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Fiorentina, i segreti del primato. E il calendario fa sognare

La formazione viola ha reagito alla grande ai ko con Napoli e Roma riprendendosi il primo posto. I meriti di Sousa, le scelte indovinate sul mercato. Prossime quattro sfide abbordabili (Sampdoria, Empoli, Sassuolo e Udinese) prima del big match con la Juve
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FIRENZE - E adesso non chiamatela più "sorpresa". D'altronde il campionato è giunto all'undicesima giornata e ha appena imboccato il mese di novembre. La Fiorentina di Paulo Sousa è tornata in cima alla classifica, insieme all'Inter ma con una differenza reti migliore. E così a Firenze è tornato di moda un ritornello che quest'anno pare non voglia lasciare una città abituata alle bellezze artistiche e a quella voglia di migliorarsi. Sempre. "Salutate la capolista", il motivetto di tre parole che scorre come un fiume sui social. Così come le classifiche, a ricordare che il viola è tornato lassù. Nonostante una settimana terribile dal punto di vista dei risultati, che aveva prima scalciato la Fiorentina da quella prima posizione e poi annebbiato i pensieri europei con una sconfitta interna che proprio non ci voleva. Napoli, Roma e Lech Poznan. Sousa aveva raccolto zero punti e la favola pa…
FIRENZE - E adesso non chiamatela più "sorpresa". D'altronde il campionato è giunto all'undicesima giornata e ha appena imboccato il mese di novembre. La Fiorentina di Paulo Sousa è tornata in cima alla classifica, insieme all'Inter ma con una differenza reti migliore. E così a Firenze è tornato di moda un ritornello che quest'anno pare non voglia lasciare una città abituata alle bellezze artistiche e a quella voglia di migliorarsi. Sempre. "Salutate la capolista", il motivetto di tre parole che scorre come un fiume sui social. Così come le classifiche, a ricordare che il viola è tornato lassù. Nonostante una settimana terribile dal punto di vista dei risultati, che aveva prima scalciato la Fiorentina da quella prima posizione e poi annebbiato i pensieri europei con una sconfitta interna che proprio non ci voleva. Napoli, Roma e Lech Poznan. Sousa aveva raccolto zero punti e la favola pareva già ai titoli di coda. Pareva, appunto. Perché poi il calendario concede alla sua squadra due turni apparentemente facili, contro Verona e Frosinone, e l'opportunità di riprendere il cammino interrotto pochi giorni prima. E la reazione non si fa attendere. Sei punti, sei reti e il tecnico che dopo il 4-1 rifilato al Frosinone esce allo scoperto: "Se continuiamo così, possiamo arrivare in fondo". Come dire: guardate che questa Fiorentina fa sul serio. Altro che meteora.

TUTTI UTILI, NESSUNO INDISPENSABILE - Già. Perché non era facile mettere in pratica ciò che i viola pensano da settimane. Ovvero che ci sono tutte le componenti per lottare fino al termine del campionato. Vuoi perché le tre sconfitte consecutive avevano abbassato il termometro dell'entusiasmo, vuoi perché a Firenze ormai i tifosi cercano di vivere il momento con sempre più maturità. Eppure la Fiorentina ha dimostrato di saper reagire, immediatamente. E di essere spietata, cinica e a tratti devastante. Ne sa qualcosa Roberto Stellone, tecnico della formazione ciociara: "I viola sono i più forti del campionato e l'hanno confermato contro di noi". Ma quanto è differente questo primato rispetto a quello conquistato il 27 settembre? Quando Kalinic stese l'Inter a San Siro e proiettò la Fiorentina in vetta dopo 16 anni? Tanto, verrebbe da dire. Perché Sousa ha dimostrato di saper rigenerare i suoi anche dopo due battute d'arresto davvero pesanti. Con Napoli e Roma la prestazione non era mancata. Eppure sia azzurri che giallorossi non avevano fatto sconti, fermando per due turni una squadra che girava a mille nel motore. Il contraccolpo era lì, a un passo. E invece il tecnico portoghese ha continuato a lavorare. Testa bassa, umiltà e imprevedibilità al momento della formazione. E' questo il segreto. Tutti utili, nessuno indispensabile. Così contro il Frosinone ha schierato in campo Suarez, che fino a quel momento restava l'oggetto misterioso. Prestazione da riscatto e gol per lo spagnolo. Poi ha messo Rebic a destra. Rete che sblocca la gara e una serie di offensive inesauribili. Con Sousa giocano tutti. E il gruppo sta facendo la differenza. Uniti, compatti, decisi.

IL PATTO DEI VIOLA - C'è chi dice che dopo la sconfitta col Siviglia al Franchi, quando la Fiorentina uscì dall'Europa League in semifinale con Vincenzo Montella in panchina, i fischi dei tifosi viola spiazzarono così tanto i giocatori che qualcuno minacciò di andarsene. Fu lo stesso tecnico napoletano ad avvertire la piazza. E la dirigenza. Eppure in molti sono rimasti lì. E hanno prima assistito all'esonero di Montella e poi all'arrivo di Sousa. Il gruppo c'era. Deciso più che mai a riscattarsi e a dimostrare a Firenze che quel famoso ciclo non era affatto terminato. L'ex allenatore del Basilea è stato bravissimo a rigenerare alcuni elementi fondamentali, a prendere quell'attaccante di nome Kalinic che mancava e a trovare soluzioni offensive sempre più proficue. Così la Fiorentina ha unito il suo possesso palla schiacciante, ieri ha toccato 73.4% (record del campionato), a un attacco finalmente decisivo. Non è un caso che soltanto la Roma abbia segnato di più (25 vs 22 reti). E adesso il calendario dice: Sampdoria, Empoli, Sassuolo e Udinese. Prima della sfida che a Firenze vale quanto una stagione, quella del 13 dicembre contro la Juventus. Ma appunto. Da qui a quel giorno le occasioni per mantenersi in vetta non mancheranno. E questa è la sfida della Fiorentina. Ormai non più una sorpresa.