Genoa-Sassuolo 0-1, Pellegrini rimanda i rossoblù in crisi
di MARCO LIGNANADopo l'incoraggiante pareggio di Firenze, i liguri vengono sconfitti al Ferraris dai neroverdi
GENOVA - Il Genoa, che aveva raccolto un punticino a Firenze sette giorni fa, è subito tornato nel brutto sogno che vive ormai da due mesi. Il Sassuolo dopo una stagione piena di ostacoli di mille tipi ha trovato una vittoria che potrebbe, finalmente, dare una svolta a un campionato balordo. A Marassi è finita 1-0 per gli emiliani, risultato striminzito che nasconde mille occasioni da gol. Nate su un campo pesantissimo per la pioggia che ha colpito Genova tanto da mettere a rischio la sfida, intorno a mezzogiorno. Un rinvio che, con il senno di poi, avrebbe fatto assai comodo al Grifone, in piena crisi post mercato.
Il primo tempo è stato lo specchio del momento di rossoblù ed emiliani: il Genoa è partito piano, con la paura nelle gambe e i movimenti dei nuovi Hiljemark e Cataldi, titolari nel cuore del centrocampo, ancora da affinare. Il Sassuolo, con un Berardi sempre più in forma dopo il rientro e il ritorno di Duncan dall'inizio, ha s…
Il primo tempo è stato lo specchio del momento di rossoblù ed emiliani: il Genoa è partito piano, con la paura nelle gambe e i movimenti dei nuovi Hiljemark e Cataldi, titolari nel cuore del centrocampo, ancora da affinare. Il Sassuolo, con un Berardi sempre più in forma dopo il rientro e il ritorno di Duncan dall'inizio, ha s…
GENOVA - Il Genoa, che aveva raccolto un punticino a Firenze sette giorni fa, è subito tornato nel brutto sogno che vive ormai da due mesi. Il Sassuolo dopo una stagione piena di ostacoli di mille tipi ha trovato una vittoria che potrebbe, finalmente, dare una svolta a un campionato balordo. A Marassi è finita 1-0 per gli emiliani, risultato striminzito che nasconde mille occasioni da gol. Nate su un campo pesantissimo per la pioggia che ha colpito Genova tanto da mettere a rischio la sfida, intorno a mezzogiorno. Un rinvio che, con il senno di poi, avrebbe fatto assai comodo al Grifone, in piena crisi post mercato.
Il primo tempo è stato lo specchio del momento di rossoblù ed emiliani: il Genoa è partito piano, con la paura nelle gambe e i movimenti dei nuovi Hiljemark e Cataldi, titolari nel cuore del centrocampo, ancora da affinare. Il Sassuolo, con un Berardi sempre più in forma dopo il rientro e il ritorno di Duncan dall'inizio, ha subito spinto e verticalizzato. Anche se il vantaggio è arrivato per il solito pasticciaccio del Genoa da calcio piazzato. Sulla punizione dalla trequarti di Berardi difesa rossoblù incapace di liberare, palla sul destro di Pellegrini tutto solo in area genoana e gol facile facile.
Come molte altre volte in questa stagione Di Francesco si deve arrabbiare perché i suoi non hanno chiuso la partita (Matri prima clamorosamente, ancora Pellegrini poi a sbagliare il 2-0) e così il Genoa con l'orgoglio più che con l'organizzazione è rientrato nel match. Sfiorando l'1-1 soprattutto con Burdisso, che ha approfittato di una delle tante giocate di Palladino, amatissimo ex appena tornato da Crotone, uno dei pochi a inventare qualcosa di buono.
Il Grifone, fischiato nell'intervallo, ha iniziato il secondo tempo come aveva finito il primo, ma è durato soltanto una ventina di minuti. Ha sì avuto due grosse palle gol (traversa di Gentiletti e tiro di poco fuori di Pandev nella stessa azione), ma poi ha di nuovo rischiato lo 0-2, salvato da Lamanna su Matri. Da quel momento più confusione che arrembaggio, Juric si è giocato le carte Taarabt e Pinilla, finendo con il 4-2-3-1, Di Francesco è rimasto fedele al suo 4-3-3 cambiando quasi tutto l'attacco.
Il pareggio di Firenze di una settimana fa aveva illuso Juric: in casa Genoa è ancora notte fonda. La gradinata Nord ha cantato per i suoi giocatori tutta la partita, ma al novantesimo ha sonoramente fischiato insieme a tutto lo stadio. Soprattutto è tornata a protestare contro il presidente Preziosi, rompendo una tregua che durava da mesi. Di Francesco, invece, vede la fine del tunnel. Senza più Europa League, con l'infermeria che comincia lentamente a essere meno affollata, ecco che arrivano i risultati.
Il primo tempo è stato lo specchio del momento di rossoblù ed emiliani: il Genoa è partito piano, con la paura nelle gambe e i movimenti dei nuovi Hiljemark e Cataldi, titolari nel cuore del centrocampo, ancora da affinare. Il Sassuolo, con un Berardi sempre più in forma dopo il rientro e il ritorno di Duncan dall'inizio, ha subito spinto e verticalizzato. Anche se il vantaggio è arrivato per il solito pasticciaccio del Genoa da calcio piazzato. Sulla punizione dalla trequarti di Berardi difesa rossoblù incapace di liberare, palla sul destro di Pellegrini tutto solo in area genoana e gol facile facile.
Il Grifone, fischiato nell'intervallo, ha iniziato il secondo tempo come aveva finito il primo, ma è durato soltanto una ventina di minuti. Ha sì avuto due grosse palle gol (traversa di Gentiletti e tiro di poco fuori di Pandev nella stessa azione), ma poi ha di nuovo rischiato lo 0-2, salvato da Lamanna su Matri. Da quel momento più confusione che arrembaggio, Juric si è giocato le carte Taarabt e Pinilla, finendo con il 4-2-3-1, Di Francesco è rimasto fedele al suo 4-3-3 cambiando quasi tutto l'attacco.
Il pareggio di Firenze di una settimana fa aveva illuso Juric: in casa Genoa è ancora notte fonda. La gradinata Nord ha cantato per i suoi giocatori tutta la partita, ma al novantesimo ha sonoramente fischiato insieme a tutto lo stadio. Soprattutto è tornata a protestare contro il presidente Preziosi, rompendo una tregua che durava da mesi. Di Francesco, invece, vede la fine del tunnel. Senza più Europa League, con l'infermeria che comincia lentamente a essere meno affollata, ecco che arrivano i risultati.