Genoa, la terza volta di Ballardini: ''Situazione molto complicata ma abbiamo tutto per farcela''
di MATTEO MACORIl tecnico torna a guidare i rossoblù dopo le esperienze nel 2011 e 2013. "Le difficoltà sono tante ma c'è molta voglia di poter lavorare insieme e la convinzione di sapere che si può e si potrà fare un buon lavoro"
GENOVA - L'arrivo al campo di prima mattina, il primo allenamento nel pomeriggio, in mezzo un pranzo veloce con i collaboratori più fidati al ristorante di sempre, a Pegli, "che menomale che c'è ancora, perché ce ne sarà bisogno per fare gruppo e lavorare il più possibile, e così potremo stare assieme dal mattino con la colazione sino alla sera con la cena". Pochi fronzoli e cultura del lavoro: è partito (quasi) da dove aveva lasciato, Davide Ballardini alla guida del Genoa. Alla terza esperienza sulla panchina del Grifone, dopo i cambi in corsa del 2011 (quando sostituì Gasperini) e del 2013 (quando salvò in extremis la squadra dalla rovinosa gestione Delneri), a questo giro la missione "è molto complicata", ammette al suo primo giorno di lavoro al Signorini, "ma ci sono tutti i numeri per farcela". Nonostante una squadra ferma al palo di 6 punti in 12 partite, sfortunata e anc…
GENOVA - L'arrivo al campo di prima mattina, il primo allenamento nel pomeriggio, in mezzo un pranzo veloce con i collaboratori più fidati al ristorante di sempre, a Pegli, "che menomale che c'è ancora, perché ce ne sarà bisogno per fare gruppo e lavorare il più possibile, e così potremo stare assieme dal mattino con la colazione sino alla sera con la cena". Pochi fronzoli e cultura del lavoro: è partito (quasi) da dove aveva lasciato, Davide Ballardini alla guida del Genoa. Alla terza esperienza sulla panchina del Grifone, dopo i cambi in corsa del 2011 (quando sostituì Gasperini) e del 2013 (quando salvò in extremis la squadra dalla rovinosa gestione Delneri), a questo giro la missione "è molto complicata", ammette al suo primo giorno di lavoro al Signorini, "ma ci sono tutti i numeri per farcela". Nonostante una squadra ferma al palo di 6 punti in 12 partite, sfortunata e ancora in cerca di identità, e una situazione forse anche più grave rispetto a quelle che il romagnolo aveva trovato a Genova negli anni scorsi, "le difficoltà sono tante ma c'è molta voglia di poter lavorare insieme, - è la promessa del nuovo tecnico scelto da Enrico Preziosi per sostituire Ivan Juric - e la convinzione di sapere che si può e si potrà fare un buon lavoro".
Il Genoa è penultimo, ha vinto una sola partita su 12. Questa volta l'impresa pare più difficile, Ballardini?
"Il Genoa ha tutte le caratteristiche umane e tecniche per salvarsi, altrimenti non sarei qua. Che possa arrivare alla salvezza lo dirò fra un po' di tempo, datemi tempo di lavorare. I giocatori li conosco, diversi di loro li ho anche allenati in passato. Ma ribadisco: la sensazione, come la convinzione, è che si possa fare bene".
È più forte questa squadra, o lo erano quelle che ha salvato sei e cinque anni fa?
"L'ultima stagione in cui ho lavorato a Genova, era il 2012-13, ho preso in mano un gruppo al penultimo posto, quando mancavano 12 partite, ed è andata bene. La situazione attuale mi pare comunque diversa, ma ora il nostro unico pensiero deve andare alla partita che abbiamo fra dieci giorni, altri problemi non ne esistono. Sappiamo bene che ci si deve concentrare sul breve".
Perdere un derby, come è successo al Genoa sabato scorso, può stroncare l'autostima e minare la serenità di un gruppo intero. Avrà da lavorare più sulla testa o sulle gambe?
"Entrambe. Per me non si possono separare, i due livelli. Se ci sei lo sei con il cuore, con la testa e con il corpo. Io ho già visto tutte le partite del Genoa di quest'anno, dal vivo e non, e credo che questi ragazzi abbiano cuore, generosità, testa e qualità. Sono buone basi per fare il nostro dovere".
In rosa avrà a disposizione anche calciatori con cui in passato ha avuto qualche problema. Il Pandev fuori rosa alla Lazio, il Rigoni in partenza di Palermo. Un problema in più da affrontare?
