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Fiorentina, da Marcos Alonso a Ilicic: la rinascita dietro il primato

Uno dei meriti di Paulo Sousa è quello di aver rivitalizzato giocatori che sembravano aver chiuso la loro avventura in viola. Il cambio di posizione ha esaltato Borja Valero

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FIRENZE - Stavolta non ci sono dubbi. Per le prossime due settimane la Fiorentina si ritrova in testa in classifica. Solitaria, brillante e decisa più che mai a proseguire un cammino fino a qualche mese fa semplicemente impensabile. Record assoluto di punti nelle prime sette giornate (18), miglior difesa (4 gol subiti) e una compattezza da far invidia al resto delle avversarie. Questa forse era la sfida più difficile: i viola sapevano del pareggio dell'Inter a Genova contro la Sampdoria. Consapevoli che con una vittoria avrebbero staccato i nerazzurri, piantando la bandiera in vetta. Sul punto più alto, lanciando un chiaro messaggio a Roma, Lazio, Napoli e Juventus. La Fiorentina c'è e a anche Sousa in fondo lo ammette: "Ci sono tanti fattori che condizionano i risultati - ha dichiarato a fine gara -  e noi lavoriamo affinché questi fattori possano essere positivi per noi". Come dire: testa bassa e lavorare, con umiltà. Ma per arrivare dove? Ecco, vietato rispondere in questo momento. Perché la Fiorentina se la vuole giocare con tutti, a viso aperto. Senza dare per scontato l'esito di un campionato che ad ogni giornata sta diventando sempre più delineato e concreto. "Facciamo le cose con passione e ci crediamo", ripete il tecnico portoghese. Che ha sempre puntato sul sogno e sul calore del pubblico. Anche ieri determinante: la curva Fiesole è impazzita di gioia fin dal primo gol di Ilicic su calcio di rigore. E a fine partita l'abbraccio più bello: tutti insieme, per mano, a festeggiare verso quella curva che in questi momenti può letteralmente trascinare la squadra.
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SOUSA E QUEI GIOCATORI RIGENERATI - Sui social lo slogan più utilizzato è "salutate la capolista", così come ieri sera cantava il Franchi. Poi è un flusso continuo di immagini: da Borja Valero che si inchina dopo il gol allo striscione "lasciateci sognare". Da Paulo Sousa allo screenshot della classifica. Per ricordarsi, una volta andati a letto, che davvero la Fiorentina è lassù. E che oltre al sogno, c'è una realtà che è ancor più bella. La squadra è in forma, funziona che è una meraviglia e alcuni singoli che l'anno scorso faticavano, adesso sono tornati ad essere il cuore pulsante di un gruppo da sempre unito e ambizioso. Uno su tutti? Marcos Alonso. L'esterno sinistro a tratti è straripante. Su e giù sulla fascia, i suoi assist per Kalinic sono puntuali e deliziosi. Lo spagnolo ha maggiori possibilità di proporsi in fase offensiva e tra gol e cross, sta risultando un'arma in più dei viola. Così come Josip Ilicic, che dal termine della passata stagione sta giocando con continuità e classe. Non si è fermato mai: gol a ripetizione, sempre freddo dal dischetto, rigenerato e ritrovato completamente dopo alcuni mesi davvero bui. Un altro tassello fondamentale è quello di Borja Valero: leader vero, trascinatore autentico. Capace di prestazioni come quelle con l'Atalanta, da far alzare un intero stadio in piedi ad applaudirlo. Non solo il gol, che mancava da troppo tempo. Ma un giocatore che spazia su tutto il centrocampo. E che in posizione più avanzata ha libertà di inventare e di concludere a rete. Se è tornato a brillare è anche merito di Sousa, che gli ha affiancato alcuni compagni più difensivi (vedi Badel, Vecino e Suarez), lasciando a lui il compito di creare. Scelta azzeccata, completamente.
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FIRENZE TORNA A SOGNARE - Ma quando tutto gira per il verso giusto, è riduttivo concentrarsi sui singoli. Sousa è stato capace di prendere in mano una squadra che negli ultimi tre anni aveva sfiorato una coppa Italia e una finale di Europa League. Da una parte l'obiettivo del tecnico è stato quello di rigenerare mentalmente una rosa che con Vincenzo Montella aveva dato tutto (o quasi). Dall'altra mettere a punto una nuova tattica per rischiare meno in difesa e concretizzare maggiormente le occasioni create dal centrocampo. Detto, fatto. Gli spazi tra i vari reparti sono minimi e in campo la squadra risulta compatta e disposta a sacrificarsi in caso di difficoltà. D'altronde sono queste alcune caratteristiche di Sousa: sacrificio, grinta, lavoro e umiltà. Quella che nelle prossime due settimane non dovrà mancare a una Fiorentina che dopo la sosta, il 18 ottobre, affronterà al San Paolo un Napoli capace di schiantare per 4-0 il Milan a San Siro. E che sette giorni più tardi riceverà al Franchi la Roma dell'ex Mohamed Salah. Si entra nel vivo. Ma Firenze torna a sognare, 16 anni dopo l'ultima volta del primato in classifica. E con il volto di chi, sbarazzino, non ha niente da perdere. "I sogni sono il primo passo per raggiungere gli obiettivi", dichiarava Sousa pochi giorni fa. Che avesse ragione?
 
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