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Fiorentina, Sousa: "Intensità e convinzione, o con il Crotone sarà dura"

Il tecnico viola vuole proseguire sulla strada intrapresa a Cagliari: "Abbiamo bisogno che la forma di tutti sia al top per arrivare ai risultati"
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FIRENZE - Don't stop me now, cantavano i Queen. E' questo il messaggio che Paulo Sousa sembra scandire in sala stampa alla vigilia della sfida con il fanalino di coda Crotone. Perché il calendario è alla portata dei viola, la vittoria col Cagliari ha rasserenato un po' tutto l'ambiente e la voglia è quella di riprendersi le prime posizioni in classifica. Gara dopo gara, scalando una graduatoria che non può ancora soddisfare club e tecnico portoghese. Certo, mai sottovalutare chi si ritrova invischiato nella lotta per non retrocedere. Ma la Fiorentina, specie dopo la cinquina rifilata al Sant'Elia, non può fermarsi proprio adesso. E Sousa lo ribadisce in sala stampa, per tenere alta la concentrazione contro un'avversaria che in fondo non avrà nulla da perdere. 
 
C'è il rischio di sottovalutare l'avversario?
"Dico solo che il Crotone ha sempre segnato, eccezion fatta per due gare (Bolog…
FIRENZE - Don't stop me now, cantavano i Queen. E' questo il messaggio che Paulo Sousa sembra scandire in sala stampa alla vigilia della sfida con il fanalino di coda Crotone. Perché il calendario è alla portata dei viola, la vittoria col Cagliari ha rasserenato un po' tutto l'ambiente e la voglia è quella di riprendersi le prime posizioni in classifica. Gara dopo gara, scalando una graduatoria che non può ancora soddisfare club e tecnico portoghese. Certo, mai sottovalutare chi si ritrova invischiato nella lotta per non retrocedere. Ma la Fiorentina, specie dopo la cinquina rifilata al Sant'Elia, non può fermarsi proprio adesso. E Sousa lo ribadisce in sala stampa, per tenere alta la concentrazione contro un'avversaria che in fondo non avrà nulla da perdere. 
 
C'è il rischio di sottovalutare l'avversario?
"Dico solo che il Crotone ha sempre segnato, eccezion fatta per due gare (Bologna e Roma, ndr). Vorranno conquistare punti preziosi, hanno quella fame di sopravvivenza che può aiutare molto a livello di energia e intensità. Se noi non siamo preparati e non abbiamo la stessa fame, avremo difficoltà. Non ci possiamo permettere cali di concentrazione e di ritmo - dichiara il portoghese - perché dobbiamo fronteggiare squadre più attrezzate di noi che riescono a fare la differenza con due o tre giocatori. Ripenso alla sfida col Verona di anno scorso (1-1 al Franchi, ndr). Dobbiamo dare continuità, al gioco e alla vittoria". 
 Come sta la squadra, c'è qualcuno in dubbio?
"Abbiamo avuto due botte a livello muscolare, Salcedo e Bernardeschi. Ieri hanno avuto un giorno di recupero, oggi si sono allenati tutti a pieno ritmo". 
 E' giusto affermare che domenica la Fiorentina si è ritrovata? 
"Sicuramente siamo stati molto più continui, a tratti ho rivisto la mia Fiorentina. L'influenza dei singoli è molto importante: quando anche anno scorso, per esempio, abbiamo perso un giocatore questo ci è costato molto. E' inutile nasconderlo, perché poi si perdono convinzioni: che vuol dire anche intensità nelle singole azioni per vincere le partite. Abbiamo bisogno che la forma di tutti sia al top per arrivare ai risultati". 
 La vittoria di Cagliari può essere la svolta?
"Dobbiamo continuare a essere intensi e convinti dei propri mezzi per far sì che il dominio che abbiamo, ci possa aiutare a vincere le partite". 
 Ha avuto un ruolo nell'affare Capezzi?
"Il mio ruolo più influente da quando sono arrivato, su un singolo giocatore, è stato rispetto a Kalinic anno scorso. Con la società ho cercato di valorizzare tutti i giocatori: un esempio è Marcos Alonso, che poteva essere venduto a quattro milioni un anno fa. Non ho però mai avuto influenza sul mercato ma ho sempre dato un giudizio quando il direttore me l'ha chiesto. Poi penso ad allenare al meglio". 
 Questione Badelj: è ancora distante dal suo momento migliore?
"Con lui come con tutti, l'unico modo è quello di lavorare. Milan non è ancora arrivato al suo momento migliore, certo. Questo ci crea maggiore difficoltà a vincere le partite. Non è una questione di competitività, però". 
 C'è un problema della sua squadra sui calci piazzati?
"Si, è vero. Una buona percentuale delle gare che si vincono passa dai calci piazzati. Alcuni avversari hanno varianti e giocatori importanti, sia in aggressività che in altezza nel gioco aereo. Credo che potevamo evitare i gol su calcio d'angolo a Cagliari, dovevamo prendere decisioni migliori e spero che questo non si ripeta nelle prossime gare. Marcare a uomo? Ognuno prende le decisioni che reputa migliori. La nostra è quella di marcare a zona". 
 Sta pensando di schierare in futuro una difesa a quattro?
"Anno scorso la maggior parte delle volte ci siamo difesi con una linea a quattro. Le linee sono più o meno le stesse, poi molto dipende dalla bravura degli avversari. A Cagliari nel momento di costruzione, abbiamo creato spazi che hanno permesso poi anche a Bernardeschi, per esempio, di trovare maggiormente la porta. Così come Ilicic, che nei primi minuti di difficoltà ci ha dato una mano. Stessa cosa vale per Tello. Sono stati bravi i ragazzi, hanno dato velocità al nostro gioco. Il concetto è sempre lo stesso, ci sono state pochissime partite nelle quali abbiamo difeso a tre. Alonso a livello difensivo era superiore, ci dava più opzioni: Maxi Olivera è più offensivo, ci dà spinta".