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Catania, Maxi Lopez resta: no all'Al-Nasr

L'argentino cambia idea e dice no al club degli Emirati Arabi. Il presidente Pulvirenti: "Sono contento, può essere un valore aggiunto". E il n.1 del club rossoazzurro dà l'ultimatum alle big per Bergessio
di ALESSANDRO VAGLIASINDI

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CATANIA - "Bye Bye Dubai", potrebbe esserci scritto su una cartolina inviata questo pomeriggio da Torre del Grifo: mittente Maxi Lopez (di nuovo agli ordini di Maran), destinatario il club emiro Al - Nasr. Anche nel giorno della presentazione ufficiale di Monzon, Tachtsidis e Freire, a tener banco c'è sempre la telenovela Maxi Lopez.  Fino a poche ore fa l'attaccante argentino era dato per ceduto agli arabi dell'Al Nasr, salvo poi constatarne il repentino rientro a Catania, dovuto alle perplessità manifestate dal calciatore sul prosieguo della carriera in un calcio minore, oltre che per il disaccordo sull'ingaggio. E ora cosa succederà ? "Sono contento che Lopez sia rimasto a Catania - dice il Presidente Pulvirenti - perché lui per noi può essere un valore aggiunto. Voglio parlare con lui, voglio sentire quel che ha da dire in merito al suo problema familiare e poi vorrei che lui raccontasse a tutti quel che è accaduto due anni fa (prima del trasferimento al Milan, ndr). Farò una conferenza stampa su questo argomento".

E sull'assalto a Bergessio ? "I giocatori lo sanno, oggi alle ore 24 scade il termine per la valutazione di eventuali offerte d'acquisto dei nostri big, da domani è chiuso tutto. Non se ne parla più da domani, lo sanno bene anche i giocatori - aggiunge il numero uno del Catania - potete scrivere quel che volete, anche di colloqui con un altro presidente che non sono veri. Non siamo il Real Madrid, non possiamo comprare un giocatore all'ultimo giorno, dobbiamo inventarci gli acquisti, aver tempo". A meno di clamorosi colpi di scena, nel futuro dell'ex San Lorenzo c'è quindi il Catania, mettendo fine alle ultime voci che lo accostavano alla Lazio o al Napoli (al club di De Laurentiis il Catania ha chiesto il difensore argentino Federico Fernandez, ricevendo però un diniego).

Il presente del club rossazzurro è invece focalizzato sui tre volti nuovi, ciascuno dei quali ha raccontato la propria storia, professionale ma anche personale. Come quella di Federico Freire, ex Velez Sarsfield, giunto in Italia dopo aver sconfitto anni fa una malattia."Il diabete è stato un momento difficile nella mia carriera - dice il centrocampista argentino arrivato a parametro zero - mi sono perso la possibilità di far un mondiale con l'Under 19 argentina e per un momento mi sono lasciato prendere dallo sconforto. Ma nonostante tutto ho ritrovato fiducia ed entusiasmo, realizzando sogno di diventare un giocatore professionista. Adesso desidero allenarmi e lottare per giocare il più possibile, sperando di aiutare la squadra a far bene almeno come l'anno scorso. Del Catania mi ha colpito la professionalità della società e il centro sportivo, è fantastico". Il connazionale Luciano Monzon, che raccoglie l'eredità di Marchese sull'out mancino, intende invece sfruttare la vetrina Catania, per rilanciare in ottica Mondiali le sue quotazioni.

"Vengo in rossazzurro per giocare e far il possibile per migliorare - dice il mancino ex Lione, specialista sui calci piazzati - voglio esser titolare qui e magari conquistare il posto in Nazionale. Roberto Carlos mi ha sempre impressionato molto, per tecnica, corsa ed abilità nei tiri da fermo. Lo ammiro molto, ma ammiro  anche alcuni terzini argentini. Però non ho un modello di giocatore a cui rifarmi. Non esser stato qui dall'inizio non facilita le cose, ma la trattativa è stata difficile e ringrazio il Catania per aver fatto l'impossibile per ingaggiarmi. Non ho alcun problema fisico e mi sto allenando duramente per arrivare pronto alla prima di campionato". Magari al terzino sudamericano capiterà sovente di chiedere un "dai e vai" a Panagiotis Tachtsidis, imponente centrocampista a lungo inseguito dal club di Via Magenta."Lo abbiamo visionato diverse volte - dice il vice presidente Pablo Cosentino - e ci è piaciuto tantissimo, quindi siamo andati a chiederlo al Genoa. Da qui è decollata l'operazione che ha incluso anche Lodi, fino ad arrivare allo scambio alla pari delle comproprietà". Il diretto interessato ascolta e ribadisce l'importanza di questa tappa nello sviluppo della sua carriera."Non so dirvi se sarà più facile la qualificazione ai Mondiali della Grecia (di cui Pana è nazionale, ndr) o l'approdo in Europa del Catania - dice il greco - ma posso garantire di aver sposato questo progetto con grande entusiasmo. Mai avuto alcun dubbio nella scelta del nuovo club, solo vedendo il centro sportivo come potevano venirmi dei dubbi ? Star a Roma mi ha migliorato molto, specie grazie a Totti. Il pubblico esigente mi ha fatto crescere, permettendomi  di esser pronto per aiutare questa squadra fortissima, fatta di ragazzi spettacolari. Ogni allenatore ha i suoi moduli ed i suoi pensieri, Zeman badava di più all'attacco, Maran ci chiede di star più stretti". Al botteghino il nuovo Catania piace e convince: in più di 10.000 hanno già sottoscritto l'abbonamento per la prossima stagione.
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