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Catania, Izco: "Vogliamo l'Europa, con l'Udinese per il riscatto"

L'argentino saluta il nuovo Papa, suo connazionale, e pensa alla partita di sabato: "Dopo tanti anni di salvezza, lottare per questi traguardi è il massimo per noi. In Italia ho giocato solo qua, mi sento un uomo di Catania"
di ALESSANDRO VAGLIASINDI

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CATANIA - La squadra di calcio più argentina della serie A è in giubilo per la proclamazione di Papa Francesco, peraltro tifoso del San Lorenzo, club in cui hanno militato contemporaneamente Barrientos, Bergessio e Gomez. Al coro di gioia si aggiunge Mariano Izco, che porterà per sempre con se una speciale ricorrenza. "Molto contento che il Papa sia argentino - dice il centrocampista del Catania - ieri era anche il mio trentesimo compleanno, speriamo che questa coincidenza mi porti bene". Si è posto l'accento, a proposito dell'avvento di Bergoglio, del concetto di umiltà, parola di cui Izco ha fatto il suo credo, in campo e fuori. "Lavoro, voglia di arrivare, e la capacità di saper ascoltare i più grandi: questo è il segreto per migliorare - aggiunge il giocatore con più presenze in A della storia del Catania -, sono arrivato in Italia per la prima volta a Catania. Non sono mai stato altrove, mi sento ormai un uomo di Catania e penso a far bene per questa maglia che indosso con orgoglio".

Le prospettive di miglioramento, personale e collettivo, passano attraverso una verifica probante, l'Udinese di Guidolin. "Dopo tanti anni di salvezza e sofferenza, lottare per il traguardo europeo è il massimo per noi - conclude Izco -, il Presidente ci incoraggia perché sa che possiamo farcela ed abbiamo il dovere di provarci.
Roma, Fiorentina, Inter ed Udinese sono le nostre concorrenti dirette. Ma basta pensare al passato, siamo già concentratissimi sulla partita di sabato. In noi c'è tanta voglia di riscatto".
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