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Il Cagliari e la leggerezza di Ranieri, mister sorriso vicino a un altro miracolo

Claudio Ranieri, 72 anni 
Il tecnico romano, 72 anni, sta guidando i sardi alla salvezza confermando la sua grande capacità di gestire trionfi e delusioni. Il suo ultimo dilemma è tra restare o dire basta. Lunedì a Marassi contro il Genoa la prima possibilità per confermare la permanenza del club in A
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CAGLIARI — Lo sciagurato autogol di Dossena ha negato al Cagliari un passo definitivo verso la salvezza e tolto una vittoria che avrebbe meritato, ma qualcuno pensa che possa aver strappato di dosso il sorriso a Claudio Ranieri? Ma quando mai. La sua serenità è sempre intatta, così come la leggerezza – oseremmo dire la dolcezza - con la quale gestisce le cose del calcio e quelle della vita, che poi sono le stesse.

Ranieri è un uomo che si nutre di emozioni, ne avverte la necessità, sa ridere e sa piangere, sa godere e sa commuoversi ma sa anche che non c’è mai nulla di veramente drammatico, di esagerato. Gli piace farsi coinvolgere emotivamente (lo farà anche lunedì sera a Marassi contro il Genoa, alle 20.45 su Dazn), ma con un equilibrio emotivo da uomo adulto, da uomo forte che non ha bisogno di dimostrare di esserlo.

Ranieri sa cambiare l’umore di Cagliari

Alla fine della partita contro la Juventus un sacco di sardi erano disperati, o quanto meno costernati: la loro squadra aveva g…

CAGLIARI — Lo sciagurato autogol di Dossena ha negato al Cagliari un passo definitivo verso la salvezza e tolto una vittoria che avrebbe meritato, ma qualcuno pensa che possa aver strappato di dosso il sorriso a Claudio Ranieri? Ma quando mai. La sua serenità è sempre intatta, così come la leggerezza – oseremmo dire la dolcezza - con la quale gestisce le cose del calcio e quelle della vita, che poi sono le stesse.

Ranieri è un uomo che si nutre di emozioni, ne avverte la necessità, sa ridere e sa piangere, sa godere e sa commuoversi ma sa anche che non c’è mai nulla di veramente drammatico, di esagerato. Gli piace farsi coinvolgere emotivamente (lo farà anche lunedì sera a Marassi contro il Genoa, alle 20.45 su Dazn), ma con un equilibrio emotivo da uomo adulto, da uomo forte che non ha bisogno di dimostrare di esserlo.

Ranieri sa cambiare l’umore di Cagliari

Alla fine della partita contro la Juventus un sacco di sardi erano disperati, o quanto meno costernati: la loro squadra aveva giocato un primo tempo superbo, sballottato i bianconeri, carezzato un sogno e messo da parte i tre punti che le avrebbero garantito la tranquillità, ma poi li ha visti volare via. Il clima era tra il mesto e il rassegnato, poi il sorriso di Ranieri ha placato quel maestrale di malcontento: perché rimuginare su quell’occasione perduta invece di godersi il piacere di una serata di passioni e pensare serenamente alla prossima?

Cagliari, tattiche e moduli sempre diversi

È così che Ranieri ha tirato fuori il Cagliari dai guai e lo sta pilotando verso la salvezza, guadagnata con una rosa non certo di primissimo livello, con tre centravanti (Petagna, Pavoletti, Lapadula) perseguitati dagli infortuni e dal peso degli anni ma giocando sempre con il cuore in mano – e vabbè, questa potrebbe essere retorica – e soprattutto con la testa lucida. Ranieri ha spesso cambiato modulo, ha scelto una tattica diversa per ogni partita e per ogni avversario, qualche volta il piano non ha funzionato ma spesso ha complicato la vita agli avversari (Inter e Juventus gli ultimi due). Ha coccolato il talento di Luvumbo con amore paterno (e lo stesso sta facendo con Sulemana e Prati) e recuperato giocatori che sembravano perduti (il greco Hatzidiakos, l’uzbeco Shomurodov, il portiere Scuffet) e ha imparato come dialogare con l’anima di ciascuno dei suoi giocatori: senza alzare la voce, sorridendo, convincendo, dando sempre una prospettiva diversa alla visione delle cose, perché a volte basta quello, spostare la sguardo.

Ranieri e la capacità di gestire trionfi e delusioni

Ranieri ha saputo non farsi ammaccare dalla più grande delusione sportiva che un tifoso possa provare (perdere lo scudetto alla guida della squadra del cuore inciampando sul traguardo dopo una rincorsa forsennata) né farsi drogare dalla una delle più eroiche imprese di ogni tempo, la Premier vinta con il Leicester. Sono due facce della stessa medaglia, che lui si rigira tra le mani pensando che entrambi sono il lato migliore, se lo si illumina con luce giusta.

L’ultimo dilemma di Ranieri: restare o dire basta?

Ranieri in Sardegna è una specie di padre della patria. Ama questa terra, questa gente e ne è follemente riamato. A 72 anni compiuti, e con molti dei suoi storici collaboratori non più con lui perché oramai troppo avanti con l’età, solo a Cagliari avrebbe accettato di imbarcarsi in un’avventura di questo tipo. “Sono tornato qui per chiudere un cerchio, questa è l’isola dei miei ricordi felici. Il Cagliari sarà l’ultima squadra che allenerò”, disse l’estate scorsa a Repubblica. “Farei un’eccezione solamente per una nazionale intrigante”.

Il contratto di Ranieri

Ora i sardi si stanno chiedendo quanto durerà ancora la last dance della loro guida tecnica ed etica. Ranieri ha un contratto fino al 2025, il presidente Giulini gli ha già detto che sarebbe felicissimo se lo rispettasse, ma che non gli farà pressioni: gli ha dato carta bianca. Lui sta riflettendo: da un lato ha un impegno prima di tutto morale con questa gente e questi giocatori (quelli che respinsero le sue dimissioni, quest’inverno, quando la squadra sembrava in crisi irreversibile) ma sa anche che, senza rinforzi adeguati, il Cagliari sarà sempre sul filo e non sempre le imprese riescono per tre anni di fila (la promozione dell’anno scorso fu un’impresona). Ci penserà, ascolterà gli umori, soppeserà i programmi e troverà, come sempre, la prospettiva giusta da cui vedere le cose, con la serenità dell’uomo risolto, le emozioni dell’uomo appassionato e la saggezza dell’uomo che non smette mai di imparare. E che non è mai rimasto ancorato ad alcun tipo di passato. Non solo Cagliari, ma l’intera Serie A spera che alla fine Ranieri decida di ballare con noi per un anno ancora: ne avremmo bisogno.

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