Fiorentina, Iachini si gioca la panchina a Parma. Callejon positivo al Covid
di Matteo Dovellini , di Matteo DovelliniAl Tardini il tecnico deve vincere per evitare l'esonero, al suo posto sarebbe già pronto Prandelli: "Nessuno mi ha chiesto di dimettermi". Il giocatore spagnolo, asintomatico, è già in isolamento
FIRENZE - Jose Callejon è positivo al coronavirus e la Fiorentina torna nella bolla prevista dal protocollo anti contagio. Una notizia che come un fulmine a ciel sereno colpisce la squadra e il tecnico Beppe Iachini al bivio della sua avventura in viola. La sconfitta di Roma ha avuto ripercussioni pesanti all'interno del club e la conferma di Iachini è davvero in forte dubbio. Al suo posto, in caso di esonero, c'è Cesare Prandelli in prima fila. Domani sera al Tardini contro il Parma (ore 20.45) Iachini si gioca le sue ultime chances. Senza Pezzella, ancora infortunato, e con Ribery non al top della condizione fisica. Contro il Parma e contro le voci che vorrebbero Iachini a un passo dall'addio. Queste le sue parole in conferenza stampa, alla vigilia del match.
Come si vive la vigilia di questa gara, compresa la positività di Callejon?
"Come nelle ultime settimane, anche questa settimana stavamo lavorando su alcune situazioni t…
Come si vive la vigilia di questa gara, compresa la positività di Callejon?
"Come nelle ultime settimane, anche questa settimana stavamo lavorando su alcune situazioni t…
FIRENZE - Jose Callejon è positivo al coronavirus e la Fiorentina torna nella bolla prevista dal protocollo anti contagio. Una notizia che come un fulmine a ciel sereno colpisce la squadra e il tecnico Beppe Iachini al bivio della sua avventura in viola. La sconfitta di Roma ha avuto ripercussioni pesanti all'interno del club e la conferma di Iachini è davvero in forte dubbio. Al suo posto, in caso di esonero, c'è Cesare Prandelli in prima fila. Domani sera al Tardini contro il Parma (ore 20.45) Iachini si gioca le sue ultime chances. Senza Pezzella, ancora infortunato, e con Ribery non al top della condizione fisica. Contro il Parma e contro le voci che vorrebbero Iachini a un passo dall'addio. Queste le sue parole in conferenza stampa, alla vigilia del match.
Come si vive la vigilia di questa gara, compresa la positività di Callejon?
"Come nelle ultime settimane, anche questa settimana stavamo lavorando su alcune situazioni tattiche. E' stato un fulmine a ciel sereno, perdiamo un calciatore di grande qualità che stava tornando ai suoi livelli migliori. Le voci poi fanno parte del gioco, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro lavoro al di là di Iachini o non Iachini. Contano i ragazzi che vanno in campo, l'attaccamento alla squadra, alla maglia. Non dobbiamo fare quanto fatto a Roma, con un'ottima partenza e poi un cambio di atteggiamento. Dobbiamo ritrovarci, abbiamo parlato e ci abbiamo lavorato. Abbiamo pagato in questo inizio di campionato qualche situazione particolare, dobbiamo ritrovare il nostro percorso".
E' la sua ultima spiaggia? Ha parlato con Commisso?
"Società e presidente mi sono stati sempre vicini, anche lo scorso anno quando abbiamo ripreso dopo il lockdown e c'erano voci su di me. Abbiamo valorizzato tanti ragazzi, anche Vlahovic, Castrovilli. Mi dispiace perché se ci fosse stato un clima così difficile su di me, non sarei rimasto oppure non si sarebbe giudicato in modo positivo il mio operato. Forse non è stato tanto apprezzato e valutato ma pazienza. I ragazzi mi seguono, abbiamo avuto qualche problema. Anche l'assenza del capitano è stata pesante. C'è rammarico ma dobbiamo andare avanti: Pezzella non ci sarà col Parma, dovremo pensare a un sostituto".
La dirigenza le ha chiesto di dimettersi?
"No, non è vero. Sia loro che io vogliamo uscire da questa situazione, ci aspettavamo e meritavamo qualche punto in più. Ogni stagione però ha dei periodi dove le cose non vanno per il giusto verso. A noi è capitato all'inizio del campionato e abbiamo pagato dazio con qualche ragazzo che è arrivato dopo e che deve raggiungere la condizione ottimale. La vicinanza della società c'è stata, nessuno mi ha mai chiesto le dimissioni. Nella mia vita non ho mai pensato ai soldi, altrimenti se avessi percepito questa situazione non avrei esitato a farlo. Dobbiamo soltanto ritrovare la giusta serenità, ritrovando quel che abbiamo fatto all'inizio del campionato. Siamo una delle squadre che tira maggiormente in porta e dobbiamo continuare a lavorare anche in questo momento particolare".
