CATANIA - Lo ha amato, lo ha sconfitto all'andata, lo affronterà con grande rispetto al ritorno. Rolando Maran conosce perfettamente la storia del Chievo Verona, per anni ha partecipato alla creazione del miracolo calcistico gialloblù. Ma adesso i destini tornano ad incrociarsi, e l'amarcord dell'uomo di Trento si ferma sui temi della vigilia, perché al Bentegodi lui ritorna per vincere. "A Verona ho trascorso dieci anni della mia vita calcistica - dice Maran - ed è ovvio che sia ancora molto legato a quell'ambiente. Il fatto che sia io che il Chievo stiamo facendo bene in serie A, è una circostanza che mi riempie di gioia. Ma al Catania servono i punti per continuare a tener vivo il sogno europeo. Sarà difficile ma ci proveremo fino alla fine".
Il duello a distanza con Eugenio Corini detta lo spunto per una considerazione tecnica. "Eugenio rappresenta l'esempio di quanta correlazione possa esserci tra l'abilità nel saper dirigere il gioco da calciatore - aggiunge il tecnico del Catania - e la capacità di capitalizzare questo bagaglio professionale nell'avvio della carriera da allenatore. Il suo Chievo è squadra organizzata che sul proprio campo riesce ad avere, quasi sempre, il giusto impatto sulla partita. A mio avviso il discorso salvezza non riguarda i veronesi, il loro vantaggio sulla zona pericolo è rassicurante".
Il rientro di Barrientos e Lodi, assenze che si sono fatte sentire nell'ultimo turno, darà consistenza al possesso palla con cui i rossazzurri intendono portare la gara su ritmi a loro congeniali. "Lodi l'ho visto lavorare con profitto durante la settimana, senza avvertire alcun problema legato all'infortunio alla mano destra - dice Maran - sia lui che Barrientos ci garantiscono tante alternative nell'impostazione della manovra. E' il momento chiave della stagione per tutte le squadre che, come il Catania, hanno ancora un obiettivo da inseguire. Dobbiamo avere la capacità di saper approfittare di eventuali passi falsi altrui".
Il duello a distanza con Eugenio Corini detta lo spunto per una considerazione tecnica. "Eugenio rappresenta l'esempio di quanta correlazione possa esserci tra l'abilità nel saper dirigere il gioco da calciatore - aggiunge il tecnico del Catania - e la capacità di capitalizzare questo bagaglio professionale nell'avvio della carriera da allenatore. Il suo Chievo è squadra organizzata che sul proprio campo riesce ad avere, quasi sempre, il giusto impatto sulla partita. A mio avviso il discorso salvezza non riguarda i veronesi, il loro vantaggio sulla zona pericolo è rassicurante".
Il rientro di Barrientos e Lodi, assenze che si sono fatte sentire nell'ultimo turno, darà consistenza al possesso palla con cui i rossazzurri intendono portare la gara su ritmi a loro congeniali. "Lodi l'ho visto lavorare con profitto durante la settimana, senza avvertire alcun problema legato all'infortunio alla mano destra - dice Maran - sia lui che Barrientos ci garantiscono tante alternative nell'impostazione della manovra. E' il momento chiave della stagione per tutte le squadre che, come il Catania, hanno ancora un obiettivo da inseguire. Dobbiamo avere la capacità di saper approfittare di eventuali passi falsi altrui".