Sport

Fiorentina, Sousa: "Segniamo poco, ma siamo in crescita"

Il portoghese alla vigilia del secondo match del girone, contro il Qarabag: "Dovremo avere fame per vincere la partita. Zarate può ancora fare la differenza, Stimo tantissimo Chiesa. L'anno scorso in Europa partimmo male e questo ci ha condizionato"

2 minuti di lettura
FIRENZE - Con una difesa da inventare e una gara assolutamente da vincere. Perché domani sera, ore 19 al Franchi, arriva il Qarabag. Non certamente tra le avversarie più insidiose del girone J, ma con quell'orgoglio che due anni fa fece avere un sussulto all'Inter sfiorando l'approdo ai sedicesimi di finale. Insomma, guardia alta e fame di vittoria. Così come richiesto da Paulo Sousa alla vigilia del match. Il portoghese è alle prese con qualche dubbio di formazione, dal momento che sia Astori che Gonzalo Rodriguez sono infortunati e Ilicic stamattina ha saltato l'allenamento di rifinitura per un problema alla caviglia.
Quanto è importante cominciare bene la competizione al Franchi?
"Anche a Salonicco abbiamo incontrato un avversario forte e siamo partiti bene, meritando la vittoria che però non è arrivata. Dobbiamo dare continuità al lavoro e alla crescita della squadra. Pensiamo a migliorare la finalizzazione del nostro gioco. Il Qarabag ha lo stesso allenatore da nove anni, hanno esperienza in Europa e il calcio italiano conosce questa squadra: dobbiamo avere lo spirito giusto e avere fame per vincere la gara". 
La migliore difesa del campionato, ma in attacco qualcosa non va...
"Tutti i centrocampisti o i playmaker vicini alla punta, si stanno proponendo affinché si possa finalizzare più spesso. Così come stiamo lavorando anche nella qualità dei cross. A eccezione delle sfida con Juventus e Udinese, abbiamo fornito un buon numero di tiri e cross, creando alternative rispetto al modulo e ai giocatori impiegati. Stiamo crescendo". 
Però manca il guizzo in attacco: Zarate potrebbe tornare utile?
"Gli assenti hanno sempre ragione. Capisco anche se qualcuno di voi ha dei preferiti, è normale. Lavoro cercando di dare a tutti le stesse opportunità, poi sta a loro darmi le garanzie per poter giocare. Abbiamo fatto delle scelte, anche a livello di squadra, che comportano un po' di tempo per poterci lavorare. Abbiamo preso un altro tipo di strada e adesso stiamo crescendo seguendo questo percorso, affinché ognuno possa dare il massimo all'interno di questo tracciato. L'approccio di Mauro? Non è solo questione di egoismo. Prima di andare in vacanza avevamo avuto una conversazione e lui voleva capire se fosse ancora importante. Può ancora fare la differenza. E sono chiaro: tutti quelli che hanno l'atteggiamento giusto a livello di tecnica e tattica, hanno maggiori possibilità degli altri. Voglio competizione tra loro, perché alza il livello della squadra". 
Cosa le ha insegnato la passata edizione di Europa League?
"Siamo partiti male l'anno scorso e questo ha pesato sul resto del girone. Così come non eravamo intensi a livello mentale per poter vincere la partita". 
Come vede in questo momento Federico Chiesa?
"Tutti hanno possibilità di giocare, stimo tantissimo Federico. Ha una base di esterno d'attacco ma domina bene anche gli spazi interni senza pallone. E' un ottimo finalizzatore, sia di testa che di piede. Crossa bene, ha cattiveria agonistica e avrà sempre maggiori possibilità per affermarsi a livello professionale. E' una bandiera e ci credo tanto". 
Il centrocampo, cosa sta chiedendo a Cristoforo?
"Si è già integrato, anche nel corso della partita. E' un gruppo fantastico e come allenatore non posso chiedere di più. Mi sento sempre in debito. A Cristoforo è mancato il pre stagione e quindi deve ancora crescere e integrarsi al meglio per poterci dare una mano. E' intelligente e prima o poi avrà il suo spazio anche dal primo minuto. Simile a Badelj? No, completamente diverso: giocava a due, è intenso nelle due fasi di transizione offensiva e difensiva ma deve migliorare dal punto di vista della costruzione di gioco". 

VECINO: "STO TORNANDO AL 100%" - Insieme a Paulo Sousa in sala stampa anche il centrocampista uruguaiano Matias Vecino: "Sarà una sfida molto importante, dobbiamo giocare nel modo migliore per fare tre punti. La fame di arrivare il più lontano possibile è la stessa dell'anno scorso. Il campo europeo ti dà grande esperienza e lo sarà anche per chi debutterà. Che ne pensa di Sanchez? La competizione c'è sempre, in ogni squadra, e nel mio caso mi fa dare qualcosa in più. Voglio migliorarmi e sono contento se i nuovi si integrano al meglio. Adesso sto bene, anche se non sono al 100% dopo l'infortunio. Perché non concretizza di più? Tiro spesso ma dipende anche dalla posizione e da quel che chiede il mister. Cosa l'ha spinta a rimanere a Firenze? Ero convinto dal termine della scorsa stagione, qui sto bene". 
I commenti dei lettori