E' arrivato il momento della difesa a quattro?
"Già da diverse settimane stiamo lavorando sulla difesa a quattro, nella logica di inserire anche dei calciatori con altre caratteristiche. Con quanto accaduto a Callejon, che poteva essere l'ago della bilancia per avere più variabili all'intento dello schieramento tattico. E' una possibilità, bisogna valutare tutto. Anche a centrocampo stiamo lavorando, non dimentichiamo che Pulgar viene da un lungo recupero post coronavirus e lo stiamo inserendo piano piano".
Che Parma si aspetta?
"Dovremo fare una partita di un certo tipo, l'avversario merita grande attenzione. Hanno fisicità, qualità. Ci vorrà una gara di spessore e la Fiorentina deve ritrovare soprattutto quella serenità e quell'entusiasmo che l'hanno accompagnata nel finale della scorsa stagione. Eravamo partiti così anche quest'anno, nel calcio ci sono anche questi momenti però".
Cosa ha percepito dalla società e dalla squadra in questa settimana?
"Ho parlato coi dirigenti, con Barone, con Pradè. Commisso ci è sempre vicino, anche ai ragazzi. I ragazzi li vedo lavorare bene, se la squadra mi segue o no lo capisco dagli atteggiamenti che hanno in campo, dalle risposte. Ho visto sempre molto impegno e partecipazione. Dobbiamo portare in campo determinazione e non subire gli eventi che ci possono essere in partita e far sì che ci siano situazioni positive".
Può essere stato un errore non aver fissato delle gerarchie in attacco?
"Nelle prime partite è stato Kouame, gli altri ragazzi avevano bisogno di più tempo. Non c'è stata una vera e propria preparazione e Kouame aveva dimostrato di stare meglio. Poi ha avuto una leggera flessione, dettata anche dalla gioventù e dal fatto che la maglia che si indossa è pesante. Se chiediamo a questi ragazzi di fare quel che faceva Batistuta, oggi i ragazzi possono accusare delle pressioni in più. Dobbiamo aiutarli s sostenerli. Lavorando anche sull'aspetto psicologico, stanno ritrovando entusiasmo. Simeone che ha talento, per esempio, qui ha sentito più pressione e in un'altra piazza come Cagliari sta facendo i suoi gol. Aiutiamoli".
Ha notato un cambio nell'atteggiamento di Ribery?
"No, lui è partito bene ma a Milano ha preso una botta alla caviglia dove si è infortunato l'anno scorso. Questa settimana è stato meglio della scorsa, facciamo fatica a tenerlo fuori anche se non è al 100% ma prima dobbiamo fargli ritrovare la giusta brillantezza. Gli serve campo, solo quella è la medicina. Quando sente un po' di dolore sembra abbia un atteggiamento particolare ma va solo accompagnato per farlo tornare al top. Più settimane starà sul campo e maggiore sarà la sua brillantezza. Quando non ti alleni e devi fare le terapie qualcosa perdi a livello di brillantezza".
Alla luce dei gol a raffica di Pedro, è un rammarico averlo dato via?
"Coi se e coi ma si va poco lontano. Quando sono arrivato io, aveva un percorso di lavoro da portare avanti dopo l'infortunio che aveva subìto. Abbiamo scelto di investire su Cutrone pur sapendo che Pedro è un ragazzo di qualità, che si sta mettendo in luce in un campionato sicuramente diverso dal nostro".
Come si vive la vigilia di questa gara, compresa la positività di Callejon?
"Come nelle ultime settimane, anche questa settimana stavamo lavorando su alcune situazioni tattiche. E' stato un fulmine a ciel sereno, perdiamo un calciatore di grande qualità che stava tornando ai suoi livelli migliori. Le voci poi fanno parte del gioco, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro lavoro al di là di Iachini o non Iachini. Contano i ragazzi che vanno in campo, l'attaccamento alla squadra, alla maglia. Non dobbiamo fare quanto fatto a Roma, con un'ottima partenza e poi un cambio di atteggiamento. Dobbiamo ritrovarci, abbiamo parlato e ci abbiamo lavorato. Abbiamo pagato in questo inizio di campionato qualche situazione particolare, dobbiamo ritrovare il nostro percorso".
E' la sua ultima spiaggia? Ha parlato con Commisso?
