CATANIA - La salvezza del Catania passa dal recupero degli infortunati e da una vittoria importante nelle prossime tre giornate. Il Presidente Antonino Pulvirenti traccia le linee programmatiche del club rossazzurro in vista del confronto diretto col Sassuolo, autentico crocevia della stagione e prologo del doppio turno interno con Juventus e Napoli."Ci manca una vittoria importante - dice il massimo dirigente del Catania - e sono sicuro che arriverà nelle prossime tre partite. La convinzione deriva dalla bontà delle ultime nostre prestazioni. Eccezion fatta per la gara di Genova, abbiamo prodotto un buon calcio e creato numerose occasioni da gol, ci è solo mancato un briciolo di fortuna. Non appena recupereremo la condizione fisica di alcuni giocatori chiave potremo esprimere tutto il nostro potenziale, che potrà fare la differenza in questo finale di campionato. La corsa la facciamo solo su noi stessi, la lotta riguarda cinque squadre, dal Chievo in giù".
In città c'è preoccupazione, per l'inattesa piega che ha preso un campionato nato sotto ben altre prospettive. "Le contestazioni non fanno piacere ma ci stanno - aggiunge Pulvirenti - anche io quando ero tifoso contestavo Massimino. Certo, quello che è successo a Roma con Lotito è una degenerazione del sistema. Forse questa stagione è iniziata con un certo appagamento per quello che avevamo raggiunto lo scorso anno, e tutti, dirigenti in testa, non hanno approcciato a questa nel miglior modo possibile. La nostra fortuna è quella di trovarci ancora in una posizione di classifica che ci lascia pienamente in corsa, nonostante la caterva di situazioni avverse che si è abbattuta contro di noi in questa stagione". Alle illazioni su un suo possibile disimpegno dal club di Via Magenta, l'imprenditore di Belpasso risponde in maniera perentoria. "La società guarda sempre avanti - dice Pulvirenti - lo ha fatto in questi dieci anni e continuerà a farlo. Vi dico che recentemente abbiamo firmato il preliminare d'acquisto per il terreno su cui costruiremo il nuovo stadio, e lo abbiamo fatto con la squadra ultima in classifica. Il nostro è un club con bilanci sani, patrimonializzato e che, grazie al lavoro di Pablo Cosentino, ha avviato un rilancio dell'attività di scouting e del settore giovanile. Non ci faremo trovare impreparati, di fronte a qualsiasi eventualità".
Nell'analisi del momento delicato vissuto dal Catania, non mancano accenni polemici nei confronti della stampa. "Sono deluso da voi giornalisti - aggiunge Pulvirenti - perché a volte avete fatto delle analisi superficiali, senza tener conto della moltitudine di infortuni con cui abbiamo dovuto fare i conti nel corso della stagione, e che hanno compromesso la nostra pianificazione tecnica. La scorsa estate avevamo scelto Almiron come sostituto al centro di Lodi e Castro, per il quale abbiamo rifiutato offerte di CSKA Mosca, Fenerbahce e Genoa, come sostituto di Gomea. Ma Almiron si è infortunato praticamente subito, e Castro ha subito due infortuni nella prima parte del campionato. A gennaio abbiamo ritenuto Castro, Leto e Petkovic come alternativi a Bergessio, al centro dell'attacco. Ma se a febbraio Bergessio viene colpito dalla pubalgia e Castro subisce un infortunio importante contro il Chievo, è chiaro che sono situazioni imprevedibili che acuiscono le nostre difficoltà. Non accetto che venga scritto che Bergessio stia giocando controvoglia, per via delle non perfette condizioni fisiche in cui si trova. Gonzalo è un giocatore con le palle e lo ha sempre dimostrato, perché è uno che mai si tira indietro. Tenere Maxi Lopez ? Impossibile, lui qui non poteva più restare, si era rotto il feeling con l'ambiente, ed anche lui, presentandosi in ritiro in sovrappeso di 10 chili, ha dimostrato di non voler sposare la nostra causa. Lo stesso dicasi per Tachtsidis, che non si è integrato con noi, ma che a Torino continua a non giocare. Alvarez non sta giocando per scelta tecnica, e non perché ha il contratto in scadenza e non abbiamo raggiunto l'accordo per il rinnovo. Ma adesso abbiamo pensieri soltanto per la gara di domenica prossima col Sassuolo, perché sarà molto importante".
