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Fiorentina, Sousa: ''La squadra è con me, il futuro ora non conta''

Paulo Sousa (agf)
Il tecnico viola: ''Quel che si vede in campo è una garanzia". A Bergamo per il rilancio
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FIRENZE - Un'isola felice che vola sulle ali dell'entusiasmo e sogna la Champions contro l'apatia di una stagione che difficilmente passerà alla storia. Atalanta e Fiorentina si affronteranno domani 5 marzo (ore 12,30) per una gara che racconta di due universi totalmente sbilanciati. Almeno finora. All'andata i viola non riuscirono ad andare oltre a un piatto 0-0, col quale i bergamaschi fecero il carico di fiducia. Basta dare uno sguardo alla classifica: dopo la vittoria al San Paolo, adesso la formazione di Gasperini sogna. E in grande. Paulo Sousa, che fa i complimenti al suo collega, parte proprio dalla rivelazione del campionato per presentare la gara. 
 
Che partita si aspetta contro la rivelazione del campionato?
"Ci arriviamo allo stesso modo di quando prepariamo queste sfide, per vincerle. Giocheremo in una piazza che sarà felice per questo momento e dovremo essere contenti di poter giocare lì. Siamo fieri di quel che possiamo fare, vogliamo migliorare i nostri errori che ci sono costati molti punti. Loro stanno facendo bene, sono in un momento molto positivo e di qualità: complimenti al mio collega e auguri per il futuro. Sono questi gli esempi che ci stimolano a migliorare per arrivare a quei livelli". 
 
La sua squadra ha subìto 37 gol: errori individuali o collettivi? 
"Quando vincevamo, anno scorso, ho sempre ripetuto che non eravamo imbattibili. E le aspettative di inizio stagione erano più basse rispetto a quel che poi abbiamo generato. Riuscivamo a fare gol, a sorprendere ma gli errori ci sono sempre stati. Poi quando calano i risultati, si evidenziano anche gli errori. Non voglio approfondire, però: non è questo il momento. Ho sempre cercato di allenare ciò che ho". 
 
Qual è la vera Fiorentina? Quella contro la Juve o quella col Borussia?
"Quella ambiziosa, che crea, che fa gol. Nella grande maggioranza della partita il controllo sugli avversari: a volte siamo più concreti, altre riusciamo a soffrire. Poi gli errori o quel che siamo in difesa non ci lasciano vincere le partite". 
 
Bernardeschi e Ilicic: come stanno? Possono giocare?
"Ilicic si è allenato ieri, Federico ancora no. Bernardeschi ha sempre dato la sua disponibilità per le scorse due partite e non ho mai commentato. Per ogni allenatore è sempre straordinaria questa disponibilità: questa è leadership. Babacar? Sta lavorando molto bene, sta crescendo anche a livello tattico e gestisce meglio la complessità di gioco e interagisce di più con gli altri reparti".  
 
Crede che le rimonte subite denotino l'assenza di un leader?
"Abbiamo parlato più volte del carattere, anche dopo la sconfitta di Empoli (anno scorso, ndr). Cerchiamo di migliorarci sempre". 
 
Ci sono giovani da poter inserire da qui al termine della stagione?
"Sui giovani sono sempre stato chiaro. Non ci sono giovani o meno giovani, ma solo quelli che ci possono aiutare a vincere o no. Cercherò di aiutare Hagi ad avere più tempo per inserirsi, il suo percorso di maturazione sta proseguendo e spero possa avere più minuti da qui al termine della stagione". 
 
L'Atalanta è il vero modello per le squadre medio-piccole?
"Non lo è da oggi. Da anni ha un percorso, una filosofia calcistica e una cultura di società che sta dando i suoi frutti. Così si può arrivare a determinati traguardi". 
 
Chiesa ha detto che lei è stato un genio, a inserirlo subito...
"Da quando ho preso la decisione di diventare allenatore, ho sempre pensato di migliorare i miei giocatori e far diventare i calciatori il più intelligenti possibile. Dare continuità al loro progresso". 
 
Ha la sensazione che i suoi giocatori stiano tutti dalla sua parte?
"Quel che si vede in campo è una garanzia in questo senso. Credono in quel che proponiamo, ci provano al massimo in campo e fino a oggi mi hanno sempre dimostrato tutto ciò". 
 
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