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Genoa, Juric: ''Paura di retrocedere? Sicuro che i ragazzi usciranno vincitori''

Rossoblù contro l'Inter per uscire dalla crisi e archiviare una settimana difficile dopo il ko con il Chievo e il ritiro deciso da Preziosi
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GENOVA - Sei giorni dopo, alla vigilia di un match difficilissimo contro l'Inter, Juric è sempre lo stesso. L'ultima volta davanti a microfoni e telecamere, nel dopogara infuocato della sconfitta con il Chievo, aveva interrotto e se ne era andato in lacrime.
Ivan Juric, pentito di quello sfogo?
"Ai giocatori ho detto che io vivo di emozioni. D'accordo, è un lavoro e bisogna essere professionali, fai quello che devi ma nessun altro lavoro ti dà queste emozioni. Ho ricevuto attestati di stima e qualche critica, ma a me viene naturale essere così, non si può controllare sempre tutto. Gli attestati di stima comunque c'erano anche prima, i tifosi non mi hanno mai abbandonato".
E per quanto riguarda la paura di retrocedere?
"Sono convinto che alla fine questi ragazzi usciranno cresciuti, rinforzati e vincitori. Nonostante tutte le difficoltà avute, le cessioni, gli infortuni, la squalifica di Izzo, ora abbiamo perso an…
GENOVA - Sei giorni dopo, alla vigilia di un match difficilissimo contro l'Inter, Juric è sempre lo stesso. L'ultima volta davanti a microfoni e telecamere, nel dopogara infuocato della sconfitta con il Chievo, aveva interrotto e se ne era andato in lacrime.
Ivan Juric, pentito di quello sfogo?
"Ai giocatori ho detto che io vivo di emozioni. D'accordo, è un lavoro e bisogna essere professionali, fai quello che devi ma nessun altro lavoro ti dà queste emozioni. Ho ricevuto attestati di stima e qualche critica, ma a me viene naturale essere così, non si può controllare sempre tutto. Gli attestati di stima comunque c'erano anche prima, i tifosi non mi hanno mai abbandonato".
E per quanto riguarda la paura di retrocedere?
"Sono convinto che alla fine questi ragazzi usciranno cresciuti, rinforzati e vincitori. Nonostante tutte le difficoltà avute, le cessioni, gli infortuni, la squalifica di Izzo, ora abbiamo perso anche Orban che è tornato in Argentina per un problema familiare".
E' servito il ritiro deciso dal furioso presidente Preziosi?
"In allenamento da quando sono tornato ho sempre visto lavorare bene i ragazzi, l'occasione è stata buona per fare gruppo, vedersi fuori dal campo. Non è facile quando si cambiano tanti giocatori, con tante nazionalità diverse".
Ha detto di aspettarsi di più dai senatori...
"Spesso quando si costruisce una squadra non ci si pensa, ma sono andato a vedermi le squadre del Genoa del passato, c'erano sempre giocatori di carattere che sapevano come comportarsi in certi momenti, magari domenica scorsa sull'1-0 contro il Chievo per noi avrebbero fatto un fallo per far capire all'avversario come stavano le cose. Oggi a noi manca questo".
Se con il Chievo, in quella che aveva definito la partita della vita, è arrivata la sconfitta, contro l'Inter che gara è?
"E' diverso, c'è un abisso fra noi e loro. Noi dovremo dare il massimo sapendo che stavolta non dipende tutto da noi".
Con Laxalt squalificato toccherà all'esordiente Beghetto.
"Giocheranno sia lui che Biraschi. Li ho sempre visti bene in allenamento, concentrati e con la testa giusta".
Simeone, dopo l'errore con il Chievo, tirerà ancora i rigori?
"A Firenze aveva segnato, a Marassi ha sbagliato. Di solito dopo un errore lascio scegliere se calciare o meno, dipende se un giocatore se la sente o meno".
Ha risentito Preziosi in settimana?
"Siamo sempre in contatto, anche lui domenica scorsa nel primo tempo si era divertito, poi vedi la squadra perdere in quel momento e ci sta perdere la testa. Ora siamo vicini l'uno all'altro, abbiamo lo stesso obiettivo".