GENOVA - Dopo la vittoria con il Cagliari nel recupero di mercoledì, il Genoa naviga in acque tranquille e può giocare il derby senza troppe pressioni. Una partita che Davide Ballardini vuole vincere per confermare quanto di buono fatto da quando si è seduto sulla panchina rossoblù.
Mister Ballardini, lei il derby di Genova non l'ha mai perso e questo numero 116, a sentire il suo collega Giampaolo, lo affronta da favorito.
"Giampaolo ha chiaramente fatto una battuta".
Il Genoa, però, dopo la vittoria col Cagliari ha virtualmente acquisito la salvezza e può affrontare questa partita con la serenità di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere.
"Nel calcio essere sereni è la condizione mentale peggiore. Se davvero così fosse, sarebbe gravissimo. Se sei sereno, non va bene. La serenità va dosata: con la serenità faccio poco o nulla. Con la voglia di fare bene e la giusta tensione riesci invece a dare il meglio di te. Bisogna sapere le difficoltà della sfida che siamo chiamati a giocare, ma anche essere conosci delle nostre qualità".
Qualcuno lo definisce il derby più bello d'Italia.
"Il mio sarebbe un giudizio sicuramente di parte. Di sicuro i tifosi lo vivono in un modo molto sano e pieno di ironia. È bello che amici che tifano per le due squadre, ma capita addirittura anche per marito e moglie, vadano allo stadio assieme. Questo è un grande segnale di civiltà, Genova in questo senso insegna. Una partita diversa che per un allenatore è fin facile preparare perché hai bisogno di parlare poco tanti sono i motivi per fare bene. Abbiamo avuto solo pochi giorni per prepararla, è stato tutto così veloce e siamo curiosi di vedere cosa potrà accadere. Quando si ha così poco tempo a disposizione, già riuscire a non fare danni è un segnale di esserci".
E intanto il Genoa sembra aver ritrovato Lapadula.
"Era solo questione di tempo. Per gli attaccanti è così, ci sono momenti nei quali la palla va dentro da sola e altri in cui non ne vuol sapere di entrare. Ma era comunque positivo che le occasioni da gol era sempre riuscito a crearsele".
Galabinov si è ripreso dall'infortunio muscolare?
"Da mercoledì ha fatto tutti gli allenamenti col gruppo, rispondendo bene alle sollecitazioni, ma è ancora presto per dire se e quanto potrà giocare. Gli indisponibili restano così Izzo, Veloso ed El Yamiq".
La Sampdoria vincendo a Bergamo si è rilanciata ed è tornata a guardare all'Europa.
"Ha da anni una struttura e un spessore importante, non a caso si classificano regolarmente tra le prime dieci. Ha giocatori di personalità e qualità e soprattutto è consapevole delle proprie potenzialità, lo si vede da come si esprimono in campo e soprattutto dai risultati ottenuti. Gli vanno fatti i complimenti".
Ma anche il Genoa sul piano del gioco ha fatto progressi importanti.
"Insisto sul solito tasto, il Genoa per fare una buona partita deve essere squadra. Questo implica fare bene tante cose e non solo quando si è padroni del pallone. Nella fase di non possesso dobbiamo crescere e partecipare con tutti i giocatori. Questo significa spendere molto, ma è l'unico modo per garantire equilibrio e solidità".
Per quanto riguarda la formazione c'è qualche giocatore che non rientra nella squadra tipo ma che l'ha messa in difficoltà?
"Ho sempre detto che al Genoa c'è un gruppo di ragazzi eccezionale. Sì, sono in difficoltà, ma lo sapevo in anticipo perché qui ci sono ragazzi che durante la settimana ce la mettono tutta e si allenano alla grande".
Mister Ballardini, lei il derby di Genova non l'ha mai perso e questo numero 116, a sentire il suo collega Giampaolo, lo affronta da favorito.
"Giampaolo ha chiaramente fatto una battuta".
Il Genoa, però, dopo la vittoria col Cagliari ha virtualmente acquisito la salvezza e può affrontare questa partita con la serenità di chi ha tutto da guadagnare e niente da perdere.
"Nel calcio essere sereni è la condizione mentale peggiore. Se davvero così fosse, sarebbe gravissimo. Se sei sereno, non va bene. La serenità va dosata: con la serenità faccio poco o nulla. Con la voglia di fare bene e la giusta tensione riesci invece a dare il meglio di te. Bisogna sapere le difficoltà della sfida che siamo chiamati a giocare, ma anche essere conosci delle nostre qualità".
Qualcuno lo definisce il derby più bello d'Italia.
"Il mio sarebbe un giudizio sicuramente di parte. Di sicuro i tifosi lo vivono in un modo molto sano e pieno di ironia. È bello che amici che tifano per le due squadre, ma capita addirittura anche per marito e moglie, vadano allo stadio assieme. Questo è un grande segnale di civiltà, Genova in questo senso insegna. Una partita diversa che per un allenatore è fin facile preparare perché hai bisogno di parlare poco tanti sono i motivi per fare bene. Abbiamo avuto solo pochi giorni per prepararla, è stato tutto così veloce e siamo curiosi di vedere cosa potrà accadere. Quando si ha così poco tempo a disposizione, già riuscire a non fare danni è un segnale di esserci".
E intanto il Genoa sembra aver ritrovato Lapadula.
"Era solo questione di tempo. Per gli attaccanti è così, ci sono momenti nei quali la palla va dentro da sola e altri in cui non ne vuol sapere di entrare. Ma era comunque positivo che le occasioni da gol era sempre riuscito a crearsele".
Galabinov si è ripreso dall'infortunio muscolare?
"Da mercoledì ha fatto tutti gli allenamenti col gruppo, rispondendo bene alle sollecitazioni, ma è ancora presto per dire se e quanto potrà giocare. Gli indisponibili restano così Izzo, Veloso ed El Yamiq".
La Sampdoria vincendo a Bergamo si è rilanciata ed è tornata a guardare all'Europa.
"Ha da anni una struttura e un spessore importante, non a caso si classificano regolarmente tra le prime dieci. Ha giocatori di personalità e qualità e soprattutto è consapevole delle proprie potenzialità, lo si vede da come si esprimono in campo e soprattutto dai risultati ottenuti. Gli vanno fatti i complimenti".
Ma anche il Genoa sul piano del gioco ha fatto progressi importanti.
"Insisto sul solito tasto, il Genoa per fare una buona partita deve essere squadra. Questo implica fare bene tante cose e non solo quando si è padroni del pallone. Nella fase di non possesso dobbiamo crescere e partecipare con tutti i giocatori. Questo significa spendere molto, ma è l'unico modo per garantire equilibrio e solidità".
Per quanto riguarda la formazione c'è qualche giocatore che non rientra nella squadra tipo ma che l'ha messa in difficoltà?
"Ho sempre detto che al Genoa c'è un gruppo di ragazzi eccezionale. Sì, sono in difficoltà, ma lo sapevo in anticipo perché qui ci sono ragazzi che durante la settimana ce la mettono tutta e si allenano alla grande".