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Fiorentina, con Paulo Sousa e Kalinic si sente grande

La squadra viola in testa, così come non accadeva dal 1999 con Trapattoni in panchina. Andrea Della Valle: "Dobbiamo stare coi piedi per terra  però dedico questa vittoria ai nostri tifosi, se la meritano".
 

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FIRENZE - Il giorno dopo l'impresa di San Siro a Firenze non si parla d'altro. O quasi. Nei bar, a lavoro, sui social network. Tra le foto più gettonate quella della classifica, che ricorda le gerarchie del campionato: Fiorentina in testa, così come non accadeva dal 1999. Sembra passata una vita, in realtà è così. In mezzo la fine dell'era Cecchi Gori, il fallimento, l'arrivo dei Della Valle, la risalita dalla C2 e gli anni insieme a Cesare Prandelli e Vincenzo Montella. Mai però i fratelli marchigiani, proprietari della società viola, si erano ritrovati al top della classifica. Emozione, orgoglio e purezza. La squadra di Paulo Sousa asfalta l'Inter nella sua tana, sgretola le certezze della truppa di Roberto Mancini (che si presentava imbattuta e a punteggio pieno), infila per quattro volte quella che era la miglior difesa del torneo e consegna alla Serie A un bomber di razza: Nikola Kalinic. Sono bastati ventitré minuti per incantare e chiudere la gara ai viola di Sousa: Ilicic, Kalinic e ancora Kalinic. L'espulsione di Miranda nel primo tempo e il sigillo finale della punta croata, che così chiude il timido e vano tentativo di riaprire la partita da parte di Icardi, fanno il resto. E nella notte tripudio di tifosi alla stazione Campo di Marte: in circa 300 hanno accolto la squadra che tornava da Milano, a suon di cori, applausi, bandiere e sciarpe. Vietato illudersi, certo. Soltanto tirare in ballo la parola scudetto pare fantascienza. Eppure la prestazione di ieri rimarrà a lungo nella storia viola.

TRIPLO KALINIC E VIOLA IN TESTA, 16 ANNI DOPO - L'ultima volta che Firenze si ritrovava in vetta al campionato era la stagione '98/'99. In panchina Giovanni Trapattoni, in campo campioni del calibro di Batistuta, Rui Costa, Edmundo. E via così. Sousa ha sempre affermato di vivere con serenità e anche felicità il paragone con l'ex c. t. della Nazionale Italiana. Sensazioni ricambiate dal Trap, anche se è ancora presto per azzardare parallelismi con quelle due formazioni che a distanza di 16 anni si ritrovano in testa. Su una caratteristica possiamo essere d'accordo: la concretezza. Chiedete un po' a Miranda, Telles e Handanovic cosa ricorda il nome di Kalinic? Tre gol, un rigore procurato, un'espulsione provocata. E poi corsa, movimento, fisico, protezione della sfera, senso del gol. La punta croata è forse l'acquisto più azzeccato della dirigenza viola. Classe '88, arrivato dal Dnipro, a segno nella scorsa finale di Europa League. Si era presentato con una rete in amichevole e poi col sigillo contro il Basilea. Poi l'esplosione in campionato: il gol al Bologna e la meravigliosa tripletta all'Inter. C'è di tutto nella sua gara: il gol d'astuzia sulla respinta imprecisa di Handanovic, la spaccata su splendido assist di Alonso, il tap in che chiude l'incontro su tocco di Ilicic. "Grazie a tutti i miei compagni di squadra", ha dichiarato ieri sera portandosi via il pallone che spetta a chi realizza una tripletta. Kalinic alla stazione di Firenze è stato accolto da eroe: sorrisi, abbracci, selfie, cori e tanti ringraziamenti. "Ti rendi conto cosa hai fatto?", gli ripetevano i tifosi. Lui si ferma per le foto, sorride e quasi non ci crede. Sul pullman il coro è per Paulo Sousa, mentre Borja Valero viene acclamato: "Ricordati che sei il numero uno, sei il Re del centrocampo".

DELLA VALLE: "DEDICATA AI TIFOSI" - Il risveglio è dolce, dolcissimo. "E' una sensazione bellissima stare in cima alla classifica - dichiara Daniele Pradè - specie per i nostri tifosi. Se faccio questo lavoro è anche per vivere serate così". Che poi aggiunge: "Kalinic è forse una sorpresa per gli altri, non per noi. E poi piaceva tantissimo a Sousa, che lo conosce fin da quando aveva 18 anni: ha influito nella scelta e l'abbiamo portato silenziosamente a Firenze". Scelta azzeccata come non mai. E così dopo sei giornate il tecnico portoghese può finalmente abbinare ai risultati vincenti anche un'idea di gioco che contro l'Inter ha trovato spazi e libertà. "E' una grande soddisfazione vedere che i ragazzi lavorano bene e raccolgono i frutti- ammette Sousa - per lo scudetto però dobbiamo essere realisti, ci sono squadre più attrezzate di noi. Anche se non mi tiro indietro e affronteremo le gare con un solo obiettivo: vincere". Un primato che è il miglior regalo per il 50 esimo compleanno del patron Andrea Della Valle, presente a Milano insieme alla dirigenza. "Dobbiamo stare coi piedi per terra - dichiara a fine gara - però dedico questa vittoria ai nostri tifosi, se la meritano".

 
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