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Fiorentina, Astori: "Mi sento un riferimento, lo farei da capitano"

Il difensore si candida a ruolo di leader: "Vediamo se con la fascia al braccio". Su Bernardeschi: "E' molto ambizioso e vuole arrivare in alto il prima possibile ma non è stato facile per lui dire di no alla viola"

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MOENA - In cerca di un'identità, tra cessioni pesanti e la curva Fiesole che continua a manifestare la propria rabbia dopo il passo indietro della società. "Cerchi l'appoggio dei 4 quartieri, quando ci sputavi addosso fino a ieri. Cognigni vattene", l'ultimo striscione affisso allo stadio Franchi e firmato dal gruppo 1926. Il riferimento è alla campagna abbonamenti, intitolata appunto "4 quartieri, 1 cuore viola" che punta sull'orgoglio di Firenze con i colori del Calcio Storico Fiorentino. Eppure il tecnico Stefano Pioli, che nei primi giorni del ritiro a Moena si è mostrato carico e pronto a dialogare con tutti i giocatori che avrà a disposizione, può puntare anche su alcuni leader dentro e fuori dal campo dai quali ripartire e avviare un nuovo ciclo. Uno di questi, senza dubbio, è Davide Astori. Il sorriso di certo non gli manca, così come il dg Corvino ha deciso di partire proprio dalla difesa per rinforzare un reparto che negli ultimi anni, specie con Paulo Sousa, ha scricchiolato e non poco. Risolta la questione del terzino destro (è arrivato Bruno Gaspar), che da queste parti era divenuto quasi un tabù, sono arrivati anche Milenkovic e Vitor Hugo. E forse qualcosa potrebbe cambiare anche sulla sinistra. 
 
ASTORI: "IL RIFIUTO DI BERNA E' STATO SOFFERTO" - Astori è pronto a prendere la fascia da capitano e caricarsi la Fiorentina che verrà sulle spalle. E all'orizzonte un traguardo davvero importante: il Mondiale 2018 in Russia. Tanti buoni motivi per crederci. "La figura del capitano è di riferimento per tutti - dichiara il difensore in sala stampa - poi però nello spogliatoio ci sono altri elementi che possono rappresentare la squadra. Io mi sento già uno di questi, poi vedremo se avrò anche la fascia al braccio". I malumori dei tifosi comunque non si fermano ma Astori prova a rassicurare: "Siamo certi che sarà una squadra competitiva. La piazza è ambiziosa e lo è anche la società, nonostante qualche dichiarazione fuori pista. Il comunicato della Fiorentina mi ha sorpreso ma devono dare loro delle risposte". Poi il classe '87 parla anche di chi ha lasciato i viola o lo farà prossimamente. Tipo Bernardeschi: "E' un ragazzo sensibile, una persona che ha a cuore la Fiorentina. E' molto ambizioso e vuole arrivare in alto il prima possibile ma non è stato facile per lui dire di no alla Fiorentina". Oppure Borja Valero, appena passato all'Inter: "E' stata una cessione voluta da entrambe le parti.  La Fiorentina non ha fatto grosse opposizioni alla sua cessione e lui ha accettato l'Inter". 
 
PROVE DI DIFESA TITOLARE - Mercoledì 12 luglio si disputerà la prima amichevole del ritiro nella val di Fassa, contro una selezione di giocatori locali. E chissà che non si possa vedere in campo la difesa tipo, quella a quattro formata da Bruno Gaspar a destra, Astori e Vitor Hugo centrali e Maxi Olivera sulla sinistra. Già, nell'allenamento mattutino Pioli ha provato a registrare i movimenti della difesa titolare. Che differenze tra l'ex tecnico dell'Inter e Sousa sotto questo aspetto? "Sicuramente nella cura della fase difensiva Pioli è un tecnico molto più italiano - dice Astori - Puntiamo a divertirci, magari prendendo qualche gol in meno". E il feeling col nuovo tecnico sarà fondamentale: "E' una persona alla mano - continua il difensore - un punto di riferimento con cui parlare di qualsiasi cosa. Ci farà sentire a proprio agio, ha allenato squadre di grande livello e spero riesca a trasmetterci il suo entusiasmo". Che poi, a sua volta, Astori dovrà trasmettere a una squadra che in questa stagione sta subendo una trasformazione. Un processo di ringiovanimento in attesa che possa iniziare un nuovo ciclo. Tra partenze e nuovi arrivi. "Saremo competitivi", ripetono tecnico e Astori, probabilmente il futuro capitano della squadra. Adesso starà a Corvino dare concretezza alle parole. 
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