FIRENZE - "Ho esposto le mie idee sul piano tecnico e tattico, anche sul quello strutturale per una crescita comune, poi nella vita come si dice: meglio tardi che mai". Paulo Sousa alla vigilia della sfida contro il Chievo Verona (sabato ore 20.45) risponde così a chi chiedeva delucidazioni sul suo futuro da tecnico della Fiorentina. "Penso al presente", aveva ripetuto più volte nei mesi scorsi, mentre Andrea Della Valle assicurava di affidarsi al portoghese per aprire un nuovo ciclo insieme a lui. "Posso dare indicazioni su tutto ciò che penso ma poi devo ragionare esclusivamente sul campo", conclude il ragionamento Sousa pensando alla sfida col Chievo. Non una passeggiata, altro che. La stagione dei gialloblu resta tra le migliori della storia del club: "Stanno bene - dichiara il lusitano - hanno dei principi acquisiti da sempre e capaci di fare grandi prestazioni. In casa all'andata facemmo una gran partita, senza concedere niente. La loro idea di gioco è sempre la stessa e ci mettono tanta qualità". Ma la Fiorentina dovrà pensare a vincere, per consolidare la propria cultura. E' questo l'obiettivo da qui al termine della stagione, visto il quinto posto in classifica ormai quasi sicuro? "E' una grossa opportunità, per acquisire maggiore maturità. Dovremo fare di tutto e di più per vincere. L'atteggiamento deve essere questo".
Una battuta anche su Vecino e Ilicic, pedine fondamentali dei viola in forte dubbio per Verona: "Il primo non è a disposizione, mentre Josip si è allenato insieme al gruppo e valuteremo le sue condizioni".
"VINCERE PER CRESCERE DI MENTALITÀ'" - C'è spazio anche per un'analisi sulla stagione, non ancora terminata ma ben delineata. Quanto manca per arrivare al top? "Ci sono tanti fattori che influiscono, spesso ho parlato di cultura". Quella vincente, appunto. "La mia prima vittoria è la realizzazione e la crescita personale dei miei giocatori, coi risultati di conseguenza. Le aspettative che abbiamo alzato, ci fanno capire che possiamo competere: poi ci sono diversi fattori che influenzano i risultati. Domani abbiamo la possibilità di poter crescere ancora dal punto di vista della mentalità e dell'approccio, per gestire le difficoltà. E quando dico questo parlo dei giocatori, del mio staff e di me stesso". Dunque chiudere il discorso quinto posto, perché peserà molto sul futuro. Giusto? "Incide perché potremo avere maggior tempo per recuperare, dopo una stagione molto importante sul piano fisico e mentale. Quest'ultima componente è fondamentale e si riflette anche sull'inizio del prossimo campionato". Infine una battuta sul Leicester, realtà così distante da quella italiana: "Questione anche di cultura. Non succede con frequenza ma la cultura inglese permette anche questo".
Una battuta anche su Vecino e Ilicic, pedine fondamentali dei viola in forte dubbio per Verona: "Il primo non è a disposizione, mentre Josip si è allenato insieme al gruppo e valuteremo le sue condizioni".
"VINCERE PER CRESCERE DI MENTALITÀ'" - C'è spazio anche per un'analisi sulla stagione, non ancora terminata ma ben delineata. Quanto manca per arrivare al top? "Ci sono tanti fattori che influiscono, spesso ho parlato di cultura". Quella vincente, appunto. "La mia prima vittoria è la realizzazione e la crescita personale dei miei giocatori, coi risultati di conseguenza. Le aspettative che abbiamo alzato, ci fanno capire che possiamo competere: poi ci sono diversi fattori che influenzano i risultati. Domani abbiamo la possibilità di poter crescere ancora dal punto di vista della mentalità e dell'approccio, per gestire le difficoltà. E quando dico questo parlo dei giocatori, del mio staff e di me stesso". Dunque chiudere il discorso quinto posto, perché peserà molto sul futuro. Giusto? "Incide perché potremo avere maggior tempo per recuperare, dopo una stagione molto importante sul piano fisico e mentale. Quest'ultima componente è fondamentale e si riflette anche sull'inizio del prossimo campionato". Infine una battuta sul Leicester, realtà così distante da quella italiana: "Questione anche di cultura. Non succede con frequenza ma la cultura inglese permette anche questo".