Fiorentina, Montella: ''Vittime di niente, con la Juve senza paura''
Il tecnico viola chiude le polemiche per la squalifica di Borja Valero (''Lo avrò più fresco giovedì, il mondo è pieno di ingiustizie anche più gravi di queste'') e chiede ai suoi una prova super allo Stadium nella prima delle tre sfide con i bianconeri: ''Non dobbiamo perdere le convinzioni personali, affrontarli in casa loro ci da uno stimolo particolare''di MATTEO MAGRINI
FIRENZE - L'alba di dieci giorni da brivido. Roba da far tremare i polsi. Tre sfide con la Juventus che possono valere una stagione. Correre verso un sogno (la finale di Europa League) e continuare a credere nel terzo posto in campionato o rischiare di restare inchiodati. Vincenzo Montella lo sa, e forse anche per questo la sua sveglia (stamani) ha suonato presto. Alle 10 l'aeroplanino è già nella sala stampa del Franchi per presentare la gara di domani (alle 12,30) allo Juventus Stadium nella quale, si sa, mancherà Borja Valero. "Io devo pensare ad allenare. Punto", dice Vincenzino. "Vorrà dire che avrò un giocatore più fresco giovedì". Niente drammi. Anche perché s'è già discusso abbastanza. "Non possiamo e non dobbiamo sentirci vittime di niente. Soprattutto - prosegue - non dobbiamo perdere le convinzioni personali e di squadra".
E' pratico, Montella, quasi cinico. "…
E' pratico, Montella, quasi cinico. "…
FIRENZE - L'alba di dieci giorni da brivido. Roba da far tremare i polsi. Tre sfide con la Juventus che possono valere una stagione. Correre verso un sogno (la finale di Europa League) e continuare a credere nel terzo posto in campionato o rischiare di restare inchiodati. Vincenzo Montella lo sa, e forse anche per questo la sua sveglia (stamani) ha suonato presto. Alle 10 l'aeroplanino è già nella sala stampa del Franchi per presentare la gara di domani (alle 12,30) allo Juventus Stadium nella quale, si sa, mancherà Borja Valero. "Io devo pensare ad allenare. Punto", dice Vincenzino. "Vorrà dire che avrò un giocatore più fresco giovedì". Niente drammi. Anche perché s'è già discusso abbastanza. "Non possiamo e non dobbiamo sentirci vittime di niente. Soprattutto - prosegue - non dobbiamo perdere le convinzioni personali e di squadra".
E' pratico, Montella, quasi cinico. "Il mondo è pieno di ingiustizie, anche più gravi di questa, e non si può pensare di risolverle tutte". Basta polemiche, per intendersi, e testa alla Juve. "Una squadra fortissima, moderna, evoluta tatticamente e molto ben diretta". Basta guardare la classifica. E i numeri. Soprattutto quando gioca allo Juventus Stadium. "Le hanno vinte tutte", ricorda il tecnico viola. Eppure la speranza di fare lo scherzetto (il secondo) alla Vecchia Signora c'è. "Affrontarli in casa loro ci da uno stimolo particolare. Mi piace preparare partite del genere". Certo, per vincere ancora servirebbe il miglior Mario Gomez. Uno che è stato fermo cinque mesi e che una volta tornato in campo ha sbattuto la testa contro il muro della condizione. Dice Montella. "Forse si sente responsabile per non aver potuto dare quello che poteva, e voleva, ma non deve". Ok. Ma come sta? "Molto meglio, anche se ovviamente si è reso conto che dopo tanto tempo ne serve altro per recuperare a pieno. Gli manca poco, comunque. Pochissimo. Magari un gol... anche sporco".
Peccato, però, che non ci sia Pepito Rossi a dargli una mano. All'andata fu l'eroe assoluto. "Più forti loro due o Tevez e Llorente? Non rispondo... altrimenti stimolerei ancora di più i bianconeri". Tradotto. Sono (anzi, sarebbero) meglio i miei. Già. La gara d'andata. Quel 4-2 che i fiorentini mandano ancora a memoria. Un dolce ricordo, per la città, ma l'aeroplanino non ne vuol sentir parlare. Anzi. "Nei primi 70' di quella partita siamo stati timorosi e poco coraggiosi e se giochi così con la Juve sei destinato a perdere". Per questo, ammette, "non ho fatto rivedere il video di quella gara ai ragazzi. Spero non lo abbiano fatto per conto loro". Lo dice col sorriso, perché nonostante tutto Montella resta sempre se stesso. Sornione, quasi disincantato, ma sotto sotto determinato. E concreto. Bello sognare, allora, ripendando quel pomeriggio d'ottobre, ma ben sapendo che da domani inizia un'altra storia. Alla Fiorentina, e alla Juve, il compito di scriverla.
E' pratico, Montella, quasi cinico. "Il mondo è pieno di ingiustizie, anche più gravi di questa, e non si può pensare di risolverle tutte". Basta polemiche, per intendersi, e testa alla Juve. "Una squadra fortissima, moderna, evoluta tatticamente e molto ben diretta". Basta guardare la classifica. E i numeri. Soprattutto quando gioca allo Juventus Stadium. "Le hanno vinte tutte", ricorda il tecnico viola. Eppure la speranza di fare lo scherzetto (il secondo) alla Vecchia Signora c'è. "Affrontarli in casa loro ci da uno stimolo particolare. Mi piace preparare partite del genere". Certo, per vincere ancora servirebbe il miglior Mario Gomez. Uno che è stato fermo cinque mesi e che una volta tornato in campo ha sbattuto la testa contro il muro della condizione. Dice Montella. "Forse si sente responsabile per non aver potuto dare quello che poteva, e voleva, ma non deve". Ok. Ma come sta? "Molto meglio, anche se ovviamente si è reso conto che dopo tanto tempo ne serve altro per recuperare a pieno. Gli manca poco, comunque. Pochissimo. Magari un gol... anche sporco".
Peccato, però, che non ci sia Pepito Rossi a dargli una mano. All'andata fu l'eroe assoluto. "Più forti loro due o Tevez e Llorente? Non rispondo... altrimenti stimolerei ancora di più i bianconeri". Tradotto. Sono (anzi, sarebbero) meglio i miei. Già. La gara d'andata. Quel 4-2 che i fiorentini mandano ancora a memoria. Un dolce ricordo, per la città, ma l'aeroplanino non ne vuol sentir parlare. Anzi. "Nei primi 70' di quella partita siamo stati timorosi e poco coraggiosi e se giochi così con la Juve sei destinato a perdere". Per questo, ammette, "non ho fatto rivedere il video di quella gara ai ragazzi. Spero non lo abbiano fatto per conto loro". Lo dice col sorriso, perché nonostante tutto Montella resta sempre se stesso. Sornione, quasi disincantato, ma sotto sotto determinato. E concreto. Bello sognare, allora, ripendando quel pomeriggio d'ottobre, ma ben sapendo che da domani inizia un'altra storia. Alla Fiorentina, e alla Juve, il compito di scriverla.