GENOVA - La vittoria manca e tanto, ma è pur vero che Andreazzoli, senza forzare assolutamente, sembra sempre dire la stessa cosa. E cioè: cosa posso dire a questi ragazzi? Perchè il suo Empoli fa sempre la partita, gioca un bel calcio, paga - come oggi contro la Sampdoria - improvvisi lampi avversari. Ma nella gestione della partita non va mai sotto.
Sentitelo, allora, il decano dei tecnici di A…
"Come fai a non essere contento? I ragazzi hanno avuto una volontà impressionante, seguono quello che proponi, sono costruttivi e non abbandonano mai il canovaccio. Quello che ci manca è quello che succede da diverse partite, la concretizzazione. Questo dispiace perchè è il risultato quello che rimane nel sotto pelle. La consapevolezza di essere venuti e fare da padroni è una sensazione e una convinzione che rimane che continua a farci crescere".
E’ mancato il cinismo negli ultimi metri, non crede?
"Mi viene da pensare alla parata di Falcone su Bajrami. Non ci manca il volume ma in questo gioco solo col volume ti manca qualcosa. Nella parte difensiva si può fare di più e quando concedi qualcosa, gli avversari sono forti, e paghi subito".
E’ mancanza di fame?
“Lei crede? Se non avessimo avuto fame non avremmo potuto fare la partita contro la Sampdoria. Io, al contrario, noto sete di vittoria perchè ce la meritiamo: non riusciamo a coglierla".
Allora è questione di inesperienza?
"L’interpretazione, l’esperienza… Parlo sia in attacco che in difesa. Ci sono gesti che non sono comprensibili dalla tribuna, ma sono decisivi. Dobbiamo insistere su certi argomenti che non conosciamo".
Della “legge Quagliarella” cosa dice?
"Ci sono stati due gesti tecnici importanti da parte sua. Sul primo diagonale era un tiro-cross, c’è stata la deviazione di un nostro giocatore. E' chiaro che se dai la possibilità a Quagliarella di controllare e battere a rete lo paghi. Non solo con lui ma con quasi tutti gli attaccanti della serie A".