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Fiorentina, Matri si presenta: "Qui per riaccendere il motore"

Il nuovo arrivo viola parla della sua esperienza con il Milan: "Non mi sono ambientato bene in campo, ma solo per colpa mia". Ora la voglia di voltare pagina: "Quanti gol vorrei fare? Preferisco non dirlo... per scaramanzia"
di MATTEO MAGRINI

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FIRENZE - Altro giro, altra corsa. Dopo i sei mesi (da dimenticare) con la maglia del Milan, Alessandro Matri riparte da Firenze. L'obiettivo è semplice: riprendere a fare quello che ha sempre fatto. Segnare. Un solo gol, fino ad oggi, in campionato, e tante critiche. Dai fischi di San Siro, alle speranze del Franchi. La Fiorentina si affida a lui per provare a dare un calcio alla sfortuna. Perso Pepito, e in attesa di ritrovare Mario Gomez, Montella non può che mettersi nelle mani (o meglio nei piedi), di Mitra Matri. "Siamo contenti di averlo con noi", esordisce il diesse viola Daniele Pradè. "Mai avremmo pensato di aver bisogno di un attaccante ma siamo felici, nella sfortuna per l'infortunio di Pepito, di aver preso Alessandro".

Poi tocca a lui. "Voglio ringraziare sia il Milan che la Fiorentina per avermi dato questa opportunità. E poi la famiglia Della Valle, che ha accontentato le mie esigenze per i prossimi sei mesi". La parola d'ordine è "motivazione". "Voglio riaccendere il motore, e tornare sui livelli sui quali ho sempre giocato esclusi i sei mesi in rossonero. Non ero tranquillo, e quindi ho preso al volo questa grande opportunità". Ma di chi è la colpa per l'esperienza negativa a Milanello? "Mia, e non ho nessun problema ad ammetterlo. Non mi sono ambientato bene in campo, ripeto, solo per problemi miei". E i fischi di San Siro? "Le prestazioni sono state negative, e credo che soprattutto in estate la gente si aspettasse dalla società investimenti in altri reparti. E' stato un insieme di fattori".

Eppure, in panchina, c'era Allegri. Uno col quale ha sempre avuto un rapporto particolare. "Mi sono confrontato anche con lui prima di far questa scelta, e mi dispiace che pure lui sia stato costretto a lasciare il Milan. Purtroppo, il calcio, funziona così". Tra l'altro, per Matri, non era la prima volta che si parlava di un trasferimento in viola. "E' vero, infatti Della Valle mi diceva sempre che prima o poi sarebbe riuscito a prendermi. Chi mi ha consigliato? Ho due grandi amici come Brocchi e Vieri che subito mi hanno detto che Firenze sarebbe stata la soluzione ideale per me". Sulla possibile coesistenza con Gomez. "Ho giocato tante volte da seconda punta, e secondo me ci sono tutte le possibilità per giocare insieme, qualora il mister dovesse chiedercelo".

Sulla Nazionale. "Il primo obiettivo è far bene qui, questo è fondamentale. Se faccio bene nel club, poi, aumentano le possibilità di essere convocato in azzurro". Per arrivarci, al mondiale, servono tanti gol. "Quanti? Preferisco non dirlo... per scaramanzia". Ci pensa Pradè, a dirlo. "Quando l'ho chiamato gli ho chiesto se avesse voglia di farne una decina di qui alla fine e lui mi ha risposto che 10 erano pochi". Le sue reti per arrivare dove, però. In Champions. "Ne abbiamo le possibilità, siamo in corsa e dobbiamo continuare a lavorare per centrare quel traguardo che sarebbe straordinario".

Nel pomeriggio di giovedì intanto è arrivato, proveniente da Londra, anche Anderson Luís de Abreu Oliveira, più comunemente conosciuto come Anderson. Il centrocampista, accolto da una cinquantina di tifosi all'uscita dell'aereoporto fiorentino, ha concesso un'unica battuta ai giornalisti "Fell good", ovvero "Sto bene". Ora le visite mediche, poi la sottoscrivere del contratto che lo legherà in prestito fino a giugno prossimo alla Fiorentina. Il riscatto dal Manchester United è stato fissato ad una cifra vicina a sei milioni di euro.

 
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