FIRENZE - L'aeroplanino vola alto sulle ali di Juan Guillermo Cuadrado. Un extratterestre. Punto. Non ne fanno più, di giocatori così. Ribery, forse, magari Robben. Basta. Montella se lo coccola, e ammette. "E' unico". In Italia sicuramente. Impossibile trovare un esterno del genere, in grado di saltare l'uomo sempre e comunque. Sui primi cinque passi è semplicemente imprendibile. Per chiunque. Gambe "secche" e futbol bailado. Il colombiano sembra un giocatore anni '60. Qualcuno lo paragona a Garrincha, tanto per fare un esempio. Arrivato a Firenze l'estate scorsa, si portava dietro la fama di ragazzo difficile. "Quando ha la giornata storta preferisco non averlo. Non me ne faccio di nulla" disse una volta Serse Cosmi. Erano i tempi del Lecce, e tra i due era amore e odio. Da una parte un mister che capiva di aver per le mani un potenziale fenomeno, dall'altra un ragazzino esuberante. Niente di più. Quindi il rientro a Udine e il prestito alla Fiorentina.
Non s'è più fermato. Merito suo, ma anche di Vincenzino. Il tecnico viola lo ha seguito passo dopo passo, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, trasformandolo da esterno indisciplinato a calciatore totale. Cuadrado corre. Avanti, indietro, a destra, a sinistra. Già. Questa è l'ultima evoluzione. "Quando gioca a destra offre maggiori garanzie ma anche sull'altra fascia può far male" aveva spiegato Montella alla vigilia della gara col Chievo. Detto, fatto. Due gol, uno per tempo. Il primo partendo da sinistra: dribbling a rientrare sul destra e tocco docile docile sul secondo palo. Il secondo tagliando da destra e spaccando in due la difesa avversaria. Ormai può fare qualsiasi cosa, e poco importa se gli altri lo studiano. Ci ha provato Conte, la settimana scorsa. Una marcatura doppia, a volte tripla poi, però, nel secondo tempo, addio.
Cuadrado ha cambiato fascia e ha distrutto la partita. Ieri lo stesso. La Fiorentina soffre? Nessun problema, ci pensa Guillermo. Prima doppietta in viola e altri tre punti in saccoccia. Una prestazione super, quella del Bentegodi, davanti ad un emissario dell'Arsenal. Arsene Wenger lo adora, e ha già fatto sapere ad Alessandro Lucci (l'agente del calciatore) che è pronto a mettere sul piatto 30 milioni di euro. Subito, o a gennaio. Non solo, perché su di lui pressano (e forte) anche Juventus e Bayern Monaco. Per questa stagione, comunque, non se ne farà nulla. I viola se lo terranno stretto, e nel frattempo cercheranno un accordo con l'Udinese per la risoluzione della comproprietà. Trattenerlo sulle rive dell'Arno sarà dura. Parecchio dura. Ma non impossibile. Molto dipenderà da come andrà a finire il campionato. In caso di qualificazione alla Champions, ovviamente, convincerlo a restare sarebbe molto più semplice. Si vedrà. Intanto gode Fiorenza, e gode Montella. Lui corre, dribbla, segna e balla. Poi a casa, con la mamma e la sorellina. Sempre col sorriso sulle labbra. Un giocatore unico. In tutti i sensi.
Non s'è più fermato. Merito suo, ma anche di Vincenzino. Il tecnico viola lo ha seguito passo dopo passo, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, trasformandolo da esterno indisciplinato a calciatore totale. Cuadrado corre. Avanti, indietro, a destra, a sinistra. Già. Questa è l'ultima evoluzione. "Quando gioca a destra offre maggiori garanzie ma anche sull'altra fascia può far male" aveva spiegato Montella alla vigilia della gara col Chievo. Detto, fatto. Due gol, uno per tempo. Il primo partendo da sinistra: dribbling a rientrare sul destra e tocco docile docile sul secondo palo. Il secondo tagliando da destra e spaccando in due la difesa avversaria. Ormai può fare qualsiasi cosa, e poco importa se gli altri lo studiano. Ci ha provato Conte, la settimana scorsa. Una marcatura doppia, a volte tripla poi, però, nel secondo tempo, addio.
Cuadrado ha cambiato fascia e ha distrutto la partita. Ieri lo stesso. La Fiorentina soffre? Nessun problema, ci pensa Guillermo. Prima doppietta in viola e altri tre punti in saccoccia. Una prestazione super, quella del Bentegodi, davanti ad un emissario dell'Arsenal. Arsene Wenger lo adora, e ha già fatto sapere ad Alessandro Lucci (l'agente del calciatore) che è pronto a mettere sul piatto 30 milioni di euro. Subito, o a gennaio. Non solo, perché su di lui pressano (e forte) anche Juventus e Bayern Monaco. Per questa stagione, comunque, non se ne farà nulla. I viola se lo terranno stretto, e nel frattempo cercheranno un accordo con l'Udinese per la risoluzione della comproprietà. Trattenerlo sulle rive dell'Arno sarà dura. Parecchio dura. Ma non impossibile. Molto dipenderà da come andrà a finire il campionato. In caso di qualificazione alla Champions, ovviamente, convincerlo a restare sarebbe molto più semplice. Si vedrà. Intanto gode Fiorenza, e gode Montella. Lui corre, dribbla, segna e balla. Poi a casa, con la mamma e la sorellina. Sempre col sorriso sulle labbra. Un giocatore unico. In tutti i sensi.