"E' una giornata bellissima, sono davvero contento di essere accanto a un giocatore che nella sua vita ha solo vinto, e tanto - dice Barone - C'è tanta emozione. Ringrazio il presidente Commisso, a nome di tutta la Fiorentina, che continua a darci questa grandissima opportunità. Non vogliamo deludere ma fare qualcosa di bello, con tempo e pazienza. Ringrazio due persone speciali: il procuratore Migliaccio e i legali. Nella lista fatta con Pradè c'era anche Ribery. E' una giornata importante perché tanti altri, adesso, iniziano a guardare alla Fiorentina. Stiamo salendo piano piano a livelli internazionali".
Fiorentina, presentazione da star per Ribery
Presentazione spettacolare in puro stile americano: così lo stadio Artemio Franchi di Firenze ha accolto Franck Ribery. Ilfrancese ha ricevuto un autentico bagno di folla davanti ai suoi nuovi tifosi. Erano in quasi 10mila. Ribery è entrato già in tenuta da gioco, attraverso un'ala di fumogeni e sulle note della celebre canzone 'The eye of the tiger' è esibito in una serie di palleggi. Applausi e cori da parte dei tifosi per lui, ma anche per i dirigenti Daniele Pradè e Joe Barone.
Queste le parole di Ribery, che fa anche una battuta: "Io ho cinque bambini, ho bisogno di una casa grande e l'ho detto anche a Barone" (il francese ride, ndr).
Perché ha accettato questa sfida a Firenze?
"Abbiamo parlato tutti insieme e abbiamo trovato l'accordo. Sono molto felice di essere qui, ho visto nella dirigenza viola tanta motivazione. Mi hanno voluto fortemente, hanno avuto fiducia. Mia moglie è stata decisiva perché la mia famiglia conta tanto".
La sfida con CR7: è qui anche per questo?
"Sono venuto in Serie A perché è un grande campionato, ci sono grandi squadre. Non voglio essere il concorrente di Ronaldo, voglio aiutare la Fiorentina".
Vorrebbe giocare fino a 40 anni come Totti?
"Il calcio è la mia vita, volevo rimanere in Europa e sono stato fortunato ad aver trovato la Fiorentina. Ho grande rispetto per Totti, come giocatore e come persona: vorrei giocare fino a 40 anni come lui. Mi sono infortunato a gennaio, poi il mister ha fatto altre scelte puntando sui giovani ma quando mi ha chiamato, ho sempre risposto presente".
Cosa vorrà dare Ribery a Firenze e alla Fiorentina?
"Ho firmato per due anni perché spero di essere ancora decisivo in campo, poi voglio aiutare i giovani e dare qualcosa di nuovo, come ambizione, a questa società. Vorrei che arrivassimo entro le prime cinque e magari le prime tre questa stagione".
Cosa pensa della Serie A?
"Ci sono grandissimi calciatori, è un bellissimo campionato. In Italia c'è una cultura speciale, la gente ama e vive per il calcio. Sarà una bella esperienza per me, voglio divertirmi in campo".
L'accoglienza dei tifosi viola è stata incredibile...
"E' stata speciale: la gente appassionata di questa città mi ricorda quella di Marsiglia. Ci sarà lo stadio pieno e tutto questo mi spinge a dare il massimo per i tifosi e lottare per questa maglia".
E' vero che poteva tornare anche in Francia?
"Sì, ci sono stati dei contatti ma la via volontà era quella di andare in un paese in cui non ero mai stato. Qui c'è una bellissima mentalità e si mangia bene. Toni? Sì, ci ho parlato, per me è come un fratello".
Giocherà con Federico Chiesa: che pensa?
"Quando ho parlato con Barone e Pradè mi hanno detto che Chiesa è un ottimo giocatore. E' forte, veloce, ha un bel dribbling. Il mio obiettivo è quello di aiutare i giovani, la mia mentalità è questa. Spero di parlare tanto con lui, in allenamento e prima della partita".
Si ricorda della gara coi viola in Champions nel 2010?
"Ricordo quella gara, lo stadio e i tifosi molto caldi. Abbiamo avuto la fortuna di qualificarci e di passare il turno, erano gare molto combattute".
Beckenbauer lo definì un "biglietto della lotteria vinto"...
"Penso che abbia ragione. Lo ha capito subito, è grazie a lui se sono rimasto per tanti anni a Monaco e per me è davvero una grande persona. Spero di essere un biglietto vincente della lotteria anche qua, anche se non sono stato pagato nulla..." (ride, ndr).
Come si diventa Ribery? Come lo spiegherebbe a un giovane?
"Oggi i giovani sono diversi rispetto alla mia generazione, penso a quelli del 2006 del Mondiale come Zidane. Voglio insegnare ai giovani, dicendo che devono pensare al calcio, avere fame, divertirsi. Oggi vediamo tanti giovani di 20 anni che dopo tre partite in prima squadra credono di essere già arrivati. Sono stato 12 anni al Bayern, ho sempre lavorato e questo è frutto di quel che ho fatto".
Si sente già pronto per giocare sabato contro Ancelotti?
"Sono contento perché ho fatto il primo allenamento con la squadra, però prima mi sono allenato spesso da solo anche con allenatore privato. Quando sei con la squadra e fai la preparazione, giochi delle partite, è un'altra cosa. Sono libero di testa, posso pensare solo al campo. Ho bisogno ancora di qualche giorno, però: poi se il mister ha bisogno di me, ci sono. Non sono pronto per giocare tutta la gara ma per 5, 10, 20 minuti ci sono".
Quali sono le sue prime impressioni della squadra?
"Ho trovato un gruppo bellissimo. Tutta la squadra mi ha mandato un video e io insieme a mia moglie ho deciso di venire qui. E' un gruppo tranquillo, con una buona atmosfera".
Che uomo è oggi, a 36 anni, Franck Ribery?
"E' vero che ho incontrato difficoltà fin da giovane, sono cresciuto per strada. Ma sono una persona con dei principi e dei valori, come quello di non dimenticare mai da dove vengo. Sono semplice e rispettoso. Ho avuto un incidente da bambino ma ho formato il mio carattere: ho un grande cuore, voglio bene alle persone a me care e ho fatto tante cose nella mia vita per aiutare chi ho accanto. Come la mia famiglia".
Chi ammirava della Fiorentina in passato?
"Ce ne sono stati tanti. La Fiorentina ha conosciuto grandi giocatori e per questo la città vive e ama il calcio puntando sempre a crescere. Spero di riuscire a far bene: questa è una squadra con una storia. Me ne hanno parlato tante persone: ci ho pensato e ho preso questa decisione".