In città c'è preoccupazione, per l'inattesa piega che ha preso un campionato nato sotto ben altre prospettive. "Le contestazioni non fanno piacere ma ci stanno - aggiunge Pulvirenti - anche io quando ero tifoso contestavo Massimino. Certo, quello che è successo a Roma con Lotito è una degenerazione del sistema. Forse questa stagione è iniziata con un certo appagamento per quello che avevamo raggiunto lo scorso anno, e tutti, dirigenti in testa, non hanno approcciato a questa nel miglior modo possibile. La nostra fortuna è quella di trovarci ancora in una posizione di classifica che ci lascia pienamente in corsa, nonostante la caterva di situazioni avverse che si è abbattuta contro di noi in questa stagione". Alle illazioni su un suo possibile disimpegno dal club di Via Magenta, l'imprenditore di Belpasso risponde in maniera perentoria. "La società guarda sempre avanti - dice Pulvirenti - lo ha fatto in questi dieci anni e continuerà a farlo. Vi dico che recentemente abbiamo firmato il preliminare d'acquisto per il terreno su cui costruiremo il nuovo stadio, e lo abbiamo fatto con la squadra ultima in classifica. Il nostro è un club con bilanci sani, patrimonializzato e che, grazie al lavoro di Pablo Cosentino, ha avviato un rilancio dell'attività di scouting e del settore giovanile. Non ci faremo trovare impreparati, di fronte a qualsiasi eventualità".
Nell'analisi del momento delicato vissuto dal Catania, non mancano accenni polemici nei confronti della stampa. "Sono deluso da voi giornalisti - aggiunge Pulvirenti - perché a volte avete fatto delle analisi superficiali, senza tener conto della moltitudine di infortuni con cui abbiamo dovuto fare i conti nel corso della stagione, e che hanno compromesso la nostra pianificazione tecnica. La scorsa estate avevamo scelto Almiron come sostituto al centro di Lodi e Castro, per il quale abbiamo rifiutato offerte di CSKA Mosca, Fenerbahce e Genoa, come sostituto di Gomea. Ma Almiron si è infortunato praticamente subito, e Castro ha subito due infortuni nella prima parte del campionato. A gennaio abbiamo ritenuto Castro, Leto e Petkovic come alternativi a Bergessio, al centro dell'attacco. Ma se a febbraio Bergessio viene colpito dalla pubalgia e Castro subisce un infortunio importante contro il Chievo, è chiaro che sono situazioni imprevedibili che acuiscono le nostre difficoltà. Non accetto che venga scritto che Bergessio stia giocando controvoglia, per via delle non perfette condizioni fisiche in cui si trova. Gonzalo è un giocatore con le palle e lo ha sempre dimostrato, perché è uno che mai si tira indietro. Tenere Maxi Lopez ? Impossibile, lui qui non poteva più restare, si era rotto il feeling con l'ambiente, ed anche lui, presentandosi in ritiro in sovrappeso di 10 chili, ha dimostrato di non voler sposare la nostra causa. Lo stesso dicasi per Tachtsidis, che non si è integrato con noi, ma che a Torino continua a non giocare. Alvarez non sta giocando per scelta tecnica, e non perché ha il contratto in scadenza e non abbiamo raggiunto l'accordo per il rinnovo. Ma adesso abbiamo pensieri soltanto per la gara di domenica prossima col Sassuolo, perché sarà molto importante".