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Catania, Maran: ''Chievo non è una finale, ma servono conferme''

Etnei a caccia di un successo esterno che manca ormai da un anno. Il tecnico: ''Siamo gli unici artefici del nostro destino, abbiamo voglia di correre e stupire''. Barrientos ancora in forse
di ALESSANDRO VAGLIASINDI

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CATANIA - Un anno dopo il Catania cerca di infrangere il tabù della vittoria in trasferta. Il 24 febbraio 2013 è la data dell'ultimo colpo esterno centrato dai rossazzurri (a Parma), a dodici mesi esatti di distanza il gruppo di Maran cerca al Bentegodi, contro il Chievo, un risultato pieno che darebbe maggiore consistenza alla rimonta salvezza. "Abbiamo voglia di correre e stupire - dice il tecnico del Catania - adesso c'è equilibrio, ma non bisogna mai stancarsi di crescere. Affronteremo una squadra che conosce perfettamente cosa significa lottare per questo obiettivo, ma la rincorsa della nostra impresa passa attraverso Verona. Siamo noi gli unici artefici del nostro destino in campo, e per far bene dovremo essere solidi. Pensiamo solo a portare in campo tutta la carica agonistica, per avere il giusto impatto sulla gara. Mettendo grande agonismo sportivo, grande aggressività, possiamo far bene".
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Un successo ed un pareggio è il dato che arride a Maran nei confronti diretti con Corini, ma Chievo - Catania va oltre, e si annuncia gara piena di contenuti. "Siamo migliorati ma non significa nulla - aggiunge l'allenatore trentino, ex del Chievo - abbiamo grande voglia di lavorare, così da acquisire consapevolezza ed autostima, per esser pronti in entrambe le fasi di gioco. Ma dobbiamo confermarci, troveremo mille insidie, ed una quadra abituata a lottare su ogni pallone. Non è una finale, ma uno dei quattordici spareggi in cui dobbiamo dare il massimo".
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Dall'infermeria conta di avere notizie positive, è un momento della stagione in cui serve l'aiuto di tutti. "Non so se Barrientos sarà recuperabile - conclude Maran - è ancora in forse, mentre Lodi si è allenato, ci stiamo preparando per esser corti su ogni situazione di gioco. Adesso abbiniamo qualità a quantità, ma guai a sentirsi appagati".
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