CATANIA - La data del 22 maggio rappresenta l'alfa e l'omega dell'avventura a Catania di Sergio Gasparin. Ad un anno esatto dalla prima conferenza stampa, il dirigente di Schio si è congedato ufficialmente dalla città etnea. Ha usato toni pacati e distesi, non c'è acredine nell'ultima uscita ufficiale dell'ormai ex amministratore delegato del Catania. "Ringrazio il Presidente Pulvirenti per avermi concesso l'opportunità di vivere questa magnifica esperienza - dice Gasparin - caratterizzata da risultati eccezionali, sia per la prima squadra che per il settore giovanile. Ringrazio la città di Catania ed i tifosi rossazzurri, invitandoli tuttavia ad abbonarsi in maggior numero nella prossima stagione".
Le cause della separazione vanno ricercate nella modifica dell'assetto societario voluto da Pulvirenti. "E' legittimo che il Presidente decida di cambiare qualcosa nella struttura organizzativa - aggiunge Gasparin - ma lo è altrettanto che un dirigente con oltre vent'anni di esperienza ritenga di non condividere questa decisione. A mio avviso esisteva già un assetto perfettamente collaudato da riconfermare in blocco, anche alla luce degli ottimi risultati raggiunti in questa stagione agonistica".
L'ingresso nei quadri dirigenziali di Pablo Cosentino non viene tuttavia ritenuto il fattore scatenante della crisi tra Pulvirenti e Gasparin. "Oltre ad essere un ottimo professionista, Pablo Cosentino è un mio amico - dice l'ex A. D. della Sampdoria - e sono sicuro che porterà alla causa del Catania un contributo importante. Non è la sua nomina a Vicepresidente ad aver innescato la risoluzione consensuale tra me ed il Catania. Ci sono dei motivi che non intendo divulgare, anche perché il mio rapporto col Presidente Pulvirenti ad oggi rimane molto cordiale".
Il futuro di Gasparin non sarà comunque alla corte di Enrico Preziosi. "Chi, come me, nella sua carriera ha ricoperto la carica di dirigente della Sampdoria - conclude l'ex Udinese - non può lavorare nel Genoa. E' una questione di coerenza, pur riconoscendo il prestigio del club del Grifone".
Le cause della separazione vanno ricercate nella modifica dell'assetto societario voluto da Pulvirenti. "E' legittimo che il Presidente decida di cambiare qualcosa nella struttura organizzativa - aggiunge Gasparin - ma lo è altrettanto che un dirigente con oltre vent'anni di esperienza ritenga di non condividere questa decisione. A mio avviso esisteva già un assetto perfettamente collaudato da riconfermare in blocco, anche alla luce degli ottimi risultati raggiunti in questa stagione agonistica".
L'ingresso nei quadri dirigenziali di Pablo Cosentino non viene tuttavia ritenuto il fattore scatenante della crisi tra Pulvirenti e Gasparin. "Oltre ad essere un ottimo professionista, Pablo Cosentino è un mio amico - dice l'ex A. D. della Sampdoria - e sono sicuro che porterà alla causa del Catania un contributo importante. Non è la sua nomina a Vicepresidente ad aver innescato la risoluzione consensuale tra me ed il Catania. Ci sono dei motivi che non intendo divulgare, anche perché il mio rapporto col Presidente Pulvirenti ad oggi rimane molto cordiale".
Il futuro di Gasparin non sarà comunque alla corte di Enrico Preziosi. "Chi, come me, nella sua carriera ha ricoperto la carica di dirigente della Sampdoria - conclude l'ex Udinese - non può lavorare nel Genoa. E' una questione di coerenza, pur riconoscendo il prestigio del club del Grifone".