"No, e non vedo l'ora di poter utilizzare sia Pandev, che a Roma non utilizzavo per volere e rispetto della società nonostante fosse un giocatore straordinario, sia Rigoni, che aveva un problema contrattuale ma vale molto. Sono due giocatori di valore assoluto e sono delle persone per bene. Sono ben contento di averli a disposizione".
Avrà anche giocatori da ritrovare, come Bertolacci e Lapadula.
"Bertolacci in particolare lo conosco bene perché iniziò a giocare con continuità proprio con me, ha qualità importanti per cui non deve fare altro che quello che sa fare. Certo, per la nostra realtà sono grandi giocatori, e devono essere più di aiuto, dare di più".
Ultimo dubbio. I tifosi le vogliono bene da sempre, per quello che ha fatto ma anche per come l'ha fatto. È più una responsabilità o un aiuto?
"Il tifoso del Genoa mi conosce, sa che persona sono e come mi propongo, e questa è una sicurezza. Allora capirono che ero stato bravo nel capire la difficoltà e risolverla. Di sicuro prima o poi in questa piazza mi piacerebbe partire dall'inizio e poter essere valutato per un'intera stagione. È nell'arco di tutto l'anno che si vede se un allenatore ha delle idee, se riesce a trasmetterle alla squadra e se può proporre uno spettacolo che piaccia alla gente".
Il Genoa è penultimo, ha vinto una sola partita su 12. Questa volta l'impresa pare più difficile, Ballardini?
"Il Genoa ha tutte le caratteristiche umane e tecniche per salvarsi, altrimenti non sarei qua. Che possa arrivare alla salvezza lo dirò fra un po' di tempo, datemi tempo di lavorare. I giocatori li conosco, diversi di loro li ho anche allenati in passato. Ma ribadisco: la sensazione, come la convinzione, è che si possa fare bene".
È più forte questa squadra, o lo erano quelle che ha salvato sei e cinque anni fa?
"L'ultima stagione in cui ho lavorato a Genova, era il 2012-13, ho preso in mano un gruppo al penultimo posto, quando mancavano 12 partite, ed è andata bene. La situazione attuale mi pare comunque diversa, ma ora il nostro unico pensiero deve andare alla partita che abbiamo fra dieci giorni, altri problemi non ne esistono. Sappiamo bene che ci si deve concentrare sul breve".
Perdere un derby, come è successo al Genoa sabato scorso, può stroncare l'autostima e minare la serenità di un gruppo intero. Avrà da lavorare più sulla testa o sulle gambe?
"Entrambe. Per me non si possono separare, i due livelli. Se ci sei lo sei con il cuore, con la testa e con il corpo. Io ho già visto tutte le partite del Genoa di quest'anno, dal vivo e non, e credo che questi ragazzi abbiano cuore, generosità, testa e qualità. Sono buone basi per fare il nostro dovere".
In rosa avrà a disposizione anche calciatori con cui in passato ha avuto qualche problema. Il Pandev fuori rosa alla Lazio, il Rigoni in partenza di Palermo. Un problema in più da affrontare?
"No, e non vedo l'ora di poter utilizzare sia Pandev, che a Roma non utilizzavo per volere e rispetto della società nonostante fosse un giocatore straordinario, sia Rigoni, che aveva un problema contrattuale ma vale molto. Sono due giocatori di valore assoluto e sono delle persone per bene. Sono ben contento di averli a disposizione".
Avrà anche giocatori da ritrovare, come Bertolacci e Lapadula.
"Bertolacci in particolare lo conosco bene perché iniziò a giocare con continuità proprio con me, ha qualità importanti per cui non deve fare altro che quello che sa fare. Certo, per la nostra realtà sono grandi giocatori, e devono essere più di aiuto, dare di più".
Ultimo dubbio. I tifosi le vogliono bene da sempre, per quello che ha fatto ma anche per come l'ha fatto. È più una responsabilità o un aiuto?
"Il tifoso del Genoa mi conosce, sa che persona sono e come mi propongo, e questa è una sicurezza. Allora capirono che ero stato bravo nel capire la difficoltà e risolverla. Di sicuro prima o poi in questa piazza mi piacerebbe partire dall'inizio e poter essere valutato per un'intera stagione. È nell'arco di tutto l'anno che si vede se un allenatore ha delle idee, se riesce a trasmetterle alla squadra e se può proporre uno spettacolo che piaccia alla gente".