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Catania, Capuano: "De Canio ha dato la svolta"

Sempre più partecipe delle vicende della squadra, il terzino loda il nuovo tecnico, con il quale il vento è cambiato: "Si vede la sua mano. Tante sedute di tattica, si lavora molto. Forse mancava questo prima"
di ALESSANDRO VAGLIASINDI

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CATANIA - Fatti e non parole. Il credo calcistico di Ciro Capuano si basa su un concetto basilare: allenarsi sempre come se fosse una finale. E soltanto così il terzino napoletano è rimasto in quota, anche nella stagione in cui gli acquisti di Monzon e Biraghi potevano preludere ad una sua cessione. Ed invece? "Iniziamo da due anni fa, da quando in lizza per il mio ruolo avevo un giocatore come Marchese - dice Capuano - che si è conquistato il posto ed è stato difficile scalzarlo. Ma sono sempre rimasto con i nervi saldi, ho sempre lavorato, anche nei momenti più difficili come questo. Un professionista non si vede solo quando tutte le cose vanno bene ma nei momenti difficili. Conosco bene il mio lavoro e ne ho viste tantissime. Il lavoro, la concentrazione, il rimettersi in gioco e farsi trovare pronto non è facile. Il calcio è questo. Io ad oggi mi ritengo un giocatore importante dentro e fuori dal campo".

Come dargli torto, dopo le prestazioni lusinghiere offerte contro Napoli ed Udinese. "Abbiamo ritrovato la fame - aggiunge l'ex Pisa, Bologna e Palermo - si è visto contro il Napoli, abbiamo riacquistato la rabbia e la forza per inseguire il pareggio, e subito dopo c'è stata la conferma contro l'Udinese. La pancia piena non deve più appartenerci come concetto agonistico, perché siamo in una situazione critica e dobbiamo saper leggere ogni cosa ed ogni particolare. Il titolo di uomo spogliatoio si guadagna non parlando, ma agendo nei momenti particolarmente difficili. Io penso di poter aggiungere in questa lista anche Legrottaglie, Almiron, Izco, Spolli, giocatori che sono qui da tanti anni e che amano questa maglia e questa città. Vogliamo uscire fuori dalla bassa classifica".

Il test dell'Olimpico sarà certamente significativo: Torino - Catania è uno scontro salvezza. "Noi dobbiamo sfruttare questo momento che stiamo vivendo - dice il difensore napoletano, dal 2009 in forza al Catania - veniamo da una vittoria e andiamo a Torino per portare punti a casa. Non è l'ultima spiaggia, ma contro il Torino è uno scontro diretto. Ho visto a tratti la loro partita contro il Cagliari, e notato come i tre difensori giocano sempre la palla; ecco noi dobbiamo esser bravi a pressare sempre. Ma comunque il Toro è forte ed ha un allenatore duro e tosto. Cerci è un giocatore importante, ed in primis bisogna fermare lui". Dalla lavagna al campo d'allenamento a Torre del Grifo c'è un tecnico che, giorno dopo giorno, sta restituendo convinzione a tutto il gruppo."Secondo me De Canio ha dato una svolta a questa situazione - conclude il numero 33 del Catania - si vede la sua mano e lo si vede sopratutto nel contributo che sta dando sul campo durante gli allenamenti. Tante sedute di tattica, si lavora molto: forse mancava questo prima. Per lui l'allenamento è l'unico parametro per scegliere i titolari. Si può chiamare Capuano o con un altro nome, ma De Canio vede sempre chi sta meglio e chi può dare di più in quella partita, rispetto ad un'altra".
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