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Fiorentina, Iachini ritrova Ribery: "Uno come lui cambia tutto"

Giuseppe Iachini (cge)
Il tecnico viola schiererà il francese contro la Roma. Non ci sarà Pezzella, tocca a Martinez Qarta
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FIRENZE - Ribery ce la fa, Pezzella no, Borja Valero forse. La Fiorentina che farà visita alla Roma (domenica 1 novembre, ore 18) è a caccia di conferme. Il gioco ancora non c'è e la classifica non è avvincente. I viola del tecnico Beppe Iachini, che in settimana hanno battuto il Padova in Coppa Italia con qualche brivido di troppo, dovranno dare continuità ai propri risultati in campionato e migliorare quell'aspetto mentale che in alcune situazioni ha inciso troppo. Passare in vantaggio e farsi rimontare, senza riuscire a ottenere quei punti sperati. Come fare? Iachini intanto pensa alla soluzione offensiva: Ribery insieme a Callejon e centrocampo di qualità con Amrabat, Bonaventura e Castrovilli. Queste le parole del tecnico viola alla vigilia del match. 
 
Ribery è pronto a prendere per mano la squadra in queste difficoltà? 
"Come Pezzella, Borja Valero e Callejon, sono giocatori che sul campo quando stanno bene ti possono dare una mano e ti cambia tutto. Per personalità, fiducia, per far crescere anche i giovani sotto il profilo della personalità, su come ci si deve approcciare. Ribery per noi è importante. In queste prime partite, il fatto di non averlo avuto in buone conduzioni è stato penalizzante. Sapevamo che sarebbe stato un  momento difficile, abbiamo perso qualche giocatore che è andato con la propria nazionale. Altri sono arrivati negli ultimi giorni di mercato, con poca preparazione. Abbiamo margini di miglioramento sotto questo aspetto, dobbiamo crescere assieme e ci stiamo lavorando". 
Dzeko è il pericolo numero uno per la difesa viola?
"E' molto importante per la Roma, per gol e gioco della squadra. Sa fare tutto e dà profondità alla squadra: la Roma è un'ottima squadra con un grande allenatore. Ha tanta qualità e dovremo fare una grande prestazione". 
Per Martinez Quarta un test molto complicato coi giallorossi...
"La perdita di Pezzella è stata fondamentale, così come dei giocatori che abbiamo perso per le nazionali. Abbiamo preso qualche gol banale, particolare. Sappiamo che abbiamo aggiunto alla difesa dei ragazzi giovani, Quarta sta lavorando con noi da 15 giorni, si sta inserendo al meglio e ci auguriamo possa farlo il più velocemente possibile". 
Callejon può essere la chiave per cambiare alcune situazioni tattiche?
"Quando ci sono state le voci di Chiesa che poteva andare via, ho chiesto alla società Callejon. Per la sua esperienza e per la possibilità di variare tatticamente. Sento molto parlare di modulo ma abbiamo creato più situazioni da gol rispetto ad altre squadre. Non sono preoccupato per la fase offensiva, nonostante i nostri attaccanti non abbiano fatto tanti gol. Portiamo tanti giocatori in rete e questo vuol dire che a livello tattico la squadra crea occasioni ed è imprevedibile. A Callejon va accorciato il campo, non può fare la fascia, nel Real Madrid giocava da attaccante e lui predilige giocare in quella posizione. Si sente più attaccante, può darci tante soluzioni offensive efficaci. Poi se la sua condizione fisica migliorerà allora potremo pensare anche ad altre soluzioni sulle quali stiamo già lavorando". 
Su chi puntare come attaccante? 
"Sto valutando anche l'ipotesi di Ribery e Callejon insieme. Stanno crescendo anche i giovani con tranquillità, coi loro tempi e nel frattempo questa può essere una valutazione: attacco rapido, che non dà riferimenti, con fantasia e imprevedibilità". 
Come risolvere il problema mentale che ha questa squadra?
"Ci sono momenti in una stagione in cui nel campo non sempre ti riesce tutto alla perfezione. In questa fase abbiamo subìto una rimonta, come quella di Milano, che ci ha lasciato un po' di scorie mentre con lo Spezia è stato tutto più casuale. Ci sta che qualche scoria ci sia rimasta addosso. Adesso dobbiamo superare questo problema mentale che ci fa avere timore quando prendiamo gol. Come? Dobbiamo sempre avere un atteggiamento propositivo, essere sempre più alti. Accusiamo un po' troppo alcuni episodi, dobbiamo lavorare per superare questo ostacolo per cercare di avere una squadra sempre con la stessa intensità. L'importante è sempre andare in vantaggio di due gol, così per noi è più facile gestire questo vantaggio". 
Duncan e Pezzella possono incidere sul cambio modulo?
"Duncan sta facendo bene, abbiamo scelto la strada della qualità in mezzo al campo con mezzali propositive e questo ci ha portato dei vantaggi. E' chiaro che abbiamo perso qualcosa sotto il profilo dell'equilibrio. Dobbiamo lavorarci, abbiamo scelto un percorso di qualità con giocatori che si inseriscono. Parliamo di 3-5-2 ma poi i nostri giocatori cambiano posizione". 
Cosa si può fare per battere la Roma?
"E' una squadra forte, sarà una gara insidiosa. Hanno tanti giocatori di qualità, si sono rinforzati in difesa ed è un gruppo temibile. Andremo a Roma a fare la nostra gara, per determinare e non perdere la nostra caratteristica: quella di fare gol, di giocare con personalità con tutto quello che abbiamo preparato per mettere in difficoltà gli avversari. Ce la dobbiamo giocare con personalità. Vorrei rivedere la Fiorentina che ho visto a Milano, evitare gli errori che sono stati fatti. Una squadra convinta di potersi giocare le sue chances, crescendo insieme". 
Un commento sugli scontri in piazza a Firenze? 
"Mi dispiace molto, stiamo vivendo un momento molto particolare. C'è vita oltre il calcio, piena di tensione e paura. I timori sul futuro ci sono, il problema sociale c'è. Il coronavirus ha stravolto tutto, anche nel calcio. Se c'è un positivo, si fermano tutti. Questo non è calcio e fuori non è vita. Tensioni, insicurezze, errori. E' un momento molto difficile e dovremo essere ancora più uniti, compatti. E' arrivato il momento di dare una mano a chi ne ha bisogno". 
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