Catania, Almiron: "Usciremo da questo incubo"
Il centrocampista, di nuovo leader dopo un periodo sfortunato, sprona la squadra proseguire nella reazione per tirarsi fuori dalla classifica precaria: "L'atteggiamento è cambiato sia fuori che dentro il campo, il ritorno di Maran ha dato una carica in più"di ALESSANDRO VAGLIASINDI
CATANIA - Il suo saper fare gioco, abbinata alla capacità di gestire in palleggio l'incedere del cronometro nei momenti chiave del match, è uno degli aspetti che più è mancato nel campionato del Catania. Infortuni e ricadute hanno frenato inesorabilmente il rendimento di Sergio Bernardo Almiron, pilastro del centrocampo rossazzurro nella lavagna di Rolando Maran. Il gol del pareggio realizzato contro il Livorno, e la corsa sfrenata verso la Curva Nord a petto nudo, hanno trasmesso la sensazione che con quel gesto il mediano di Santa Fè abbia voluto dare un calcio alla sfortuna, che per mesi lo ha perseguitato.
"Sicuramente è stata una gioia molto grande a livello personale, dopo mesi di infortunio - dice Almiron - ma in quel momento c'era anche un po' di rabbia, perché non ci aspettavamo questo avvio di stagione negativo. Ma la voglia di uscire da questo incubo c'è". Il pareggio esterno con l'Inter e la triplice rimon…
"Sicuramente è stata una gioia molto grande a livello personale, dopo mesi di infortunio - dice Almiron - ma in quel momento c'era anche un po' di rabbia, perché non ci aspettavamo questo avvio di stagione negativo. Ma la voglia di uscire da questo incubo c'è". Il pareggio esterno con l'Inter e la triplice rimon…
CATANIA - Il suo saper fare gioco, abbinata alla capacità di gestire in palleggio l'incedere del cronometro nei momenti chiave del match, è uno degli aspetti che più è mancato nel campionato del Catania. Infortuni e ricadute hanno frenato inesorabilmente il rendimento di Sergio Bernardo Almiron, pilastro del centrocampo rossazzurro nella lavagna di Rolando Maran. Il gol del pareggio realizzato contro il Livorno, e la corsa sfrenata verso la Curva Nord a petto nudo, hanno trasmesso la sensazione che con quel gesto il mediano di Santa Fè abbia voluto dare un calcio alla sfortuna, che per mesi lo ha perseguitato.
"Sicuramente è stata una gioia molto grande a livello personale, dopo mesi di infortunio - dice Almiron - ma in quel momento c'era anche un po' di rabbia, perché non ci aspettavamo questo avvio di stagione negativo. Ma la voglia di uscire da questo incubo c'è". Il pareggio esterno con l'Inter e la triplice rimonta col Livorno possono servire a migliorare l'autostima, ma per cercare con convinzione la rimonta in classifica la media di un punto a partita, alla lunga, non paga. "L'atteggiamento è cambiato sia fuori che dentro il campo - aggiunge il centrocampista argentino - noi dobbiamo fare punti contro tutte le squadre, ed il ritorno di Maran ci ha dato una carica in più. Adesso che è qui abbiamo capito la strada da percorrere. Lodi ti da gioco, quello che mancava dall'inizio di campionato, ed insieme a Barrientos e Bergessio possono dare una mano a questa squadra, perché sono giocatori che fanno la differenza se fisicamente stanno bene".
Almiron ha già vissuto qualcosa di simile nella stagione 2010/2011, a Bari, in un gruppo reduce dal decimo posto dell'anno precedente, e che in quella stagione non riuscì a tirarsi fuori dalle secche della zona retrocessione."Questo gruppo non merita questa classifica e domenica speriamo di conquistare un risultato positivo - conclude il numero 4 del Catania - ho vissuto a Bari una stagione simile a questa, in rosa ci sono tanti giocatori giovani che i primi due anni si sono trovati con un piazzamento positivo, diverso da quello attuale. Adesso non è una bella situazione, ma il gruppo ne vuole uscire. Dobbiamo fare le cose al meglio possibile, fuori dal campo fare una vita regolare, dentro il campo impegnarci sempre. Impegno dentro e fuori del campo, questa è la ricetta giusta. Io ho famiglia e quando esco in giro per la città mi sento dire delle cose che potrebbero essere giuste. Io sono uno di quelli che non dorme la notte per trovare la soluzione. Dopo la gara contro il Siena (sconfitta per 1-4 in Coppa Italia, ndr) qualche lacrima mi è uscita, non vorrei che capitasse qualcosa di simile come anni fa a Bari".
"Sicuramente è stata una gioia molto grande a livello personale, dopo mesi di infortunio - dice Almiron - ma in quel momento c'era anche un po' di rabbia, perché non ci aspettavamo questo avvio di stagione negativo. Ma la voglia di uscire da questo incubo c'è". Il pareggio esterno con l'Inter e la triplice rimonta col Livorno possono servire a migliorare l'autostima, ma per cercare con convinzione la rimonta in classifica la media di un punto a partita, alla lunga, non paga. "L'atteggiamento è cambiato sia fuori che dentro il campo - aggiunge il centrocampista argentino - noi dobbiamo fare punti contro tutte le squadre, ed il ritorno di Maran ci ha dato una carica in più. Adesso che è qui abbiamo capito la strada da percorrere. Lodi ti da gioco, quello che mancava dall'inizio di campionato, ed insieme a Barrientos e Bergessio possono dare una mano a questa squadra, perché sono giocatori che fanno la differenza se fisicamente stanno bene".
Almiron ha già vissuto qualcosa di simile nella stagione 2010/2011, a Bari, in un gruppo reduce dal decimo posto dell'anno precedente, e che in quella stagione non riuscì a tirarsi fuori dalle secche della zona retrocessione."Questo gruppo non merita questa classifica e domenica speriamo di conquistare un risultato positivo - conclude il numero 4 del Catania - ho vissuto a Bari una stagione simile a questa, in rosa ci sono tanti giocatori giovani che i primi due anni si sono trovati con un piazzamento positivo, diverso da quello attuale. Adesso non è una bella situazione, ma il gruppo ne vuole uscire. Dobbiamo fare le cose al meglio possibile, fuori dal campo fare una vita regolare, dentro il campo impegnarci sempre. Impegno dentro e fuori del campo, questa è la ricetta giusta. Io ho famiglia e quando esco in giro per la città mi sento dire delle cose che potrebbero essere giuste. Io sono uno di quelli che non dorme la notte per trovare la soluzione. Dopo la gara contro il Siena (sconfitta per 1-4 in Coppa Italia, ndr) qualche lacrima mi è uscita, non vorrei che capitasse qualcosa di simile come anni fa a Bari".