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Catania, Andujar: ''A Genova serve un'altra faccia''

Il portiere sulla sfida di domenica contro i rossoblù: ''Non dobbiamo assolutamente ripetere quanto fatto con il Chievo, è mancata la cattiveria''. Dalla prossima stagione al Napoli: ''Ma fino a giugno darò tutto per questa maglia anche se so che qualcuno non ci crederà''
di ALESSANDRO VAGLIASINDI

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CATANIA - Dalle sue mani passa una parte consistente delle speranze di risalita del Catania, Mariano Andujar accetta la responsabilità nel momento più importante della stagione. "Anche quando sono finito in panchina sono sempre rimasto molto sereno - dice il portiere della nazionale argentina - anche se non giocare non poteva farmi felice. Ma non ho creato alcun problema, ho sempre lavorato bene perché avevo voglia di riprendermi il posto e di tirare fuori il Catania da questa situazione. Ho aspettato la mia occasione e l'ho avuta".

Da Verona a Genova si chiuderà una settimana in cui non sono mancate le critiche per la squadra di Maran, apparsa in evidente regresso al Bentegodi. "Non abbiamo avuto la giusta cattiveria - aggiunge Andujar - oltre che sotto il profilo tecnico avremmo dovuto esprimerci al meglio anche agonisticamente. Può capitare, ma non deve capitare più, possiamo sbagliare passaggi, giocate, ma non atteggiamento. Al Ferraris ho già giocato. I tifosi non fanno gol, quindi non avremo paura, perché affronteremo il Genoa, non la sua tifoseria. Lodi può essere sempre determinante, all'andata come avversario non lo è stato, speriamo lo sia domenica per noi. Anche Leto si è allenato sempre molto bene, anche quando non è stato convocato, speriamo faccia il meglio per noi. Se c'è qualcosa che non ci manca è l'approccio agli allenamenti e la voglia di migliorare".

Nella finestra di mercato di gennaio è stato ufficializzata la sua cessione al Napoli, ma se ne riparlerà a giugno, adesso i pensieri sono rivolti ad un unico obiettivo. "Chi dice che passato al Napoli non ho più motivazioni non capisce nulla - conclude il numero 21 rossazzurro - ho rinunciato a Benfica, Estudiantes e Napoli per restare al Catania. Tengo a questo gruppo, alla squadra e la mia famiglia sta bene qui. Credo sempre che le cose miglioreranno di giorno in giorno, ed io con loro. Continuerò a far di tutto per portare avanti la causa del Catania. Non voglio parlare ancora del mio addio, mancano tanti mesi. Credo che una parte di pubblico abbia molti pregiudizi su di me. Penso di non essere valutato con lo stesso metro degli altri, allo stadio almeno. Fuori dallo stadio, invece, le persone sono sempre state molto gentili e disposte a darmi una mano. Sono contento, sto bene qua. Ma non si può piacere a tutti".
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