FIRENZE - Un gol per regalare una grande gioia ai tifosi e poi dirsi addio? Sembrerebbe proprio così. Il futuro di Nikola Kalinic, attaccante croato che ha aperto la sfida poi vinta dalla Fiorentina contro la Juventus, adesso è davvero in bilico. Perché il Tianjin Quanjian, club allenato da Fabio Cannavaro e interessato al croato, potrebbe compiere il passo decisivo. Tanto che Pantaleo Corvino, direttore generale della Fiorentina, è volato a Milano per tenere sotto controllo la situazione relativa al giocatore e, eventualmente, ai sostituti. Un interesse, quello dei cinesi, che sembrava esser calato a ridosso della sfida contro i bianconeri. Poi l'accelerata, nelle ore più calde per il destino di un ragazzo di 29 anni appena compiuti, pagato dalla Fiorentina nell'estate del 2015 per 5,5 milioni di euro. Sul giocatore pende una clausola rescissoria da 50 milioni e i cinesi sarebbero pronti ad avvicinarsi per accontentare i viola e il giocatore, al quale hanno proposto un quadriennale da oltre 10 milioni di euro a stagione. Cifre davvero enormi, nonostante le voci di un blocco al mercato imposto dal governo cinese alle operazioni di mercato in entrata.
TUTTO NELLE MANI DEL GIOCATORE - Si profilerebbe così, dunque, una maxi plusvalenza per la Fiorentina. Dopo la vittoria con la Juventus, il presidente onorario Andrea Della Valle aveva rimesso nelle mani del croato la decisione finale facendo capire che il discorso fosse più delicato di quanto si potesse immaginare. Perché a 29 anni si è nel pieno della maturità professionale e la vetrina europea è tutt'altra roba rispetto a un campionato, quello cinese, sicuramente ricco ma non così attraente per pubblico e competitività. Chissà se sarà ancora così per molto, però, stando alle cifre enormi che i club cinesi stanno immettendo sui campionati europei senza dare impressione di voler smettere proprio adesso.
DALL'EST ALL'ORIENTE, LA CINA NEL DESTINO? - Kalinic arrivò a Firenze nell'estate del 2015 dal Dnipro e fu pagato praticamente niente dai viola. In realtà avrebbe dovuto fare il secondo a Babacar, prima di rivelarsi nel campionato italiano e incarnando il girone d'andata fantastico dei viola che conquistarono vetta della classifica e attenzioni in Italia e non solo. In questa stagione ha rappresentato un punto di riferimento non solo per i gol messi a segno, 13 tra campionato ed Europa League, ma anche per il gioco di Paulo Sousa. Tanto che il suo arrivo a Firenze è stato fortemente voluto dal tecnico portoghese, che lo seguiva e conosceva fin dalla sua esperienza (non certo gratificante per Kalinic) in Inghilterra. Chissà cosa penserà adesso, mentre rischia di perdere una delle pedine più importanti della sua squadra, sotto gli assalti cinesi che disarmano il calcio europeo. Già, chissà. La sensazione è che presto, forse prima del previsto, questa storia arriverà a conclusione.
TUTTO NELLE MANI DEL GIOCATORE - Si profilerebbe così, dunque, una maxi plusvalenza per la Fiorentina. Dopo la vittoria con la Juventus, il presidente onorario Andrea Della Valle aveva rimesso nelle mani del croato la decisione finale facendo capire che il discorso fosse più delicato di quanto si potesse immaginare. Perché a 29 anni si è nel pieno della maturità professionale e la vetrina europea è tutt'altra roba rispetto a un campionato, quello cinese, sicuramente ricco ma non così attraente per pubblico e competitività. Chissà se sarà ancora così per molto, però, stando alle cifre enormi che i club cinesi stanno immettendo sui campionati europei senza dare impressione di voler smettere proprio adesso.
DALL'EST ALL'ORIENTE, LA CINA NEL DESTINO? - Kalinic arrivò a Firenze nell'estate del 2015 dal Dnipro e fu pagato praticamente niente dai viola. In realtà avrebbe dovuto fare il secondo a Babacar, prima di rivelarsi nel campionato italiano e incarnando il girone d'andata fantastico dei viola che conquistarono vetta della classifica e attenzioni in Italia e non solo. In questa stagione ha rappresentato un punto di riferimento non solo per i gol messi a segno, 13 tra campionato ed Europa League, ma anche per il gioco di Paulo Sousa. Tanto che il suo arrivo a Firenze è stato fortemente voluto dal tecnico portoghese, che lo seguiva e conosceva fin dalla sua esperienza (non certo gratificante per Kalinic) in Inghilterra. Chissà cosa penserà adesso, mentre rischia di perdere una delle pedine più importanti della sua squadra, sotto gli assalti cinesi che disarmano il calcio europeo. Già, chissà. La sensazione è che presto, forse prima del previsto, questa storia arriverà a conclusione.