscatto. "Con lo scudetto la Sardegna è entrata a far parte definitivamente nel Paese. Gianni Brera l'aveva detto a mio padre. Lui gli aveva risposto che ci sarebbe stato ancora molto lavoro da fare". E non si sbagliava.
Stefano parla, il sindaco e il presidente del consiglio di Cagliari, Paolo Truzzu ed Edoardo Tocco, annuiscono. La sala consiliare ha ospitato la presentazione del volume. "Con Andrea e la sua famiglia l'amicizia dei miei genitori è nata nei primi Sessanta. Ricordo la lealtà, ma anche la furbizia, l'essere sempre schietto, poco propenso agli accomodamenti. Capiva di calcio, e dei suoi colleghi, come pochi. In queste pagine - ha detto Giovanni Malagò, giunto a Cagliari per un omaggio che non è passato inosservato - Stefano narra un mondo, quello di quel calcio, che non c'è più. Parla di un dirigente che aveva intuito e vedeva lontano come pochi". Applausi. "Da bambino ho vissuto cose irripetibili. Gigi Riva, tre volte capocannoniere e bomber ancora recordmen con l'Italia, veniva a prendermi a scuola con la sua Dino Ferrari. Era una sorta di divinità. Le maestre e i miei compagni sbiancavano. Mio padre mi ha fatto crescere facendomi capire e toccare con mano che nessuno mi avrebbe regalato nulla. Un insegnamento? Il valore di una stretta di mano e il rispetto, soprattutto per avversari e giornalisti" aggiunge Stefano.
Che rilancia: "Per Italia '90 ho fatto parte dello staff cagliaritano che seguiva l'Inghilterra. Sir Bobby Robson mi fece stare con la squadra nello spogliatoio. Esperienze uniche. Mio padre non interveniva mai, dopo ho saputo che mi seguiva passo passo". Dopo la presentazione istituzionale al comune, un altro bagno di emozioni, coretti e applausi allo stadio. Moderata da Giorgio Porrà, cagliaritano e cronista di Sky, la serata ha avuto per protagonisti anche alcuni dei giganti dello scudetto. Con Greatti, Tomasini, Reginato e Brugnera, oltre trecento tifosi hanno assistito all'incontro. "Mio papà, il padre dello scudetto" è il film di una figura mitica del calcio e del Cagliari. Ma Andrea Arrica è stato anche imprenditore di successo, presidente del Coni e del Comitato regionale della Federgolf, fondatore del Cus Cagliari, "capitano" silenzioso di enti e associazioni. Nativo di Santu Lussurgiu, laborioso centro 39 chilometri a nord da Oristano, era noto per la generosità e per i clamorosi cesti natalizi con le bontà dell'isola inviati agli amici.
Tra questi, ai Moratti, ai Carraro, a Franco Pesci e Virna Lisi, alla famiglia Malagò "Bottarga, prosciutti e salami deliziosi, pane cararasu, marmellate e dolci tipici: l'aspettavamo ogni anno con trepidazione!" ricorda il numero uno del Coni. Arrica studia medicina, lasciata per una brillante carriera da business men. "Mio padre fa parte di un'epoca tramontata. Impossibile equipararlo ai dirigenti sportivi del terzo millennio". Il libro contiene flash e istantanee su una famiglia speciale in un periodo storico particolare. Rombo di tuono e gli altri dell'epopea che risale dall'addio alla C fino alla B, alla conquista della A, del tricolore. Con l'approdo alla Coppa dei campioni, le sfide con le grandi del pallone italiano, a colorare un sogno ineguagliabile. Pagine che hanno per cornice anche la quotidianità di un padre e del proprio figlio. Complessità, fatica, agi e scontri generazionali inclusi. La maturità paziente di una famiglia, con Stefano, la sorella Alessandra e mamma Freda, abili nel capire che il capofamiglia stava costruendo una miracolo irripetibile. "Mio padre diceva sempre che le sue mosse erano state solo una questione di fortuna. Ma era un fuoriclasse. Bleffava e sapeva farlo con umiltà". Stefano Arrica e Giovanni Malagò hanno commentato anche l'attuale momento del Cagliari: "La retrocessione in B è un brutto colpo. Ma dai passaggi negativi si possono trovare energie e idee per risorgere". Il volume si chiude con una postfazione toccante: "Oggi, quando mi guardo indietro dico che Andrea Arrica me l'hanno mandato dal cielo i miei genitori perché non mi sentissi solo". L'autore? Gigi Riva.