"Società e presidente mi sono stati sempre vicini, anche lo scorso anno quando abbiamo ripreso dopo il lockdown e c'erano voci su di me. Abbiamo valorizzato tanti ragazzi, anche Vlahovic, Castrovilli. Mi dispiace perché se ci fosse stato un clima così difficile su di me, non sarei rimasto oppure non si sarebbe giudicato in modo positivo il mio operato. Forse non è stato tanto apprezzato e valutato ma pazienza. I ragazzi mi seguono, abbiamo avuto qualche problema. Anche l'assenza del capitano è stata pesante. C'è rammarico ma dobbiamo andare avanti: Pezzella non ci sarà col Parma, dovremo pensare a un sostituto".
La dirigenza le ha chiesto di dimettersi?
"No, non è vero. Sia loro che io vogliamo uscire da questa situazione, ci aspettavamo e meritavamo qualche punto in più. Ogni stagione però ha dei periodi dove le cose non vanno per il giusto verso. A noi è capitato all'inizio del campionato e abbiamo pagato dazio con qualche ragazzo che è arrivato dopo e che deve raggiungere la condizione ottimale. La vicinanza della società c'è stata, nessuno mi ha mai chiesto le dimissioni. Nella mia vita non ho mai pensato ai soldi, altrimenti se avessi percepito questa situazione non avrei esitato a farlo. Dobbiamo soltanto ritrovare la giusta serenità, ritrovando quel che abbiamo fatto all'inizio del campionato. Siamo una delle squadre che tira maggiormente in porta e dobbiamo continuare a lavorare anche in questo momento particolare".
E' arrivato il momento della difesa a quattro?
"Già da diverse settimane stiamo lavorando sulla difesa a quattro, nella logica di inserire anche dei calciatori con altre caratteristiche. Con quanto accaduto a Callejon, che poteva essere l'ago della bilancia per avere più variabili all'intento dello schieramento tattico. E' una possibilità, bisogna valutare tutto. Anche a centrocampo stiamo lavorando, non dimentichiamo che Pulgar viene da un lungo recupero post coronavirus e lo stiamo inserendo piano piano".
Che Parma si aspetta?
"Dovremo fare una partita di un certo tipo, l'avversario merita grande attenzione. Hanno fisicità, qualità. Ci vorrà una gara di spessore e la Fiorentina deve ritrovare soprattutto quella serenità e quell'entusiasmo che l'hanno accompagnata nel finale della scorsa stagione. Eravamo partiti così anche quest'anno, nel calcio ci sono anche questi momenti però".
Cosa ha percepito dalla società e dalla squadra in questa settimana?
"Ho parlato coi dirigenti, con Barone, con Pradè. Commisso ci è sempre vicino, anche ai ragazzi. I ragazzi li vedo lavorare bene, se la squadra mi segue o no lo capisco dagli atteggiamenti che hanno in campo, dalle risposte. Ho visto sempre molto impegno e partecipazione. Dobbiamo portare in campo determinazione e non subire gli eventi che ci possono essere in partita e far sì che ci siano situazioni positive".
Può essere stato un errore non aver fissato delle gerarchie in attacco?
"Nelle prime partite è stato Kouame, gli altri ragazzi avevano bisogno di più tempo. Non c'è stata una vera e propria preparazione e Kouame aveva dimostrato di stare meglio. Poi ha avuto una leggera flessione, dettata anche dalla gioventù e dal fatto che la maglia che si indossa è pesante. Se chiediamo a questi ragazzi di fare quel che faceva Batistuta, oggi i ragazzi possono accusare delle pressioni in più. Dobbiamo aiutarli s sostenerli. Lavorando anche sull'aspetto psicologico, stanno ritrovando entusiasmo. Simeone che ha talento, per esempio, qui ha sentito più pressione e in un'altra piazza come Cagliari sta facendo i suoi gol. Aiutiamoli".
Ha notato un cambio nell'atteggiamento di Ribery?
"No, lui è partito bene ma a Milano ha preso una botta alla caviglia dove si è infortunato l'anno scorso. Questa settimana è stato meglio della scorsa, facciamo fatica a tenerlo fuori anche se non è al 100% ma prima dobbiamo fargli ritrovare la giusta brillantezza. Gli serve campo, solo quella è la medicina. Quando sente un po' di dolore sembra abbia un atteggiamento particolare ma va solo accompagnato per farlo tornare al top. Più settimane starà sul campo e maggiore sarà la sua brillantezza. Quando non ti alleni e devi fare le terapie qualcosa perdi a livello di brillantezza".
Alla luce dei gol a raffica di Pedro, è un rammarico averlo dato via?
"Coi se e coi ma si va poco lontano. Quando sono arrivato io, aveva un percorso di lavoro da portare avanti dopo l'infortunio che aveva subìto. Abbiamo scelto di investire su Cutrone pur sapendo che Pedro è un ragazzo di qualità, che si sta mettendo in luce in un campionato sicuramente diverso dal nostro".