GENOVA - Per Cesare Prandelli quella di domani con il Sassuolo sarà la prima gara del "suo" Genoa, rivoluzionato dal mercato di gennaio."La società ha operato bene - ha spiegato il tecnico genoano - e sono soddisfatto. Sassuolo? Dovremo attaccare gli spazi ed avere la giusta cattiveria"
Mister è finito il calciomercato, soddisfatto?
"Secondo me la società ha operato molto bene. Eravamo molti e abbiamo cercato di ridurre l'organico e migliorarlo. Sono arrivati i giocatori che volevamo e che abbiamo seguito e sono arrivato in ruoli specifici. Sono molto soddisfatto. La società ha fatto buon lavoro".
Tra i nuovi c'è il nazionale danese Lerager, che giocatore è?
"Un giocatore che ha una caratteristica importante: fa le due fasi con buona intensità entrambe. Un centrocampista completo che ha esperienza internazionale con spessore . Ci aiuterà molto in quella zona del campo".
Tra le novità il passaggio della difesa a quattro. Quanto tempo ci vuole per assimilare i nuovi concetti?
"Non avendo molto tempo dobbiamo fare tutto velocemente. Confido nell'attenzione e nella capacità di assimilare velocemente dei giocatori. Dobbiamo lavorare in funzione delle situazioni che ci capitano nelle partite. Domani ad esempio affronteremo una delle squadre più organizzate. Il Sassuolo è molto bravo nel costruire gioco in tutte le zone del campo e riparte con coralità. Una squadra interessante e completa. Dovremo non pensare solo a contenere ma offendere e attaccare gli spazi liberi con grande cattiveria, come abbiamo fatto nel secondo tempo con l'Empoli".
Tra le novità c'è Sanabria, che ha già esordito. Come si è inserito?
"Lui si è presentato bene, ha grandi motivazioni e per lui è una grande opportunità. Può essere per noi un'arma vincente. Ha doti tecniche eccezionali e ha già capito quali sono i miglioramenti che deve fare. L'impatto con la squadra è stato sicuramente buono".
Possiamo dire che il suo progetto inizia adesso?
"Diciamo che quando arrivi devi giocare subito e non devi stravolgere nulla. Il ritiro in Spagna ci ha aiutato a lavorare e capire che potevamo lavorare anche sulla difesa a quattro senza dimenticare però quanto fatto prima. Possiamo dire che iniziamo da domani un progetto tecnico non nuovo ma che può dare qualche vantaggio in più a certi giocatori".
Una delle pedine attese è Radovanovic.
"Un professionista molto serio, un giocatore che riesce a dare tempi di gioco alla squadra ed in quella zona del campo è indispensabile, inoltre è un grande professionista. Da subito ha fatto capire cosa vuol dire avere sulla maglia una responsabilità. Sono convinto che ci possa dare una mano".
Sarà titolare?
"Vorrei arrivare sempre alla vigilia con due o tre dubbi. Me li voglio portare sino a domani, non voglio dare nessun vantaggio agli avversari, una squadra che gioca insieme da mesi invece. Mi tengo tutto per me. L'importante è che chi andrà in campo deve sapere cosa fare e non fare. La semplicità del calcio ma con grande efficacia".
Il mercato ha visto partire molti difensori, è un reparto con alcune lacune?
"L'esigenza di certi cambiamenti sono dovuti al fatto che non ho potuto dare la certezza di giocare ad alcuni giocatori che la volevano. Però vorrei dire che non abbiamo costretto nessuno ad andare via, ma sono state fatte delle scelte. Numericamente c'è qualche mancanza ma all'occorrenza ho elementi come Criscito, Biraschi e Gunter che possono fare i centrali".
Sono rimasti però due elementi come Lapadula e Marchetti, come si gestiscono?
