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Fiorentina, Prandelli: "Con la Juve servono coraggio e sfacciataggine"

Cesare Prandelli (ansa)
Il tecnico viola e la sfida ai bianconeri: "Anche le più grandi ogni tanto concedono qualcosa e quindi noi dovremo farci trovare pronti. Temo Chiesa, giocatore straripante. Pirlo sta bruciando le tappe"
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Faccia a faccia, con Federico Chiesa. Nato e cresciuto nelle giovanili della Fiorentina e poi ceduto, dai viola, nell'ultimo giorno di mercato con una formula che ha accontentato entrambe le parti ma, di fatto, disorientato l'ex allenatore Iachini e avviato la crisi di prestazioni e di risultati della Fiorentina che adesso lotta per non ritrovarsi impantanata nella zona rossa della classifica. Se volete, è una drammatizzazione di quanto accaduto negli ultimi mesi perché le motivazioni di una squadra così in basso e incapace di ritrovare la vittoria da due mesi a questa parte sono tante altre. Eppure la cessione di Chiesa spiega molto di quanto stia accadendo a Firenze. Da punta di diamante da valorizzare e mostrare all'addio pesante e senza saluti tra Chiesa e il presidente Rocco Commisso. Quella di domani sera (ore 20.45, Allianz Stadium), metterà di fronte la Juventus di Pirlo alla Fiorentina del Prandelli bis. Queste le parole del tecnico vio…

Faccia a faccia, con Federico Chiesa. Nato e cresciuto nelle giovanili della Fiorentina e poi ceduto, dai viola, nell'ultimo giorno di mercato con una formula che ha accontentato entrambe le parti ma, di fatto, disorientato l'ex allenatore Iachini e avviato la crisi di prestazioni e di risultati della Fiorentina che adesso lotta per non ritrovarsi impantanata nella zona rossa della classifica. Se volete, è una drammatizzazione di quanto accaduto negli ultimi mesi perché le motivazioni di una squadra così in basso e incapace di ritrovare la vittoria da due mesi a questa parte sono tante altre. Eppure la cessione di Chiesa spiega molto di quanto stia accadendo a Firenze. Da punta di diamante da valorizzare e mostrare all'addio pesante e senza saluti tra Chiesa e il presidente Rocco Commisso. Quella di domani sera (ore 20.45, Allianz Stadium), metterà di fronte la Juventus di Pirlo alla Fiorentina del Prandelli bis. Queste le parole del tecnico viola alla vigilia del match.

Come si batte la Juventus?
"Per battere le grandi squadre devi avere una grande capacità, il coraggio e la sfacciataggine ad attaccare la loro area di rigore quando ti concedono qualcosa. E' tutto facile a parole ma sul campo è un'altra cosa. Certo partire con questa mentalità è già un passo avanti".
La Fiorentina non segna da quattro trasferte...
"In questo momento dobbiamo pensare a come scendiamo in campo, alla mentalità che nelle ultime partite si è vista così come la determinazione e la voglia di superare le difficoltà. Dobbiamo mantenere questa mentalità. Abbiamo fatto due pari contro due squadre molto difficili da affrontare. Se avremo possibilità di fare qualcosa nella fase offensiva, dovremo essere decisi. Mentalmente siamo pronti".


Ci sono riserve all'altezza dei titolari, come nella sua prima Fiorentina?
"Sono convinto che quando una squadra ha una mentalità, un gioco preciso e una identità, anche chi ha meno classe può esprimersi al massimo. Nella mia prima Fiorentina c'era uno zoccolo duro, che faceva parte dello stesso gruppo. Come ho detto in una delle prime conferenze, l'obiettivo primario è arrivare a 40 punti e per questo dovremo avere una mentalità anche provinciale, conquistare anche il minimo perché nessuno ti concederà nulla".
Che vigilia è questa contro la Juventus?
"Sono state tutte gare molto ravvicinate, un calendario che dire strano è un complimento. La squadra deve avere convinzione di quello che fa, la terza partita consecutiva in pochi giorni può creare squilibrio e la squadra deve essere forte mentalmente. Credo che si sia visto nel passato e d'incanto possa ritrovare questa forza interiore".
Vlahovic, la punta di riferimento e le poche occasioni da gol: come risolvere?
"La forza e l'anima della città è essere divisi, dire la propria, confrontarsi e va tutto accettato. In questo momento dobbiamo avere tutti in testa l'obiettivo dei 40 punti e anche la critica deve ragionare così. La realtà adesso è questa e dobbiamo vedere le partite in questa maniera. La squadra non ha una grande filosofia sul palleggio e sul possesso palla. Stiamo intraprendendo una strada con giocatori responsabili nei loro ruoli e così potremo vincere i duelli individuali. Avremo sempre delle occasioni, all'interno di una gara. Ma è anche vero che non abbiamo subìto tantissimo ultimamente".


