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Raimondo raggiunge Varela: la stupefacente classifica cannonieri di chi non conosce(va) la serie A

(lapresse)

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L’attaccante azzurro trascina il Frosinone al sesto posto. In cima ai marcatori di Serie A con Gustavo Varela del Monza. Subito dietro Malen con sette reti
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Pronti, partenza e via. Si va per reti e sogni. Altro che periodo di adattamento. Altro che: “Per gli attaccanti la prima stagione in Serie A è complicata”. Prima Malen, e poi Varela e Raimondo hanno ribaltato tutti i luoghi comuni e i numeri dei centravanti esordienti nel campionato italiano. Da quasi perfetti sconosciuti, a leader delle marcature: l’olandese della Roma, arrivato nella capitale a gennaio, ha timbrato il cartellino quattordici volte in diciotto gare lo scorso anno. Quest’anno, però, con sette reti non è lui a guidare la classifica cannonieri: con otto gol in nove gare ci sono Gustavo Varela del Monza e Antonio Raimondo del Frosinone. Due punte di due squadre neopromosse. L’ultima volta che una squadra salita dal campionato cadetto ha avuto il capocannoniere era il 2005 ed era un calciatore italiano: Cristiano Lucarelli, ventiquattro gol con il Livorno che ha chiuso al nono posto. Chissà che non succeda anche quest’anno con Raimondo.

Pronti, partenza e via. Si va per reti e sogni. Altro che periodo di adattamento. Altro che: “Per gli attaccanti la prima stagione in Serie A è complicata”. Prima Malen, e poi Varela e Raimondo hanno ribaltato tutti i luoghi comuni e i numeri dei centravanti esordienti nel campionato italiano. Da quasi perfetti sconosciuti, a leader delle marcature: l’olandese della Roma, arrivato nella capitale a gennaio, ha timbrato il cartellino quattordici volte in diciotto gare lo scorso anno. Quest’anno, però, con sette reti non è lui a guidare la classifica cannonieri: con otto gol in nove gare ci sono Gustavo Varela del Monza e Antonio Raimondo del Frosinone. Due punte di due squadre neopromosse. L’ultima volta che una squadra salita dal campionato cadetto ha avuto il capocannoniere era il 2005 ed era un calciatore italiano: Cristiano Lucarelli, ventiquattro gol con il Livorno che ha chiuso al nono posto. Chissà che non succeda anche quest’anno con Raimondo.

Se segna Raimondo, succede il finimondo

La storia di Raimondo comincia a Ravenna, la sua città di nascita. Poi il passaggio al Cesena e nel 2018 nelle giovanili del Bologna, che detiene tuttora la proprietà del suo cartellino. Sinisa Mihajlovic lo fa esordire in Serie A a maggio 2021, appena diciassettenne. Da lì una serie di prestiti: Ternana (dove gli viene dedicato il coro “Se segna Raimondo, succede il finimondo”), Venezia, Salernitana e ora Frosinone, la piazza dove si sta confermando. Nel tempo libero, anziché giocare alla PlayStation come molti suoi colleghi coetanei, preferisce il “visual training”: allenamento visivo che comprende una serie di esercizi mirati per migliorare il modo in cui gli occhi e il cervello lavorano insieme. Alto un metro e 85, il suo idolo è Edinson Cavani, l’ex centravanti del Napoli, a cui è legato perché il papà è originario di Ascea, provincia di Salerno. Questa stagione, dopo due doppiette contro Fiorentina e Venezia, ha messo a segno tre gol contro il Sassuolo, diventando il primo giocatore nella storia del Frosinone a realizzare una tripletta in Serie A. Contro il Lecce alla nona giornata è arrivata l’ottava rete, che ha lanciato i ciociari momentaneamente al sesto posto, in Conference League. Se continuasse così, quest’anno Raimondo può sognare in grande: l’Europa con il Frosinone, sogno quasi proibito, e la maglia azzurra della nazionale, sogno più che alla portata.

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