"Come ho sempre gestito le persone: con un rapporto chiaro e diretto dove ci si guarda negli occhi. Lapadula comunque deve recuperare qualcosa dal punto di visto fisico oltre che da quello mentale perché deve togliersi le negatività e deve mettermi in difficoltà giorno per giorno".
Mister è finito il calciomercato, soddisfatto?
"Secondo me la società ha operato molto bene. Eravamo molti e abbiamo cercato di ridurre l'organico e migliorarlo. Sono arrivati i giocatori che volevamo e che abbiamo seguito e sono arrivato in ruoli specifici. Sono molto soddisfatto. La società ha fatto buon lavoro".
Tra i nuovi c'è il nazionale danese Lerager, che giocatore è?
"Un giocatore che ha una caratteristica importante: fa le due fasi con buona intensità entrambe. Un centrocampista completo che ha esperienza internazionale con spessore . Ci aiuterà molto in quella zona del campo".
Tra le novità il passaggio della difesa a quattro. Quanto tempo ci vuole per assimilare i nuovi concetti?
"Non avendo molto tempo dobbiamo fare tutto velocemente. Confido nell'attenzione e nella capacità di assimilare velocemente dei giocatori. Dobbiamo lavorare in funzione delle situazioni che ci capitano nelle partite. Domani ad esempio affronteremo una delle squadre più organizzate. Il Sassuolo è molto bravo nel costruire gioco in tutte le zone del campo e riparte con coralità. Una squadra interessante e completa. Dovremo non pensare solo a contenere ma offendere e attaccare gli spazi liberi con grande cattiveria, come abbiamo fatto nel secondo tempo con l'Empoli".
Tra le novità c'è Sanabria, che ha già esordito. Come si è inserito?
"Lui si è presentato bene, ha grandi motivazioni e per lui è una grande opportunità. Può essere per noi un'arma vincente. Ha doti tecniche eccezionali e ha già capito quali sono i miglioramenti che deve fare. L'impatto con la squadra è stato sicuramente buono".
Possiamo dire che il suo progetto inizia adesso?
"Diciamo che quando arrivi devi giocare subito e non devi stravolgere nulla. Il ritiro in Spagna ci ha aiutato a lavorare e capire che potevamo lavorare anche sulla difesa a quattro senza dimenticare però quanto fatto prima. Possiamo dire che iniziamo da domani un progetto tecnico non nuovo ma che può dare qualche vantaggio in più a certi giocatori".
Una delle pedine attese è Radovanovic.
"Un professionista molto serio, un giocatore che riesce a dare tempi di gioco alla squadra ed in quella zona del campo è indispensabile, inoltre è un grande professionista. Da subito ha fatto capire cosa vuol dire avere sulla maglia una responsabilità. Sono convinto che ci possa dare una mano".
Sarà titolare?
"Vorrei arrivare sempre alla vigilia con due o tre dubbi. Me li voglio portare sino a domani, non voglio dare nessun vantaggio agli avversari, una squadra che gioca insieme da mesi invece. Mi tengo tutto per me. L'importante è che chi andrà in campo deve sapere cosa fare e non fare. La semplicità del calcio ma con grande efficacia".
Il mercato ha visto partire molti difensori, è un reparto con alcune lacune?
"L'esigenza di certi cambiamenti sono dovuti al fatto che non ho potuto dare la certezza di giocare ad alcuni giocatori che la volevano. Però vorrei dire che non abbiamo costretto nessuno ad andare via, ma sono state fatte delle scelte. Numericamente c'è qualche mancanza ma all'occorrenza ho elementi come Criscito, Biraschi e Gunter che possono fare i centrali".
Sono rimasti però due elementi come Lapadula e Marchetti, come si gestiscono?
"Come ho sempre gestito le persone: con un rapporto chiaro e diretto dove ci si guarda negli occhi. Lapadula comunque deve recuperare qualcosa dal punto di visto fisico oltre che da quello mentale perché deve togliersi le negatività e deve mettermi in difficoltà giorno per giorno".