Cosa sta accadendo a Castrovilli?
"La prima volta che ci ho parlato gli ho detto che quando lo vedevo in tribuna, col mio abbonamento, rimasi estasiato dalle sue giocate e dal suo atteggiamento di rischiare sempre l'uno contro uno. Mi piace un Castrovilli libero da pensieri e pressioni. Poi si cresce ed è normale che la gente si attenda sempre di più da te. Non gli rimproverò mai un dribbling verso la porta avversaria e spero possa farci rivedere quella spensieratezza iniziale perché ha queste doti".
Come sta la squadra? Sono tutti disponibili?
"Avremo un report dal medico domattina per capire chi avrà bisogno di riposo. Giocando così spesso bisogna attendere i risultati".
Cosa vorrebbe rivedere di quella Fiorentina che espugnò Torino nel 2008?
"Anche le squadre fantastiche ti concedono qualcosa. Mi aspetto questo: che quando ti può capitare qualcosa, dobbiamo avere la consapevolezza di fare gol. Vorrei rischiare su situazione di contropiede anche".
La Juventus è sempre la candidata allo scudetto?
"Pirlo sta bruciando le tappe, sta dando una filosofia alla squadra e lo sta facendo in poco tempo. Gli dico bravo. Quest'anno i bianconeri hanno più concorrenti: le milanesi hanno colmato il gap e sarà una questione di tempo visto che la Juventus è sempre stata abituata a recuperare".
Teme Chiesa e la sua prima da ex?
"Temo la qualità della Juventus, tutti i giocatori d'attacco. Temo anche Chiesa, un giocatore straripante che quando riparte riesce sempre a far male".
A che punto è il suo percorso e quali modifiche ha introdotto?
"Ogni gara è una vetrina per capire a che punto siamo e cosa ci spetta da fare. Sono convinto di fare punti, penso solo a questo. Quando dissi che non era il momento del calcio spettacolo, probabilmente non sono stato ascoltato e nella testa di tanti si pensava al fatto che d'incanto la squadra potesse trovare tutti gli equilibri. Se c'è una cosa che ho voluto cambiare è il modo di interpretare le partite. So per esperienza che quando una squadra parte con un obiettivo alto e poi si trova in difficoltà, è difficile fargli capire che la cosa più importante è recuperare palla. Se tu continui a pensare in maniera costruttiva, perdi di aggressività. La nostra realtà è questa, ci dobbiamo trovare bene. Può essere anche una grande risorsa per il domani, questa. La cosa importante è non dimenticare mai la fase difensiva: anche le grandissime squadre tengono conto di questo e la interpretano al meglio".
Si sottoporrà al vaccino anti covid quando ci sarà opportunità?
"Lo sento molto e mi auguro che sia il primo, vista l'età che ho, a farmi vaccinare. Lo farò molto volentieri".
Come ha risposto la squadra nelle ultime due gare?
"Sicuramente i giocatori hanno risposto bene in queste partite, al di là del fatto che avrei voluto fare punteggio pieno. Hanno capito, comunque, che questa è la strada e non si torna indietro. Sui tifosi dico: ad averne così. E' stimolante lavorare qui. Per chi ama la Fiorentina è il pensiero del giorno e queste sono risorse positive. Ai giocatori ho detto che i tifosi non ti tradiranno mai se esci dal campo e hai dato tutto. Non ti chiedono di vincere ma di lottare per questa maglia. Cosa darei per la vittoria? Darei qualsiasi cosa, la vittoria sarebbe un regalo straordinario per tutti. Voglio trasmettere questa mentalità".
E' soddisfatto di Igor? Le condizioni di Callejon?
"Igor si è sempre allenato benissimo. Caceres non è appannato. Ci sono 18 titolari e faccio delle scelte motivate, chiaro. Su Callejon sono molto contento di quello che sta facendo sul campo, è molto intelligente e tatticamente è uno di quei giocatori che in questi 6-7 anni abbia dimostrato di essere un professore, un maestro specie per i tempi di gioco. In questo momento stiamo giocando con un sistema che a lui non è congeniale e stiamo cercando di capire come proporgli un ruolo importante anche a partita in corso. Stiamo studiando per questo".