ROMA - Può tirare un bel sospiro di sollievo e probabilmente brindare. Già, perché per Enrico Preziosi l'incubo è finito: alla fine il suo Genoa è rimasto in serie A, centrando una salvezza faticosissima ma al tempo stesso fondamentale per il futuro del Grifone.
PREZIOSI: "SALVEZZA COME UNO SCUDETTO O CHAMPIONS" -"Per quella che era la situazione è come aver vinto uno scudetto o una Coppa dei Campioni. Molti non ci credevano, io invece ho sempre pensato di potercela fare - sottolinea il numero uno rossoblù a 'Radio Anch'Io Sport' -. E' stata molto dura, molto difficile. E' una soddisfazione dei tifosi, oltre al valore sportivo l'addio alla Serie A vuol dire dare addio al calcio che conta, significa molto sul piano sportivo, d'immagine, economico. Andare in B significa passare da un monte stipendi di 40-50 milioni di euro a uno da 6-7 milioni, la Lega ha fatto un paracadute importante ma dà una mano solo per un anno".
"IO PERO' NON SONO UN MANGIA-ALLENATORI" - Tornando alla stagione che sta per concludersi, che ha visto avvicendarsi sulla panchina prima De Canio poi Delneri e infine Ballardini, il patron del Genoa non ci sta a passare per mangia-allenatori, un etichetta che rigetta con decisione. "Ho fatto cinque anni con Gasperini e quando un allenatore, su 11 gare, ne perde 10 quale pazienza è sostenibile? Rifarei quello che ho fatto - sostiene Preziosi, con riferimento all'esonero di Delneri -. Ha infilato una serie tremenda di sconfitte e un giocatore non può seguire un allenatore la cui autostima è persa. De Canio? Gigi è un amico, ma poi i procuratori sfruttano la tua disperazione per importi qualcosa che non volevi e un allenatore che volevi per 3-4 settimane te lo ritrovi per un anno e mezzo. La sua sostituzione non è forse giustificata dai risultati ma da un mio tipo di considerazione del suo lavoro".
"IN QUESTA STAGIONE MI DO' 4 E MEZZO" - Alla fine è arrivato il tecnico ravennate, che ha condotto in porto la salvezza anche se il suo futuro ora appare incerto. "Ieri ci siamo abbracciati, in settimana andrò a trovarlo e a fine campionato parlerò con lui. 'Per il futuro cercherò di non commettere più errori dopo questa stagione in cui mi dò come voto 4 e mezzo'', aggiunge Preziosi, che non sa se potrà trattenere Borriello. "Quando è arrivato da noi per la prima volta aveva uno stipendio ragionevole, ora ha un ingaggio impossibile e senza il contributo della Roma non avremmo potuto riportarlo qui".
"RAZZISMO? BENE ROCCHI MA SERVE DI PIÙ" - Ai microfoni di RadioUno, infine, Preziosi torna sui cori razzisti che ieri, a San Siro, hanno portato l'arbitro Rocchi a sospendere per quasi due minuti la partita fra Milan e Roma. "Gli stadi sono lo specchio della nostra societa', le cose nel Paese non vanno così bene e il risultato è che la gente va allo stadio non per godersi uno spettacolo. Prendiamo esempio dai Paesi dove le cose funzionano e i responsabili vengono puniti immediatamente. La decisione di Rocchi è un passo minimo ma bisogna fare di piu'. Non si può non colpire i tifosi o pseudo-tifosi che vanno allo stadio per offendere. E' qualcosa che bisogna debellare ma le forze dell'ordine possono risolvere questo problema e devono farlo senza compromessi - conclude Preziosi - anche con decisioni che magari possono dare fastidio alle società".
PREZIOSI: "SALVEZZA COME UNO SCUDETTO O CHAMPIONS" -"Per quella che era la situazione è come aver vinto uno scudetto o una Coppa dei Campioni. Molti non ci credevano, io invece ho sempre pensato di potercela fare - sottolinea il numero uno rossoblù a 'Radio Anch'Io Sport' -. E' stata molto dura, molto difficile. E' una soddisfazione dei tifosi, oltre al valore sportivo l'addio alla Serie A vuol dire dare addio al calcio che conta, significa molto sul piano sportivo, d'immagine, economico. Andare in B significa passare da un monte stipendi di 40-50 milioni di euro a uno da 6-7 milioni, la Lega ha fatto un paracadute importante ma dà una mano solo per un anno".
"IO PERO' NON SONO UN MANGIA-ALLENATORI" - Tornando alla stagione che sta per concludersi, che ha visto avvicendarsi sulla panchina prima De Canio poi Delneri e infine Ballardini, il patron del Genoa non ci sta a passare per mangia-allenatori, un etichetta che rigetta con decisione. "Ho fatto cinque anni con Gasperini e quando un allenatore, su 11 gare, ne perde 10 quale pazienza è sostenibile? Rifarei quello che ho fatto - sostiene Preziosi, con riferimento all'esonero di Delneri -. Ha infilato una serie tremenda di sconfitte e un giocatore non può seguire un allenatore la cui autostima è persa. De Canio? Gigi è un amico, ma poi i procuratori sfruttano la tua disperazione per importi qualcosa che non volevi e un allenatore che volevi per 3-4 settimane te lo ritrovi per un anno e mezzo. La sua sostituzione non è forse giustificata dai risultati ma da un mio tipo di considerazione del suo lavoro".
"IN QUESTA STAGIONE MI DO' 4 E MEZZO" - Alla fine è arrivato il tecnico ravennate, che ha condotto in porto la salvezza anche se il suo futuro ora appare incerto. "Ieri ci siamo abbracciati, in settimana andrò a trovarlo e a fine campionato parlerò con lui. 'Per il futuro cercherò di non commettere più errori dopo questa stagione in cui mi dò come voto 4 e mezzo'', aggiunge Preziosi, che non sa se potrà trattenere Borriello. "Quando è arrivato da noi per la prima volta aveva uno stipendio ragionevole, ora ha un ingaggio impossibile e senza il contributo della Roma non avremmo potuto riportarlo qui".
"RAZZISMO? BENE ROCCHI MA SERVE DI PIÙ" - Ai microfoni di RadioUno, infine, Preziosi torna sui cori razzisti che ieri, a San Siro, hanno portato l'arbitro Rocchi a sospendere per quasi due minuti la partita fra Milan e Roma. "Gli stadi sono lo specchio della nostra societa', le cose nel Paese non vanno così bene e il risultato è che la gente va allo stadio non per godersi uno spettacolo. Prendiamo esempio dai Paesi dove le cose funzionano e i responsabili vengono puniti immediatamente. La decisione di Rocchi è un passo minimo ma bisogna fare di piu'. Non si può non colpire i tifosi o pseudo-tifosi che vanno allo stadio per offendere. E' qualcosa che bisogna debellare ma le forze dell'ordine possono risolvere questo problema e devono farlo senza compromessi - conclude Preziosi - anche con decisioni che magari possono dare fastidio alle società".